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09.06.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

FAMOSA MAGA BRUFA
Staffetta Roma – Cascia 21/22 maggio 2007.


Dietro le sette sillabe di FAMOSA MAGA BRUFA (crittografate) si nascondono sette intrepidi runners - pellegrini.
Tutti alle dipendenze del CAPITOLIUM.
Loro unico obiettivo è raggiungere Cascia nel giorno della festività di S. Rita, partendo dalla Piazza del Campidoglio, in un pellegrinaggio di corsa a staffetta, dove ogni frazionista si avvicenda ogni 10 km (equivalente a circa 60 minuti), a meno di qualche imprevisto. Al seguito ci sono l’auto di Giulio Matteotti, fratello del capofila dei sette bruno e un autocarro chiuso, adibito a camper e carico…. di ogni!! ( come dice un mio amico di Lecco ).
In un clima tra il teso e il festaiolo….. Bruno Matteotti suona la carica! Dopo le foto di rito si parte, da sotto la statua equestre del Marco Aurelio (proprio l’Imperatore con il braccio teso, sembra indicarci la direzione da prendere), alle ore 20:00 esatte del 21 maggio 2007, tra incredulità e scetticismo da parte dei colleghi in servizio.
Molte le battute di spirito, gli sfottò gratuiti e aggiungerei inopportuni….. qualcuno si tocca le parti basse, non pensando che la fede è ben altra cosa!
Dopo un prologo di corsa in gruppo, per accompagnare e salutare il primo frazionista sulla pista ciclabile sugli argini del Tevere, all’altezza dell’Isola Tiberina….udite! udite!… Monica Tagarelli di corsa a piedi e Bruno Matteotti in bike, percorreranno circa 19 km fino a Prima Porta.
Vista l’ora, si è deciso di transitare lungo la pista ciclabile per evitare il caotico traffico cittadino, ma nessuno di noi conosceva esattamente dove finisse la pista!
…. Ed è così che Mommi si è ritrovata, insieme a Bruno e Gabriele Napoleone, aggregatosi ai due, a percorrere il tratto del viadotto della Via Flaminia, con le auto che sfrecciavano ad alta velocità!
Intanto era già pronto Sandro Gennaretti, che dava il cambio a Mommi, iniziando a correre sulla Via Tiberina; strada altrettanto pericolosa e senza banchina.
L’incertezza di Sandro era riguardo i minuti di autonomia e i km da percorrere. Nonostante la corsa non fosse il suo sport preferito ( proviene dal nuoto pinnato e apnea ), riuscirà a dimostrare diversamente, ottime qualità, tanto da garantire al gruppo e sull’intero percorso da coprire, un bel numero di km. Si procede con accortezza e sempre ben equipaggiati….da agenti di Polizia Municipale, non potevamo non rispettare il codice della strada!!
Si è dotati di tutto l’occorrente per essere più visibili possibili: torce elettriche a mano, frontali, giubbini con bande riflettenti, fari e faretti per le 2 Mbike, key difender per allontanare eventuali cani randagi, ecc.
Anche se il traffico nell’ora in cui ci troviamo a transitare ( 23:00 ) è scarso, c’è sempre il timore di qualche pazzo automobilista!
Difficile stabilire chi è il pazzo, vista la situazione; correre di notte su strade del genere, non è certo sano!!
Nell’incoscienza, c’è la consapevolezza dello stato di pericolo e chiunque si trovi impegnato sia con la corsa che in bike, acceleri le andature allo scopo di superare i tratti di strada più critici.
Però la notte non sembra essere un ostacolo, per Alessandro Gennaretti, Bruno Matteotti, Fabio D‘Ambrosi, Gabriele Napoleone e Monica Tagarelli!
I cambi per ogni frazionista sono ben studiati.
Lasciata la Via Tiberina alle spalle di Sandro prima e successivamente dagli “indemoniati” Bruno e Fabio ( per aver ingurgitato un Red Bull .…che come si sa “mette le ali!” ), tocca al buon Gabriele al rintoccare della mezzanotte, detto “il tabagista” per via delle innumerevoli sigarette che si fuma in attesa del suo turno. Percorrerà uno dei tratti di percorso più pericolosi, Ponte del Grillo, raccordo di circa 3 km che collega la Tiberina con la Via Salaria e il tratto di Via Salaria che va da Monterotondo a Passo Corese.
Concludendo così la sequenza delle prime staffette, verrà chiesto ad ognuno di noi di fare un secondo turno o frazione!
Tra un momento di riflessione e qualche palpebra abbassata, Monica si propone e da il via ad un nuovo ciclo di staffette, accompagnata in bike da Massimo, suo compagno nella vita. Monica non è certo inesperta ed ha all’attivo diverse maratone e corse in notturna, con una buona andatura percorrerà altri 10 km, che aggiunti a quelli già percorsi fanno circa 30!
