mercoledì 06 gennaio 2010
c'era una volta
Lo
stupore davanti alle piene del fiume
Ho "passato ponte" stamattina per andare verso porta Cavalleggeri e ho visto che dall'altro ieri il fiume è cresciuto ancora ma non mi sono per niente stupita, piuttosto l'unica considerazione è stata che ormai ci siamo abituati, così come al caldo sempre più torrido o al freddo eccezionale o ai natali con lo scirocco.
Ci si abitua a tutto e questo se da una parte ha permesso all'umanità di adattansi e sopravvivere, dall'altra si configura come la faccenda della rana in acqua fredda sotto alla cui pentola si accende il fuoco: si ritroverà bollita senza accorgersene ma pare che il brodo do rana sia molto buono.
Ma considerazioni ambientaliste e gastronomiche a parte, la piena del fiume non fa più effetto a nessuno. Era poco più di un anno fa, il 12 dicembre 2008 che abbiamo invaso la notte romana in attesa della grande piena, quando la notte della paura si trasformò in una specie di notte bianca alla faccia della nuova amministrazione che l'aveva da poco soppressa. Era poco più di un anno fa e sembra un secolo.
Noi del corso di regia dell'UPTER all'epoca abbiamo colto l'occasione per un itinerario nella storia del fiume prima degli argini e per una riflessione sul possibile futuro.
:)