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giovedì 25 febbraio 2016

            

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ponte Palatino

La definire una foto possibile ma non reale.

La distanza da Ponte Rotto è un po' arretrata rispetto all'occhio di Roesler Franz. E l'angolazione è leggermente spostata verso destra.

 

Il fatto è che, a parte la libertà del pittore che non corrisponde alla dura realtà dell'obiettivo fotografico, c'è qualcosa di cambiato: Ponte Rotto ormai è solo un troncone isolato da entrambe le rive del Tevere e davanti a lui c'è il Ponte Palatino, costruito fra il 1886 e il 1890 su progetto dell'arcitetto Angelo Vescovali.

Per i romani è il Ponte Inglese perchè la circolazione, per motivi di collegamenti funzionali fra una riva e l'altra del Tevere, scorre al contrario.

Sostituì definitivamente Ponte Emilio  che da sempre non faceva altro che crollare tanto che per i romani, popolo irriverente ma bonario, è sempre stato Ponte Rotto.

Mi piace Ponte Palatino.
Mi ha sempre dato l'idea di un merletto. Aereo e solido allo stesso tempo. Ben piantato su quei potenti pilastri.
Mi piace perchè mi porta, sul lato del Trastevere, verso Porta Portese quelle domeniche mattine che decido quel bagni di folla alla ricerca di DVD a buon mercato o di un qualcos'altro.
Mi porta a Testaccio o a Piramide o ancora oltre...

Mi sembra lontana secoli quella primavera che mi affidarono un lavoro in una scuola vicino al gasometro. 1995. Fino ad allora mi ero spostata sempre col motorino ma avevo cominciato a sentire la voglia di esplorare Roma, di misurarla con i passi. E il Tevere era la direttrice giusta per raggiungere prima Testaccio e poi avventurarsi ancora oltre. Di ponte in ponte.
Ponte Palatino, scoprii, è il più difficile da attraversare, non ci sono semafori che invece sono presenti all'imbocco di tutti gli altri ponti. Evidentemente perchè qui non si è in corrispondenza di nessuna strada che arriva al ponte.
I pedoni? Sono da una parte invenzione recente, dall'altra rarissimi in questa parte della città. in pochi, infatti, abbiamo capito quanto è bello muoversi lungo il fiume. Da queste parti si incontrano solo ciclisti da marciapiede e turisti spaesati e contenti. Ma che i romani abbiano un rapporto col fiume pari quasi a ZERO è storia nota e lunga e non è questa la sede.

Buona passeggiata..

 

angela :)

 

 

 

 

 


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