amici link
for de porta
Liguria
Era tanto tempo che lo desideravo fare e, finalmente, il ponte del 25 Aprile
mi ha permesso di coronare il sogno: compiere il giro completo (o quasi)
delle riviere liguri. La spiegazione di tale interesse è presto detta:
provengo da una famiglia di origine ligure (almeno in parte) e da tanti anni
amo quella terra dura e selvaggia piena di gente forgiata dal mare e dalla
natura avversa. I suoi paesini, i suoi colori, i suoi monti che cadono a
picco sul mare: una terra davvero unica. E stavolta posso dire di averla
visitata tutta (o quasi).
Il progetto prevedeva la partenza dal “campo base” di Camogli, uno dei
borghi marinari più belli dell'intera regione (nonché paese natale di mia
madre...) per spingersi, un giorno, sulla riviera di levante verso La
Spezia, e l'altro in quella di ponente ed oltre, fino a Nizza. Il tutto al
fine di valutare uno dei (tanti) motivi di rivalità tra i liguri: se sia più
bella una riviera o l'altra. E non è una domanda da poco: oltre alla nomea
(sbagliata) di essere tirchi (il fatto che non scialacquino le risorse non
significa che non sappiano essere generosi con chi merita, loro stessi in
primis), i liguri passano per essere estremamente campanilistici, ancor più
dei toscani. Avendo avuto a che fare con gente proveniente da tale regione,
posso affermare che questa voce risponda effettivamente a verità. Tra
Camogli e la confinante Recco la divisione è a mala pena una casa, eppure
camogliesi (o camoglini che dir si voglia) e recchelini sono pronti a venire
alle mani su tutto e non solo sullo sport (tipicamente la pallanuoto, 24
scudetti divisi tra i due comuni rivali). Innanzitutto sulla bellezza ed
accoglienza di Camogli e la contemporanea bruttezza della rivale, peraltro
ricostruita (al di fuori del classico stile ligure) dopo i bombardamenti
dell'ultima guerra.
Un'altra disputa storica è se sia più bella la riviera di levante o quella
di ponente, ed è per risolvere, almeno a gusto personale, la questione che
ho deciso tale viaggio in auto.
Le differenze, è vero, ci sono e sono notevoli: da una parte, a levante, la
natura aspra e selvaggia domina la scena. Gli Appennini si tuffano in mare
da grandi altezze ed i paesi sono arroccati su di essi come molluschi
bivalve ai classici scogli. Non c'è spazio per spiagge o campi coltivati, ma
solo per ciottolati spesso di origine vulcanica e classiche terrazzature con
muretti a secco. In compenso, il frutto di tale lavoro inumano è
spettacolare: l'olio ed il vino liguri sono specialità note in tutto il
mondo. Se ne producono pochi, ma di qualità eccelsa. Chi non ha mai sentito
parlare del vino delle Cinque Terre o del Vermentino? Suggerisco a chiunque
di provarli: non se ne pentirà (parola di ex astemio completo!).
Il mare, l'altra fonte di ricchezza della regione, è davvero incantevole.
Tutti conoscono di fama Portofino, ma pochi temo abbiano mai visitato dei
siti non distanti da tale località quali San Fruttuoso o Paraggi (il primo
parte del comune di Camogli, l'altro di Santa Margherita Ligure): chi l'ha
fatto non può non ricordare il color smeraldo del mare, frutto dei monti che
cadono quasi a picco nell'acqua e della profondità dei fondali. Un mare più
bello, sinceramente, non l'avevo mai visto.
Ma tutta la riviera di levante, a parte zone isolate come Lavagna, offre
quel tipo di bellezza naturale, alla quale si aggiunge la tipicità degli
insediamenti urbani. Case attaccate ed ammucchiate all'inverosimile, palazzi
antichi di 6, 7 piani completamente decorati nei colori tipici della
regione: ocra, rosa, beige, tutti conditi da persiane rigorosamente verdi.
