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07.08.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

 

Viaggio a Lucca e Cinque Terre

parte seconda

Dopo aver cambiato treno a Viareggio, come al solito, eccomi a Lucca. Qui decido di prendermi un… “triste” panino, dei dolcetti e un succo di frutta alla stazione per poter cenare sui giardini dei bastioni delle mura alla luce del tramonto. Immancabile passeggiatina sulle mura per raggiungere l’albergo (come anche la mattina per raggiungere la stazione), nonostante non sia la via più diretta e i miei piedi gridino vendetta… lungo il percorso mi accompagna la sagoma inconfondibile della Torre del Guinigi, nella luce rosso fuoco del tramonto, torre che caratterizza il panorama di Lucca, con i suoi lecci secolari che ne ornano la sommità.

Ora è forse giunto il momento di far riposare le membra stanche…

Il giorno seguente, dopo la solita abbondante colazione a buffet dell’albergo, eccoci di nuovo pronti a partire per le 5 Terre, non prima di aver fatto il solito giro delle mura e qualche foto, come quella al Duomo di Lucca, la Cattedrale di San Martino: il programma del giorno prevede un percorso ancora più ambizioso di quello del giorno precedente, che si rivelerà alquanto stancante. Dopo il solito cambio a Viareggio scendo stavolta a Lévanto, fuori ambito 5 Terre. Per la prima parte del pomeriggio, sotto un sole cocente, avevo pianificato di percorrere parte dell’Alta Via delle 5 Terre (sentiero n. 1 del CAI), che parte proprio da Lévanto e termina a Portovenere, oltre le 5 Terre. Fare questo percorso, dai dislivelli notevoli, per intero era al di là delle mie possibilità e del tempo a disposizione. Poi arrivato al bivio di Punta Mesco (qui non sono sicuro della denominazione ma avevo con me una buona cartina!!! E devo dire che i sentieri sono davvero ben segnati e non è facile perdersi) ho preso il sentiero n. 10 del CAI, che porta giù a Monterosso a Mare.

Ma facciamo un passo indietro, a Lévanto. Quest’ultima è una bella cittadina di mare e propri in mezzo al bel lungomare comincia il percorso del sentiero n.1, l’Alta Via delle 5 Terre, sentiero non a pagamento e, devo dire, un po’ meno curato del n. 2, a pedaggio. L’inizio è molto ripido e stancante, dapprima in mezzo a case, via via sempre più rade, poi spesso anche in mezzo al bosco, dove è molto piacevole trovare un po’ d’ombra (si consiglia l’uso del cappellino, comunque, per tutti i percorsi da me descritti…). Ma anche qui i panorami che si incontrano ripagano di tutta la fatica fatta!!!

La presenza umana è decisamente più ridotta che nel percorso n. 2, il “Sentiero azzurro”, che va da Riomaggiore a Monterosso al Mare, sia perché quest’ultimo è più famoso, sia perché i tratti tra un paese e l’altro sono più brevi, quindi adatti anche a persone non allenate per lunghe scarpinate. Dopo un lungo cammino, di circa due ore, arrivo al bivio di cui parlavo prima e invece di proseguire col sentiero n. 1 prendo il n. 10 per Monterosso, che scende molto (troppo?!) rapidamente verso il paese, non prima di aver scattato qualche altra foto alle 5 Terre e aver conosciuto una simpatica coppia di Savona, anche loro alle prese con i sentieri delle 5 Terre.

Monterosso al Mare è il paese più grande e popoloso delle 5 Terre, l’unico con una vera e propria spiaggia. Qui la tentazione di riprendere il treno per tornare a Lucca è forte, la stanchezza si fa sentire e il percorso Lévanto-Monterosso è stato più duro del previsto, sono già le 5 di pomeriggio e le coincidenze dei treni la sera diventano più problematiche. Ma visto che il giorno dopo non penso di tornare in questi luoghi e che mi mancherebbe l’ultimo pezzo del mio itinerario mentale, Monterosso-Vernazza, punto di arrivo anche del giorno precedente ma dalla parte opposta, decido di continuare, nonostante tutto, dopo la solita sosta in un bar del lungomare di Monterosso a bere, bere, bere…

Subito ricomincia la ripida salita, in mezzo ai vigneti e ai campi di limoni, mentre si aprono sempre scorci molto belli sul mare. Qui un episodio buffo: proprio in mezzo ad un campo di limoni e più o meno a metà di una scalinata ripidissima e polverosa, direi in posizione altamente strategica, un tipo del luogo aveva posto una sorta di chioschetto improvvisato per vendere succo di limone, utilizzando i limoni del suo campo retrostante. Come resistere ad una simile tentazione?! Quasi impossibile… e come me moltissimi turisti, per lo più stranieri, si riprendevano dalle fatiche del cammino.

Qui apro una parentesi: sia nei percorsi delle 5 Terre che, ancor di più, a Lucca l’italiano non era assolutamente la lingua prevalente tra i turisti, a volte mi sentivo quasi all’estero: possibile che lasciamo il monopolio di simili bellezze agli stranieri e noi magari ce ne andiamo in capo al mondo a cercare bellezze esotiche quando il nostro paese ci offre simili spettacoli?! Scusate la parentesi di… retorica patriottarda...

Dopo la ripida salita il sentiero continua più o meno in piano, mentre davanti ai nostri occhi continua a sfilare un panorama mozzafiato. Dopo questo pezzo “piano” comincia a delinearsi all’orizzonte nuovamente Vernazza, anche se dall’altro lato, e si comincia a scendere, al solito ripidamente, verso il borgo già visitato il giorno precedente. Appena il tempo di comprare a mia volta qualche souvenir e sono di nuovo nella stazione del paesino, al solito in mezzo alla moltitudine di turisti.

Stavolta è molto più tardi del giorno precedente e dovrò fare una sosta di un’oretta a Viareggio, per una coincidenza non proprio ottimale, sosta di cui approfitto per mangiare un panino sul lungomare (di nuovo il panino mi pare buonissimo: ma forse l’intensa attività fisica e il conseguente appetito mi fanno sembrare tutto buono!!! Anche se devo dire che ho notato negli ultimi anni un deciso miglioramento dei… panini. Si trovano facilmente panini riempiti lì per lì (come per me a Viareggio) e in modi sfiziosi e appetitosi. Ricordo, invece, i tristissimi panini delle stazioni ferroviarie di 10/15 anni fa, in confezioni di plastica: anche con la fame più nera rimanevano davvero indigesti!!!).

Stavolta opto per un percorso stazione-albergo più veloce, la stanchezza è davvero tanta. E anche il centro storico di Lucca in notturna offre i suoi scorci interessanti, tanto quanto quelli delle mura rinascimentali, che però rimangono per me la componente principale del fascino della città. In particolare Piazza Napoleone, fino a qualche anno fa anonimo parcheggio di macchine nel centro storico, è diventata grazie a dei lavori di rifacimento del manto stradale une delle piazze più belle del centro (tolta l’insuperabile piazza Anfiteatro) e sede di manifestazioni culturali, come il Lucca Summer Festival (http://www.luccatourist.it/notizie.php?id=65). Il giorno seguente mi prenderò anche un gelato in un gelateria di questa piazza: buono e molto abbondante.
(continua)

Franco


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