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sabato 16 novembre 2013

           

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

Scalinata dei Borgia
                                                                                                        guarda la foto

E' praticamente impossibile fare la stessa inquadratura dell'acquarello di Roesler Franz. E ci si resta tanto più male se ci si ricorda che Ettore prima di fare i suoi acquerelli scattava una foto, un po' come secoli prima di lui, Canaletto disegnava le bozze delle sue vedute veneziane dall'immagine capovolta di una rudimentale camera oscura.
Ma da queste parti dai tempi di Ettore Roesler Franz, è successo che intorno al 1885, è stata aperta Via Cavour, grande moderna strada che doveva unire l'Esquilino all'area ei Fori. Attenzione, all'area dei Fori e non a via dei Fori imperiali che sarebbe venuta solo 50 anni dopo ai tempi di Mussolini. Ma l'Esquilino, fino ad allora area di quasi campagna anche se dentro le Mura Aureliane, diventava uno dei nuovi quartieri per la borghesia impiegatizia della nuova capitale d'Italia e, forse per la vicinanza con la stazione Termini, era uno dei quartieri più importanti e appetibili, Nulla di strano che si dovesse collegare direttamente al cuore della città con una nuova strada che portasse il nome del padre politico della patria. E fu Via Cavour.

La sua apertura qualcosa forse ha tagliato, molto ha costruito, compreso lo spazio davanti e accanto al palazzo erroneamente detto dei Borgia: adesso accanto c'è un meraviglioso terrazzamento con giardino dove chiunque vorrebbe abitare che però impedisce di scattare la stessa foto di Ettore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicevo erroneamente dei Borgia perchè in realtà il complesso di case, il palazzo e la torre sono appartenuti prima ai Margani, poi ai Cesarini e poi agli Orsini. Ma la tradizione popolare vuole, e il popolo la spunta sempre, che qui abitasse Giovanna dei Caetani, detta Vannozza, l'amante del cardinale Rodrigo Borgia diventato papa Alessandro VI, da cui ebbe quattro figli: Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo. Nel 1622 l'intero complesso fu acquistato dai frati del collegio dei Minimi che hanno costruito la chiesa di san Francesco di Paola e trasformato la torre in campanile.

Forse speravano di cancellare le fantasie popolari che qui collocavano intrighi e assassini ma la fama sinistra del posto era ancora più antica: la scalinata corrisponde all'antico "vicus sceleratus", chiamato così perchè secondo la leggenda Tullia qui è passata col cocchio sul cadavere del padre Servio Tullio. Figuriamoci se bastava un convento di fraticelli...

 

La scalinata è uno dei posti più misteriosi e suggestivi di Roma, umida, medievale (tra i pochi posti medievali sopravvissuti al furore barocco controriformista e celebrativo dei papi), frequentata più da turisti che da romani tanto che quando arriva sera diventa a rischio dormitorio per disperati di varia provenienza dato anche il fatto che tutto intorno l'area è monumentale più che residenziale.

Luogo suggestivo anche perchè, dal buio e da quel filo d'ansia umida, si arriva nella serenità luminosa della piazza di San Pietro in Vincoli, la basilica dove c'è il possente Mosè di Michelangelo, quello con le "corna" e con l'alluce consumato a furia di passarci il dito per poi baciarlo.

A San Pietro in Vincoli c'ero stata con l'ormai famosa cugina Francesca che, abitando a Colli Albani, mi ci aveva portata arrivando da Colle Oppio e della scalinata non avevo idea alcuna. Ma poi arrivò quella primavera del '77, ospite da Vito, grande amico e studente di architettura e autentico "Virgilio": Gli studenti di architettura all'epoca potevano ritirare i buoni mensa anche a ingegneria a San Pietro in Vincoli. E fu così che in una mattinata di aprile Vito mi fece scoprire la medievale scalinata buia. Che meraviglia.

 

 

angela :)

 

 

 

 


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