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giovedì 31 luglio 2014

            

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Isola Tiberina da Ponte Garibaldi

 

ERF chiamò il suo acquarello "L'isola da ponente", cioè a monte del fume

Per quella angolazione è dovuto andare sulTevere

A noi basta andare su ponte Garibaldi, metterci esattamente a metà di quella specie di terrazzamento sporgente e scattare. Anche se siamo inevitabilmente più in alto di quanto non lo fosse il nostro ERF.

Tutto cambiato, naturalmente. così come sono stati costruiti gli argini lungo le rive del Tevere, sono stati costruiti argini intorno all'Isola. E direi più che giustamente, considerato che da sempre l'Isola è ospedale e che bisognava pur proteggere i malati.

 

 

Non so perchè abbiano deciso di collegare la punta degli argini dell'Isola al pilone centrale di ponte Garibaldi. So che è stata una delle serate di iniziazione più importanti: un amico che era stato mio professore di storia dell'architettura all'università, appena arrivata a Roma, non solo mi ha ospitata per un paio di settimane, il tempo di trovarmi una collocazione, ma si è generosamente e molto amichevolmente il compito di aprirmi le porte di una Roma meno usuale. E una sera, dopo cena,  mi portò sull'Isola, proprio sulla punta verso ponte Garibaldi e mi fece ascoltare la voce del fiume e mi parlò di storia e di architettura.

Che bello.

 

Nella foto che ho scattato da Ponte Garibaldi c'è anche un altra piccola cosa che racconta di un'altra cosa meravigliosa: il battello che si vede a destra.

E come non ricordare la giornata meravigliosa di primavera quando con Veltroni sindaco si inaugurò la navigazione sul Tevere?

Mi sembrava che Roma diventasse Parigi. Con le dovute distanze: il Tevere non è la Senna, la larghezza del fiume non consente una prospettiva larga, alla fine anche al primo adrenalico viaggio ci siamo accorti che potevamo godere poco della città ma molto dei ponti. E chi li aveva mia visti così?

...bhe io si, che con tigna da marinaio avevo scoperto che in maggio c'era da anni un barcone di legno che risaliva il Tevere. Ma così... così era una meraviglia.

La navigazione purtroppo, tra alti e bassi, tariffe e orari compresi, non è mai diventata un modo alternativo di percorrere la città, anche perchè gli approdi nel tratto urbano non sono soltanto pochi ma faticosi (le scale dagli argini al lungotevere  sono lunghe) e sgradevoli perchè troppo spesso usati come pisciatoi notturni. Vabbhe...

Ma quella mattina... e anche per mesi dopo... e anche adesso... che bello che è.

 

angela :)

 

 

 

 


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