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sabato 14 giugno 2014

           

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

Sbocco della Cloaca Massima
                                                                                                    guarda la foto

 

Questa "angolazione" è dedicata a Claudio Pirolli, grande romano diventato etrusco d quando è andato ad abitare a Cerenova e, scoprendo gli etruschi d vicino, se ne è perdutamente innamorato.

La Cloaca Massima, una delle più grandi opere civili della Roma pre-repubblicana, fu realizzata nel VII secolo a:C dall'ultimo re, Tarquinio il Superbo che, come si sa, era di origini etrusche. E le opere erano comi ciate con Tarquino Prisco.

Il problema era bonificare tutta l'area acquitrinosa del Foro Romano, della Suburra, del Circo Massimo, del Velabro, area in cui la città scaricava tutti i liquami.

Insomma a Roma la puzza era inimmaginabile. La Cloaca raccolse tutte e acque, bianche e nere e le fece confluire nel Tevere.

 

La Cloaca Massima è ancora funzionante e percorribile, come raccontava Carlo Pavia, archeologo specializzato in speleologia urbana fino a quando ha avuto voglia di fare conferenze.

 

Il canale si trova a 10 metri di profondità rispetto al piano stradale, è coperto a volta, è largo tre metri e alto circa 4 metri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il percorso inizia alla Suburra, all'altezza di Via Madonna dei Monti, taglia il Foro di Nerva per dirigersi prima al Foro Romano e da lì verso le attuali via di San Teodoro, poi verso via dei Fienili e via Bucimazza: qui piega bruscamente verso sud e raggiunge l'Arco di Giano. Qui fa un'ampia curva, attraversava il Foro Boario per puntare diritto allo sbocco presso ponte Palatino.

Il percorso del canale è tortuoso perchè, come spiega Rodolfo Lanciani in “Rovine e Scavi di Roma Antica”, fu eseguita seguendo l’esatto percorso dei torrenti che scorrevano nei fondovalle dei sette colli e che li impaludavano.

 

Ci sono vari ingressi alla Cloaca.

La grossa porta metallica, posta sotto la Basilica Giulia, è forse l'ingresso  "più comodo".

Un altro è in prossimità dell'Arco di Giano: qui, attraverso un oscuro vicoletto, sotto antichissime arcuazioni, si arriva alla Cloaca in un punto dove l'acqua è limpida, perché qui gli scarichi si fondono con le sorgenti dell'Acqua Argentina, proveniente dalla chiesa di S.Gregorio Magno.

Ecco le foto della Cloaca

 

Nel 2012 l'archeorobot Lucius, con un gruppo di archeologi, ingegneri e speleologi si cala nei meandri della Cloaca Massima ed esegue un rilievo per una restituzione tridimensionale georeferenziata di quelle condotte laterali diffcili da raggiungere ed esplorare. Ecco alcune immagini. (foto di Antonio Zambardino e Riccardo Auci)

Le ultime due sono le ricostruzioni di Lucius.

 

 

"Per la prima volta nella storia dell’archeologia romana abbiamo potuto penetrare nella Cloaca Massima per una ricognizione così completa, profonda e dettagliata, non solo delle gallerie principali ma anche delle condotte di adduzione laterali: nessun essere umano si era mai avventurato in questi stretti cunicoli, anche perché le norme di sicurezza non lo avrebbero consentito", spiega Patrizia Fortini, archeologa della Sovrintendenza speciale dei Beni archeologici di Roma e responsabile del progetto Lucius Archeorobot: Sistema di esplorazione e documentazione della Cloaca Massima.
"Grazie a Lucius, oggi possiamo raccogliere una documentazione scientifica eccezionale, con dati obiettivi che ci offrono una conoscenza nuova e minuziosa di questo mondo sotterraneo"

 

Questo è un viaggio vero.

 

 

 

 

E ancora: una foto di come era lo sbocco al Tevere nel periodo in cui Ettore Roesler Franz dipingeva il suo acquarello

 

 

 

 

 

 

 

 

E infine, potevo io non condividere l'incisione di G.B. Piranesi?


 

 

 

angela :)

 


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