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07.08.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Viaggio a Lucca e Cinque Terre
parte terza

La parte più bella del viaggio è finita, purtroppo. Per il giorno successivo mi aspetta una delusione (di cui dirò tra poco): le mie mete sono stavolta Prato (dove non ero mai stato prima) e Firenze, visitata, invece, per l’ennesima volta. Ragione principale della mia visita fiorentina andare al Forte Belvedere nel giardino dei Boboli, uno dei luoghi che preferisco di più in una città che, invece, non è tra le mie preferite in Italia (mi sembra un “freddo” museo a cielo aperto, con troppi turisti e senza… fiorentini!!!). In questo Roma è una città molto più vivace e “colorata”. Forse uno dei motivi del mio scarso gradimento è anche nei colori e nelle atmosfere del capoluogo toscano: trovo la sua architettura prevalentemente medievale un po’ cupa, anche per la prevalenza di grigi, rispetto ai rossi e agli ocra dei palazzi romani.

Ma andiamo per ordine: parto la mattina, al solito col treno e facendo di nuovo il percorso breve per arrivare in stazione, percorso che taglia a metà il centro di Lucca. Dopo circa un’oretta di treno eccomi per la prima volta a Prato: non mi aspettavo granché e certo il cielo coperto non aiuta ad ammirare la città, anche se contribuisce a mantenere la temperatura su livelli accettabili. Attrazioni principali di Prato sono il suo Duomo, con bei cicli di dipinti di Paolo Uccello, Filippo Lippi e Agnolo Gaddi ed il pulpito esterno del Sacro Cingolo, opera di Donatello e di Michelozzo, ed il Castello dell’Imperatore, che deve il suo nome all’imperatore Federico II, che ne ispirò la costruzione. Quest’ultimo è spesso sede, come piazza Napoleone a Lucca, di manifestazioni culturali all’aperto, ospitate nel suo cortile interno.

Terminata la breve visita di Prato riprendo il treno per pochi minuti per arrivare a Firenze, dove pranzo nel triste ristorante self-service della stazione. Qui comincio il solito giro della città, la Chiesa di Santa Maria Novella, il Duomo, Piazza della Signoria con le sue bellissimi statue; visto che tutte le chiese sono con ingresso a pagamento ed il poco tempo a disposizione decido di visitare solo la chiesa fiorentina che preferisco, Santa Croce. Tra l’altro capito nel bel mezzo delle riprese di un film in costume (anni ’20?!?), proprio sulla scalinata d’ingresso della chiesa. La visita non si rivela deludente, la chiesa contiene davvero tesori inestimabili…

Mi avvio verso Ponte Vecchio quando alcune gocce di pioggia mi costringono ad una breve pausa sotto il loggiato degli Uffizi (rinuncio, durante un soggiorno così breve, alla loro visita, anche perché li conosco abbastanza bene dalle mie precedenti venute in città). Attraversato il ponte mi attende, come accennavo prima, l’unica delusione di questo bel viaggio: da qualche anno i giardini dei Boboli non sono più visitabili gratuitamente (e questo sarebbe il minimo, per rivedere il Forte Belvedere al loro interno pagherei!!!) ma con biglietto combinato all’ingresso a Palazzo Pitti. Peccato che il giorno della mia visita sia un lunedì, giorno di chiusura di Palazzo Pitti e quindi dei Giardini annessi. Davvero sono rimasto profondamente deluso, visto che già nel 2001, anno cui risale la mia ultima visita alla città, non potei visitare il Forte perché era in restauro. Vorrà dire che dovrò tornare a Firenze, evitando accuratamente il lunedì…

Dopo questa delusione torno mestamente verso la stazione, facendo un altro giro rispetto a prima e una breve sosta in un piccolo internet point: ormai sono diventato dipendente dalla rete e non riesco a rimanere per troppi giorni offline

Rientrato a Lucca, visto che non è troppo tardi, torno all’albergo passando per le mura. Fatta una doccia veloce e un brevissimo riposino in albergo esco per l’ultima serata lucchese e già mi piange il cuore di dover tornare a Roma (e al lavoro) il giorno seguente. Decido di cenare in un ristorante/pizzeria di Piazza Anfiteatro: già capisco che la mia cena non sarà memorabile ma voglio passare l’ultima serata in questa piazza. Finito di cenare (unico italiano in mezzo ad americani, tedeschi, francesi, ecc.. Infatti tutte le scritte e i menu ormai sono solo in lingua straniera!!!) mi faccio un ultimo giro in notturna delle mura e del centro: so che non tornerò in città troppo presto (anche se Lucca è per me una città di riferimento e non possono passare troppi anni senza che ci trascorra qualche giorno) e comincio a congedarmi dalla città.

Ma il viaggio non è ancora finito: la mattina seguente mi avvio verso la vicina (all’albergo) Torre del Guinigi, di cui ho già accennato, e salgo i suoi circa 230 scalini (per 44 metri di altezza). La salita è particolarmente agevole, visto che la maggior parte degli scalini è molto larga e solo nel pezzo finale la scala diventa un po’ più angusta. Sopra la vista vale davvero la “scalata” e fa pure un bel freschino. Dopo aver continuato a fare foto in modo compulsivo vengo disturbato e convinto a scendere da un gruppone di studenti tedeschi, che occupano completamente gli angusti spazi della sommità della torre, resa ancor più angusta dalla presenza dei caratteristici lecci.

Una volta di nuovo sulla strada mi dirigo verso l’ultima meta di questo viaggio: l’orto botanico di Lucca, mai visto fino ad allora, nonostante il mio amore per orti e giardini botanici e le mie numerosissime visite precedenti alla città toscana. Nel bell’orto botanico della città un laghetto pieno di ninfee, alberi secolari e fiori mai visti prima: una visita proficua, direi, e poi davvero mi piace molto l’atmosfera di questi luoghi, un’oasi di pace dove rilassarsi; proposito per il prossimo futuro: tornare all’orto botanico di Roma, a Trastevere, che non visito da molti anni.

Ormai non resta più molto tempo, solo un mesto ultimo giro per il centro (il Duomo, la Chiesa di Michele in Foro) e un ultimo pranzetto, con una focaccia ripiena calda comprata in un alimentari (al solito squisita!!!), su una panchina delle mura, con vista sullo stupendo giardino di un palazzo. Il saluto finale alla città è quasi struggente, un arrivederci al più presto…

Ormai è tempo di tornare a prendere la valigia in albergo e di lì un taxi per la stazione. Davvero non vorrei partire ma i giorni di ferie galoppano e mi serviranno per altri viaggi.

E’ tempo anche di congedarmi da voi. Spero di non avervi annoiato troppo, ma se qualche temerario è arrivato fino a questo punto del mio racconto vuol dire che non si è annoiato poi così tanto!!!

Se, infine, qualcuno tra voi fosse ispirato da ciò che ho raccontato ad intraprendere un viaggio simile può scrivermi una mail per chiedermi chiarimenti e/o informazioni.

Un saluto a tutte/i!!!

Franco  (franz1405@virgilio.it)


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