martedì 22 marzo 2011
fuori porta
Di
la dal mare c'è la Libia
Scusate, a me stasera mi veniva di raccontare di una delle tante città della Provincia di Roma in cui vado per lavoro da mesi ma come si fa a non parlare di quello che sta succedendo in Libia?
Io in Libia non ci sono mai stata e non conosco nessuno che ci sia andato tranne Vittorio che da ragazzo ha vissuto a Tripoli dove il padre lavorava all'istituto di cultura italiana. A pensarci bene non mi sembra che la Libia sia luogo di turismo ma forse luogo di lavoro per tutti quelli che hanno a che fare col petrolio.
Che la fine dei rais in Libia non sarebbe stata una passeggiata era chiaro perchè Gheddafi non è mai stato tenerello. Sulle prime ho pensato che però la sua fine era inevitabile e che prima di finire avrebbe fato un sacco di morti. Adesso non sono più così convinta; non solo perchè ha reagito con una potenza di fuoco che gli altri rais non hanno messo in campo, in Tunisia prima e il Egitto dopo nemmeno dalla parte dei "ribelli" ci sono mai state tante armi anche perchè l'esercito ha appoggiato il movimento. Ma qui c'è il petrolio: Gheddafi è da 40 anni a capo del paese del Nord Africa col reddito pro-capite più alto proprio grazie al petrolio, Gheddafi grazie al petrolio è stato sempre in grado di fare accordi importanti con altri paesi, per primo il nostro. E Gheddafi il petrolio non lo molla facilmente.
Per quanto problematica però la situazione è destinata comunque ad evolvere e chi sarà protagonista dei cambiamenti finirà per garantirsi gli appalti in Libia, così come è stato in Iraq. I francesi lì non c'erano, qui non si sono fatti scappare l'occasione di arrivarci per primi ad "intervenire a favore della popolazione". I francesi... diciamolo meglio: il governo francese che ha a capo un uomo di destra, moderata, europea, illuminata ma di destra. Un governo democraticamente eletto come in tutti i paesi occidentali e non solo ma che è stato votato "solo" dalla maggioranza dei francesi. Forse ci sono tanti francesi che non condividono questo repentino interessato intervento che sta creando non pochi imbarazzi (per usare un eufemismo).
E noi che siamo paese confinante con la Libia? Noi teoricamente dovremmo mettere solo a disposizione le basi per gli interventi. Interventi di chi? Di una coalizione dove ci siamo noi sicuramente, ci sono gli Stati Uniti, ci sta la Francia e non ho capito che altro.
E da quattro giorni partono i caccia da Sigonella, anche i nostri caccia, per "impedire che i ribelli vengano bombardati": che fanno? Bombardano, tanto è vero che è stato attaccato il bunker di Gheddafi.
Pare che i nostri aerei non abbiano sparato ma... bho... E allora che partono a fare?
Adesso pare che il nostro governo chieda che il comando delle operazioni passi alla Nato.
Che confusione: la coalizione, la Nato, l'ONU...
E nella confusione emergono domande fondamentali.
Ma la nostra Costituzione non ha un articolo che "ripudia la guerra"?
Come la mettiamo con l'autodeterminazione dei popoli?
Dove passa la linea di demarcazione che rende necessario l'intervento a favore delle popolazioni?
E perchè nessuno ancora ha tirato fuori le bandiere della pace?
angela :(