28.06.2007
for de porta
La
lupa senese
Cari lettori di Iloveroma, comincio qui una serie di racconti non solo di
viaggio, ma di storia di uno dei luoghi for de porta che amo di più ed in
cui cerco di capitare il più frequentemente possibile (almeno una volta
l'anno, ma, se possibile, anche molte di più)Si tratta della nobile città di
Siena. Famosa per il Palio, le Contrade, l'Università, i dolci ed il Monte
dei Paschi, è anche una città dalla vena turistica autentica, dalla grande
ospitalità, dalla bellezza incomparabile e dalla storia millenaria. Ed è
proprio di un curioso aspetto della sua storia che intendo parlare in questo
articolo.
Non so quanti ne siano a conoscenza, ma il simbolo di Siena è una lupa che
allatta due gemelli. Ogni buon romano si dirà: “Ehi, fermi tutti! Ma quella
è la nostra lupa!!!” Ed, in parte, avrebbe ragione....
Premesso il fatto che la lupa senese, dal punto di vista estetico,
differisce leggermente dalla capitolina (la loro guarda fieramente avanti,
mentre la nostra, come tutti sapete, ha la testa leggermente voltata verso
sinistra), nel tempo vi è stata una grande contaminazione e commistione tra
i due simboli.
Esempio ne è il fatto che nell'atrio del Palazzo Comunale, proprio sotto l'arcinota Torre del Mangia, in piazza del Campo, fa bella mostra di sé una lupa... romana! Fu il dono per le celebrazioni di Santa Caterina dell'allora Governatore di Roma Giangiacomo Borghese nel 1940 ed oggi lascia sconcertati i turisti capitolini più attenti. Anche perché, recandosi nella contrada della Lupa, nella zona nord-orientale della città, ci si imbatte in una colonna marmorea sormontata dalla stessa identica lupa: in quel caso il dono dal Campidoglio fu dovuto al gemellaggio tra la nostra città e la detta contrada....
Insomma, una confusione alquanto intricata tra le due lupe...
Quella
originale senese la si può trovare nel “corso” principale (via dei Banchi di
Sopra), accanto allo splendido Duomo, in alcune piazze del centro. In tutti
quei casi, tuttavia, solo i più attenti sono in grado di distinguere le
differenze tra i due animali. Ma questo, in parte, esula dalla nostra
narrazione.
L'intento, parlando della lupa senese, era quello di riportare le origini
comuni tra le due città. Il tutto è possibile narrando la leggenda
(medievale) della nascita della splendida città toscana.
Tutto ebbe inizio il 21 aprile del 753 a.C. I soliti romani ben informati, a
questo punto, saranno balzati dalle rispettive sedie gridando: “Eh no! Non
solo ci hanno rubato la lupa, ma anche la data di fondazione!!”. A costoro
dico: calmi, lasciatemi narrare e capirete... Dunque, dicevamo: il 21 aprile
753 a.C., Romolo fondò Roma, come tutti sanno. Remo varcò il solco per
sfregio e sappiamo tutti come andò a finire.
Ciò che è meno noto, secondo la leggenda senese, è che Remo aveva due figli, Senio ed Aschio. Costoro, temendo che lo zio intendesse riservare loro lo stesso trattamento del padre (chissà poi perché...), decisero che era meglio scappare via il prima possibile. La prudenza non è mai troppa. Già che c'erano (lo spirito di banchieri dei senesi evidentemente ha origini lontane), pensarono che scappare senza risorse era da stupidi e decisero di portarsi dietro qualcosa di valore, magari considerandolo un risarcimento per l'omicidio del genitore. L'unica cosa che trovarono (a parte l'aratro, ma era alquanto scomodo da trasportare) era il simulacro marmoreo della lupa che aveva allattato padre e zio, per cui si videro costretti a condurre con loro quel pesante fardello. Gli dei (esattamente Apollo e Diana) li proteggevano ed approvavano, dato che fecero apparire due cavalli, uno bianco ed uno nero (i colori della balzana, lo stemma della città), che li condussero a nord, nelle zone disabitate dell'Etruria. Lì fondarono una città raccogliendo i pastori e contadini locali, in attesa che gli emissari di Romolo li trovassero (chissà perché, ma temevano che lo zio non avesse approvato pienamente il loro comportamento) che chiamarono Siena, da Senio.
In
effetti, tempo dopo, dei finti manovali che offrivano le loro braccia per
costruire un castello si presentarono in città; erano degli inviati dello
zio con lo scopo di eliminare i nipoti e riportare a casa la statua della
lupa. Ma, stavolta, l'effetto cavallo di Troia non ebbe gli stessi
risultati. Gli assassini furono scoperti e giustiziati. Lo scontro con Roma
divenne, pertanto, inevitabile. Alla fine, grazie all'intercessione dei
soliti Apollo e Diana, la guerra arrise ai senesi ed i romani dovettero
tornare a casa sconfitti e ... senza lupa! Ciò portò i senesi a potersi
vantare di aver sconfitti Roma e di essere i possessori della vera lupa
capitolina...
Va bene, questa è solo una leggenda (che ho descritto in maniera
dissacrante, come avrebbe fatto un vero toscano), ma mostra le grandi
analogie tra queste due città, rivali ma amiche, dalla grande storia che si
dipana nei secoli e nei millenni.
Ed a tutti
i lettori di Iloveroma non posso che consigliare una cosa: andate a caccia
delle tante lupe senesi e capitoline sparse nello splendido capoluogo
toscano. Passeggiando lungo le strade, le piazze ed i vicoli (e non solo la
celeberrima Piazza del Campo) potrete scoprire tanti posti meravigliosi e
sentire, se sarete fortunati, decine di aneddoti e curiosità di un passato
ed un presente davvero unico al mondo. Per chi, comunque, non avesse voglia
di percorrere i circa 250 km che separano i due luoghi state tranquilli:
prossimamente potrete leggere qualche altra curiosità legata a questo posto
meraviglioso. Alla fine, lo so, riuscirò a convincervi tutti a visitarla...
Flavio