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domenica 20 ottobre 2013

           

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

La torre dei Margani
                                                               guarda la foto

Va segnalata subito una curiosità: piazza Margana è una delle rare piazze del centro storico, rinascimentale, di Roma, insieme a Campo de' Fiori, a non avere una chiesa.
Per il resto, rispetto all'acquarello di Ettore Roesler Franz, finestra più finestra meno, apparentemente non è cambiato molto a parte il bel rampicante e l'edificio accanto al bellissimo portale, inconfondibile portale fatto con tre cornici di tarda epoca romana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quasi tutto uguale in questo complesso che è, come altri, un manifesto della "stratificazione romana": la Torre che prende il nome dalla famiglia dei Margani, potente a Roma fin dal 1200, risale al '300 ma il suo basamento che ingloba resti di un porticato di epoca medievale fatto con materiali di epoca romana di cui è ben visibile un bel capitello ionico; succedeva spesso. si prendevano materiali qui e la e si costruivano nuovi edifici. Le colonne del porticato infatti sono una diversa dall'altra, come succede anche in alcune chiese e basiliche dell'alto medioevo, periodo buio, di crisi e diffusa povertà. I romani un porticato non lo avrebbero mai fatto con colonne diverse l'una dall'altra.

 

Il palazzetto accanto alla torre, a sinistra, quello con la bella loggia adesso quasi un giardino pensile, risale invece al '500.

A ben guardare manca, rispetto all'acquarello, proprio sopra al bel portale tardo romanico, un cartello che è tutta una storia. Il cartello dice: albergo per cavalli e vetture e carretti - spaccio di fieno.

E così si spiegano, dice Emanuela, le balle e i cumuli d'erba in mezzo alla piazza. Emanuela, che abita nel palazzo, è l'attuale proprietaria della Sala Margana, un delizioso spazio espositivo e per conferenze a cui si accede proprio dal portale.

E qui c'è la storia della sua famiglia. Il suo bisnonno, agli inizi del 900, al posto dell'albergo per cavalli, aveva fatto una tipografia che ha passato ai figli (tra i figli, il nonno di Emanuela). sono andati avanti con commesse importati dallo Stato (stampavano le cartoline di leva) tanto che quando i proprietari misero in vendita i locali, i fratelli si affrettarono giustamente a comprare. Poi arrivò la seconda guerra mondale e poi... e poi... e adesso Emanuela con la sua Sala Margana,

E' lei che mi ha dato la riproduzione della foto, probabilmente dello stesso Franz, da cui probabilmente è stato tratto l'acquarello. Suggerisco un giretto sul sito anche perchè c'è una bella raccolta di immagini fra dipinti, grafiche e foto.

 

Ma c'è qualcosa di cambiato intorno di cui ci sono tracce nella foto messa a confronto con l'opera di Roesler Franz ed è l'ombra.

Ho scattato la foto in tarda mattinata e si vede che l'ombra sulla Torre va in senso inverso. Ma Emanuela che lì abita da sempre, sa che l'acquerello è stato dipinto con la luce della prima mattina, con il sole che arriva appena sorto dall'ara Coeli. Solo che al mattino presto quel taglio di luce non c'è più perchè, sul lato della piazza verso l'Ara Coeli, un certo palazzo è stato sopraelevato, probabilmente come tanti altri, dopo l'unità d'Italia e il sole a quell'ora del mattino non arriva più. Ecco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma ancora un paio di curiosità.

Una è un fatto di sangue: proprio davanti all'ingresso dell'attuale Sala Margana, una sera del 1480 Pietro Margani fu assassinato da Prospero Santacroce. Fra le due famiglie c'era una faida in una faida che si trascinò per tutto il secolo.

L'altra invece è una cosa direi ecologista: di fronte alla Torre, sul fondo di piazza Margana che finisce a imbuto spunta un albero, una robinia, uno dei rarissimi alberi in città                   

 

angela :)

 

 

 

 


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