Le sensazioni che si hanno, correndo la notte, sono indescrivibili. Il cielo terso e stellato, le luci dei centri abitati, i borghi in lontananza e quelli attraversati, fanno da cornice e creano un’atmosfera surreale. Lo scenario si completa con le migliaia di lucciole (insetti….non scherziamo!) lungo il bordo strada e che illuminano i campi.
Segno di una natura protetta e non ancora intaccata.
Tra le lucciole brillano luci ancora più grandi….. ma certo! Sono le muffole delle auto di servizio dei Carabinieri che pattugliano la Via Salaria e che danno maggiore tranquillità alla allegra brigata!
Se è vero che l’appetito vien mangiando, anche la voglia di correre si manifesta km dopo km!
Tutti i frazionisti chiamati ad esibirsi si alternano senza un minimo cedimento, situazione più volte apparsa a Massimo, al più esperto dei nostri, di montagne e deserti; il quale sostiene che spesso alcuni personaggi si esaltano in contesti fuori dai normali canoni e che la corsa, è risaputo, produce delle endorfine che permettono l’impossibile a livello di performance.
All’alba si raggiunge la città di Rieti, gli unici che si incontrano sono Fabio e Bruno che transitano sotto le mura medievali in direzione di Leonessa.
I due veicoli al seguito li affiancano per uscire insieme dalla città, appena fuori avverrà il cambio con Gabriele che non si è mai riposato, nemmeno dal fumare!
A pensare che era l’unico indeciso alla partenza.
Va ricordato che alcuni di noi affrontano questa vera impresa, che alla partenza ha lasciato un po’perplessi i nostri colleghi, dopo aver svolto turni di lavoro notturno!
Di comune accordo si decide che il tratto più difficile del tragitto…….per così dire (non è che il precedente sia da meno)… da Rieti a Cascia, dove ci saranno lunghissime salite da superare (dai 400 mslm di Rieti ai 1115 mslm del Passo Rua la Cama in prossimità di Cascia ), lo affronteranno Massimo Guidobaldi e Fabio Marchetti, i più titolati del gruppo, dopo un risveglio dal coma profondo dovuto proprio alle poche ore di sonno, ben presto recuperate stando sdraiati all’interno dell’autocarro su di un materassino, protetti dal freddo notturno con teli militari e cullati dal movimento basculante del furgone per via delle ruote ovalizzate!
Massimo, previsto il percorso, inizia la sua avventura scaldandosi per qualche km con Gabriele nel tratto in pianura, nei pressi dei Laghi Lungo e Ripa Sottile. Tra i due c’è anche il tempo e la voglia di uno sprint!
Dopo circa 20 – 30 minuti si attacca Fabio Marchetti (l’animale da corsa, appena svegliatosi, rivolto a Massimo: …non dovevamo correre insieme?!… Massimo: …dormivi così bene!! I due si troveranno dinanzi la salita che va da Apoleggia a Morro Reatino…non la auguro a nessuno! Si sale senza tregua, con il sole ancora coperto dai monti ….per fortuna! L’unica sosta è per un bisogno fisiologico e per fare colazione a base di gelsi, colti direttamente da un grosso albero.
La giornata si prevede molto calda e Massimo si equipaggia con la sua inseparabile borraccia, ciò che non si vedrà fare a Fabio (l’animale di prima).
Il panorama verso la Valle Santa e il circolo dei monti mentre si sale è di rara bellezza.
C’è da percorrere poco più di una maratona, Fabio confessa a Massimo, una certa svogliatezza nell’affrontare queste salite, però Massimo conosce bene la bestia!
I corridori sono soliti a piangersi addosso, non a caso dopo qualche tornante, Fabio dimostra di essere il mulo che è!
Massimo preferisce dopo circa 30 km di salite e tornanti di fare un break di un’ora e mezza nel solito autocarro. Appena desto e dopo essersi bendato le dita dei piedi, per il formarsi di alcune vesciche, riparte di gran carriera fino a Cascia per i rimanenti 10 km, con l’ilarità di Fabio che nel frattempo si è sorbito 40 km e che dice a Massimo, risorto: …”a volte tornano!”
Il finale è davvero travolgente ed emozionante, tra “voti” promessi e volti in lacrime, tutti insieme correndo si raggiunge il viale che conduce al Santuario di S.Rita alle ore 11:15’ del 22 maggio 2007, giorno della ricorrenza.
Conclusa la nostra avventura, dopo essere stati ricevuti dalla Madre Badessa e aver portato un omaggio alla Santa, si ritorna a Roma con i corpi stanchi ma felici nello spirito.

Massimo Guidobaldi

 


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