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giovedì 08 aprile 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Io Fuksas, archistar contro

 

Massimiliano Fuksas, architetto romano di fama internazionale, espone le sue idee l'8 e il 9 aprile al summit delle archistar organizzato dal Campidoglio all´Auditorium nell´ambito del Progetto Millennium.

E' il tavolo di confronto convocato dal sindaco Alemanno per discutere della riqualificazione e sviluppo della città storica e delle zone periferiche, a cui parteciperanno, tra gli altri, Renzo Piano, Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Richard Meier, Leon Krier, Richard Burdett e Peter Calthorpe.


"Il futuro di Roma è nello sviluppo delle periferie. Nel potenziamento delle infrastrutture, ma anche nella realizzazione di nuovi edifici intesi come "micro-quartieri", sfruttando gli spazi senza devastare l'Agro romano e costruendo un grande stadio del rock."

 

"Il dato da cui bisogna partire - dice Massimiliano Fuksas - è che nel centro storico vivono solo 127 mila residenti, mentre è nei dintorni, nelle periferie, che vivono ormai oltre due milioni di persone. Questo significa - prosegue Fuksas - che non è più pensabile uno sviluppo radiocentrico della città".

 

"E' indispensabile investire sui collegamenti tra periferie, creando nuove linee della metro e dei tram, ma anche realizzando più collegamenti con l'aeroporto di Fiumicino e la stazione Tiburtina dell'Alta Velocità".

"Non è acquistando case dai costruttori che si risolve il problema, né continuando a massacrare l'Agro romano con nuove costruzioni - precisa Fuksas - quei terreni sono stati già sfruttati fin troppo. Bisogna pensare a lungo termine, non secondo i criteri dell'emergenza. È necessario coniugare lo sviluppo urbanistico con quello architettonico, sfruttando i vuoti delle periferie e realizzando, ad esempio a Tor Bella Monaca, dei quartieri che ai palazzi associno adeguati arredi urbani, parchi, biblioteche e negozi".

 

"Nella Capitale manca un grande stadio per il rock - dice Massimiliano Fuksas - e vorrei che il Comune mettesse a bando la creazione di uno "Zenit", strutture presenti in molti parti del mondo, dai costi esigui e in grado di ospitare concerti con 12 mila spettatori".

la redazione
 


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