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giovedì 05 gennaio 2017

            

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C'era una volta il porto di Ripetta

Sul vecchio porto di Ripetta abbiamo parlato tanto.

E anche della teca di Meier che ha diviso gli animi come è destino dell'architettura contemporanea in un Paese e in una città fondamentalmente conservatori. Al di là delle valutazioni artistiche più o meno supportate da conoscenza, un fatto resta su tutti: abbiamo paura del nuovo, pensiamo che i centri storici debbano restare uguali a se stessi. Non si tratta ovviamente di demolire, la follia picconatrice del ventennio fascista in questo senso ha fatto grandissimi danni a fini meramente trionfalistici. Si tratta di non volere approfittare dei necessari restauri o di quei piccoli fazzoletti di non costruito (penso al buco vicino a Montecitorio) dove si potrebbero realizzare piccoli gioielli.

Parere negativo senza appello su qualunque cosa nuova.

E invece io trovo che Meier ci ha dato, insieme alla teca, una bellissima piazza molto "romana": ci si siede, c'è una fontana il cui scoscio copre un po' l'orribile rumore del traffico all'incrocio con ponte Cavour.

Mi piace molto. Trovo bello fermarsi a fare una telefonata, leggere un pezzo di libro, fare una sosta a pranzo.

E, volendo parlare delle differenze o similitudini con il luogo di Ettore, questa piazza pensata a gradoni la trovo piena di citazioni e di colte soluzioni funzionali.

La scala scenografica del vecchio porto scendeva al fiume; i gradoni di Meier al contrario scendono verso la città visto la quota del lungotevere è maggiore di quella di via Tomacelli.

E affacciandosi a guardare gli argini, è veramente curioso che proprio in questo punto, su questa sponda, l'argine finisce e il muraglione tocca direttamente l'acqua. E' l'inizio di quella parte un po' selvaggia che più avanti genererà lo scalo De Pinedo e poi i circoli sportivi.

In questo punto, la mattina che sono andata in giro, aveva preso alloggio, diciamo così, un giovanotto che si era appena svegliato e salutava il sole.

Anche questa è Roma e io la adoro.

 

Buona passeggiata

 

angela ermes cannizzaro :)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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