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sabato 08 agosto 2015

            

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lungotevere degli Altoviti

 

Facile inquadratura, facilissimo ritrovamento.

Una di quelle foto dove si potrebbero chiudere gli occhi, aprirli e vedere com'era, chiuderli di nuovo e di nuovo aprirli e vedere com'č.

Come fosse un cartOOn.

Complice naturalmente l'immutabile ponte di Castel S. Angelo.

Unica ma non irrilevante differenza č che prima dell'apertura del lungotevere, il ponte arrivava su una piazza, piazza di Ponte, che su uno dei lati (a destra dando le spalle al Castello) aveva Palazzo Altoviti.

E piazza di Ponte era importante e tristemente famosa: era qui che spesso, oltre che a piazza del Popolo, a Campo de' Fiori o a Campo Vaccino, veniva eretto il patibolo per le esecuzioni che fossero per scure o per ghigliottina.

E' qui che č stata decapitata Beatrice Cenci.

 

E' da qui che mastro Titta, il boia del papa, entrava in cittā passando ponte quando il servizio glielo richiedeva perchč per il resto doveva abitare sulla sponda sinistra, sul lato del Trastevere, riservato alle persone non esattamente perbene. E mastro Titta arrivava a piazza di Ponte avvolto in un mantello rosso e i romani sapevano che un altro disgraziato quel giorno se ne andava all'atro mondo.

 

Il patibolo a piazza di Ponte in definitiva era comodo: i condannati dovevano fare poca strada visto che le prigioni erano a Castel S. Angelo. Ma certo la piazza era piccola e non si prestava alla dimostrazione di esemplare giustizia applicata e d'altra parte non poteva contenere la curiositā ei romani per l'evento di una testa mozzata o peggio.

Tempi terribili, orribili storie.

 

Ma chi erano questi Altoviti che avevano un palazzo cosė vicino al Vaticano?Presto detto: erano fiorentini, mecenati, banchieri e uno di loro, Antonio,  nel 1487 si era trasferito a Roma e aveva sposato la nipote di papa Innocenzo VIII. Grazie a questo matrimonio aveva ottenuto la carica di tesoriere pontificio nonchč il compito di curare i rapporti con i Medici.

Da qui le fortune della famiglia che proseguirono con Paolo III Farnese. Il figlio, Bindo Altoviti, mecenate, nella prima metā del 1500 visse nel palazzo del padre a Ponte S.Angelo, palazzo che ampliō acquistando le proprietā intorno per farlo diventare una grande residenza signorile arricchita dalla sua collezione d'arte.

Bindo Altoviti era proprietario anche di Villa Adriana a Tivoli e di un'altra villa ai Prati di Castello andata distrutta durante l'assedio di Roma da parte dei francesi (accorsi a difendere il papa contro la repubblica romana) nel 1849.

Il palazzo č stato demolito per la costruzione del lungotevere che qui si chiama "degli Altoviti", la collezione dispersa.

Che storia!

 

Buona passeggiata.

 

angela :)

 

 

 

 

 


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