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sabato 23 aprile 2016

            

                                                                                             nei luoghi di Ettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da ponte Garibaldi

 

Vale la pena a questo punto di raccontare un po' di storia di queste foto.

Intanto va detto che Ettore Roesler Franz, a giudicare dai suoi acquarelli, evidentemente amava moltissimo il Tevere. Tant'è che metà del suo ciclo cosiddetto di Roma sparita racconta il fiume.

Certo, è vero che la più grande trasformazione di Roma dopo l'Unità d'Italia è stata quella della costruzione dei muraglioni ma nello stesso tempo si facevano molti altri grandi lavori per rendere la città adeguata non solo alle esigenze moderne ma anche al suo nuovo ruolo di capitale; per esempio l'apertura di via Nazionale, via del Tritone, corso Vittorio Emanuele, via Cavour, l'edificazione dell'Esquilino, di Prati...

Tante foto sul fiume, quindi, che però si possono fare solo quando i platani sono spogli perchè diversamente le fronde che ci regalano tanto fresco, coprono quasi totalmente la vista.

Quindi le foto le ho fatte tutte in due mattinate di febbraio e poi archiviate.

Non le ho mai numerate in relazione agli acquarelli e ogni tanto faccio fatica e metterla in relazione.

Questa è una di quelle "difficili da riconoscere"

 

Ettore guarda la Regola, la riva del Tevere sotto San Paolo alla Regola che dà il nome all'intero rione (che poi è anche il mio). La Regola, che era una spiaggia, ovviamente no esiste più così come non esiste più quella Ripa Giudea che lui

 

 

 

 

 

 

 

dipinge. L'isola è nascosta dall'albero e l'unico elemento che aiuta a capire dove siamo è il ponte dei Quattro Capi, ponte Fabricio, che si vede sullo sfondo e che cominciava (o finiva) da un vicolo tra le case del Ghetto.

Non esiste più a Roma e, direi in nessuna città di fiume che un ponte cominci direttamente in fondo a un vicolo, che ne sa il proseguimento.  La logica dei muraglioni e degli argini, oltre ad essere una necessità per mettere al sicuro i cittadini dalle inondazioni, sono un sistema di viabilità: Parigi, Londra, Vienna ma ance Torino, Firenze, Pisa... tutte le città usano giustamente le rive del proprio fiume come arterie di importante comunicazione.

Solo a Venezia un ponte (tanti ponti) cominciano alla fine di una calle, nascono dalle case. Ma Venezia è un'altra storia.

 

La foto l'ho scattata molto facilmente dall'angolo di ponte Garibaldi,al semaforo di via Arenula.

Ma certo, a metterla a confronto con l'acquarello mi viene ancora da considerare che questo angolo è quasi irriconoscibile. Un altro mondo.

 

 

Buona passeggiata..

 

angela :)

 

 


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