C'è una leggenda che dice che quei colori vivi non erano stati scelti a
caso: i marinai, tornando dai loro lunghi viaggi, volevano riconoscere la
propria abitazione già da lontano, per cui l'alternanza più o meno regolare
di tali colorazione facilitava loro il compito. Spesso, avvicinandosi, ci si
rende conto di un'altra straordinaria peculiarità che solo il Liguria è
usata in maniera tanto intensiva: la decorazione e l'affresco esterno.
Quasi tutti i palazzi dei paesi meglio tenuti (in questo Camogli è un
gioiello unico) presentano bordature a sbalzo, decorazioni attorno alle
finestre o alle porte, bassorilievi. Avvicinandosi, tuttavia, ci si rende
conto che... sono tutte finte! Sono disegnate, con grande capacità
prospettica, sull'intonaco da abilissimi maestri pittori. Addirittura
spesso, molto più frequentemente di quanto possa apparire, anche le persiane
stesse sono solo disegnate e ad intere colonne di finestre corrisponde solo
del duro muro. Alcuni palazzi, inoltre, presentano disegni di persiane
socchiuse, vasi di fiori sui davanzali di finestre disegnate ed ogni altra
forma di decoro fantasioso. E vi posso assicurare che, se non vi si pone la
dovuta attenzione, non ci si rende conto dell'artificio. Mi è capitato di
far notare che un muretto vicino ad una chiesa (altra meraviglia della zona:
la ricchezza e la magnificenza degli interni delle chiese liguri
rivaleggiano con le più belle romane) presentava una balaustra completamente
dipinta: solo avvicinandosi e quasi toccando l'artefatto chi mi accompagnava
si è dovuta convincere che avessi visto giusto!
A ponente tutta questa peculiarità scema un po', come l'asprezza della
natura. Le Alpi discendono più dolcemente verso il mare rispetto agli
Appennini ed esistono zone, per esempio verso Albenga, in cui la pianura
appare improvvisa. Ciò non implica che non si possano visitare posti molto
belli, come Savona, Imperia, Sanremo, Bordighera ma, in generale, diminuisce
quella caratteristica di appartenenza che lega i paesi del levante. C'è più
interesse al turismo di massa e meno alla propria storia. Il mare è bello,
ed anche l'entroterra, ma si avverte un clima diverso, più aperto verso
l'esterno, meno introspettivo e selvaggio.
Varcando il confine e dirigendosi verso Menton si entra nella famosa Costa
Azzurra. Dal punto di vista paesaggistico non ha grandi differenze rispetto
a quella ligure di ponente, di cui è la naturale continuazione, mentre dal
punto di vista dei paesi visitati si lasciano definitivamente le
caratteristiche di mantenimento della tradizione locale e ci si imbatte
nella modernità. Menton è una città moderna rivolta al turismo, il
Principato di Monaco è uno schiaffo in faccia a chi abbia apprezzato tutte
le bellezze precedenti a causa dell'incredibile serie di orribili
grattacieli che deturpano il porto e la rocca, Nizza è carina nel centro
storico (anche se ipertrafficato a causa di lavori di costruzione della
tramvia) ma nulla di speciale. Per quanto rinomata, quella zona della Costa
Azzurra non mi ha granché convinto.
Ultima cosa da notare, per un turista che passasse da quelle parti, è la
cucina. E' vero, sono abbastanza abituato ai sapori liguri, ma ogni volta è
una sorpresa e mai negativa. Qualunque cosa vi propinino, mangiate pure
tranquilli che non ve ne pentirete. E, per favore, dimenticate la pizza: le
focacce locali (semplice, con le olive, con la cipolla o la meravigliosa col
formaggio) vi faranno provare dei gusti che non dimenticherete mai.
Purtroppo il tempo è stato tiranno ed i giorni sono volati, così ho dovuto
riprendere la macchina e ritornare a Roma anche stavolta. Eppure una parte
del mio cuore è rimasta là, in quella terra aspra e selvaggia di gente dura,
chiusa, ma capace di grande amicizia e generosità, checché se ne dica
Flavio