13.04.2006          chi siamo scrivici

             amici link

 

ViaVenetoRoma


Comune di Roma


Zètema


Upter


Atac Roma


LaScatolaChiara


MiniposterCinema


AIG - ostelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        la città futura

Metro: la linea D

Finalmente riesco a capire da dove parte e dive arriva la quarta metropolitana di Roma. Ebbene sì, questa mi era sfuggita.

Parte da piazzale dell'Agricoltura (EUR - ma il Nuovo Piano Regolatore ha già previsto un prolungamento e quindi partirà da Grottaperfetta) e arriva a Talenti attraversando il centro storico.

I numeri sono eccitanti: 20 chilometri, 22 stazioni, 22 minuti per percorrere il tratto centrale da Fermi a Prati Fiscali, 220.000 passeggeri al giorno, 30.000 nell'ora di punta, 20.000 l'ora per ciascun senso di marcia, 20 treni in esercizio, 700 corse giornaliere, frequenze di punta di un treno ogni 90 secondi. Ma alcune stazioni sul percorso fanno tremare le vene dei polsi: Trastevere, Nievo, Mastai-Belli, Argentina-Venezia, San Silvestro, Spagna. Senza contare che la linea attraversa il Tevere quatto volte, cioè passa sotto al fiume, una volta sotto l'isola Tiberina. Tecnologia da fantascienza.

Come per la Metro C si procede prima con la costruzione delle stazioni: la stazione è concepita come una specie di scatola in cemento armato a cui vengono aggiunte man mano i solai per i vari piani e alla fine le scale e le rifiniture. Ultimate le stazioni da un condotto verticale viene calata al talpa meccanica che comincia a scavare la galleria: scava ad una profondità che va dai 30 metri fino ai 50 nell'area del centro storico e mentre scava deposita i pannelli delle pareti del tunnel e nello stesso tempo deposita il terriccio su carrelli alle sue spalli che lo portano via.

La profondità consente di non interferire con eventuali reperti archeologici e con la sicurezza degli edifici in superficie.

I reperti si troveranno sicuramente nella costruzione delle stazione ed è questa al grande sfida e forse l'elemento di maggiore fascino.

Personalmente la penso così: questa metropolitana può essere un'occasione. I reperti che troveremo, non li avremmo comunque mai visti. Nulla vieta che si possa pensare ad un "museo delle metropolitane di Roma", nulla impedisce che le stazioni del centro storico siano esse stesse piccoli musei, un po' come la stazione del Louvre a Parigi. Ma forse, proprio per sognare forte fortissimo, se le aree incontrate fossero così importanti (e sicuramente lo sono, figuriamoci, Argentina, San Silvestro...) si potrebbe pensare ad una soluzione come quella adottata per la Sala Travi: una parete di vetro che separa l'area archeologica che diventa visibile a tutti.

La Metro D è realizzata con la formula del project financing che ormai si è rivelata una delle più efficaci collaborazione pubblico-privato per la realizzazione di grandi opere; la società che si aggiudicherà l'appalto per la realizzazione avrà la gestione per 25 anni riscuotendo un contributo mentre il Comune incasserà i biglietti.

Costi e tempi: € 2.860.000.000 (due miliardi e ottocentosessantamilioni); l'individuazione del concessionario è prevista per il 2009 e da lì circa una decina d'anni per i lavori.

In tutto questo è da notare che il centro storico sarà "chiuso" dalle quattro linee metropolitane che si intersecano fra di loro a Spagna (A-D), Termini (A-B), Venezia-Argentina (C-D), Colosseo (B-C), Significa che il centro di Roma potrà essere finalmente liberato dalle automobili perchè sarà garantita la massima raggiungibilità e la massima possibilità di attraversamento.

Sarà un gran bel futuro.

 

la mappa della linea D

J

cerca


soggettive


accade a Roma


la città futura


c'era una volta


città del cinema


for de porta


antichi sapori


Roma sparita


paroledisindaco