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sabato 29 maggio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MAXXI, MACRO e Pelanda

Non sono i nomi di tre pupazzi di un qualche nuovo cartoon anche se sempre di arte visiva si tratta; sono i tre luoghi in cui si snoda il fine settimana romano per chi ama l'arte contemporanea.

Personalmente sono molto ignorante in materia, mi limito a farmi incantare dalle installazioni. Sono perō molto interessata al recupero degli spazi di archeologia industriale, all'inserimento di architetture contemporanee in ambienti storici e per i tre luoghi di questo si tratta.

Cosė ho fatto un viaggio dentro Roma.

 

Ore 15.30: MAXXI - via Guido Reni

Apre il Museo delle Arti del XXI secolo, progettato dall'architetto irachena Zaha Hadid. Ci arrivo sotto una insidiosa pioggia. giā appena varcato il cancello mi sembra un posto bello. Ma la meraviglia č tutta all'interno.

Si entra, si percorre, si sale, si gira, si scende, si ritorna...

Il museo č molto grande e, per come sono organizzati e suddivisi gli spazi, č molto complesso ma incredibilmente non ci si perde,come se fosse lo spazio stesso a condurre fino a farti tornare all'inizio del percorso. E tutto, sempre immerso nella luce. Il MAXXI č arioso, pieno di vetrate, č arioso anche quando le sale sono chiuse, anche lungo le rampe di collegamento. E l'atra bellezza sono i materiali: cemento liscio come seta, materiali plastici come il desk dell'archivio su cui viene voglia di spalmarsi.

Ecco come l'architettura se ne frega dei rimandi storici ed entra in un contesto storico (edifici militari del tardo ottocento), ovviamente quando č grande architettura.

Lasciamo che siano le immagini a parlare. sono in sequenza, per come ho fatto il giro.

Confesso che ho fatto le foto pensando a Peppe architetto e a quanto, spero, gli piacerā questo posto.

MAXXI photogallery

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Ore 17: MACRO - via Nizza

Apertura straordinaria della nuova ala del MACRO, costruita sull'area della vecchia ghiacciaia della fabbrica della mitica Birra Peroni su progetto di un'altra donna, Odile Decq. Qui lo spazio č come raccolto intorno all'auditorium che č una scatola nella scatola, rosso fiamma, come un gioiello custodito in uno scrigno. ho l'impressione di strare dentro un gioco di gigantesche scatole cinesi, o di essere io diventata piccola come alice e di entrare da una scatola dentro l'altra. L'auditorium, la gigantesca sala Enel che di colpo smentisce e alo stesso tempo conferma l'impressione di uno spazio racchiuso e poi le passerelle che sembrano entrare e uscire dalle sale e che portano al piano di sopra e poi alla terrazza. E' un continuo interno-esterno anche quando sei sempre al chiuso, una manipolazione dello spazio chiuso-aperto a cui siamo abituati. Dalla terrazza si passa alla parte "vecchia" che a questo punto mi sembra proprio tale: equilibrata, leggibile, consueta. Eppure qualche anno fa avevamo gridato al miracolo del recupero della vecchia fabbrica della Birra Peroni

Le foto delle vele sono dedicate ai miei amici Fabio e Adriano e Marjorie e Andrea che amano il rumore del vento

MACRO photogallery

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Ore 18.15: la Pelanda - Testaccio

MACRO future, dedicato ai giovani artisti, da tempo ha occupato due padiglioni dell'ex-Mattatoio e oggi inaugura il terzo, la Pelanda, il locale dove le bestie macellate venivano pulite dalla pelle.

L'organizzazione del MACRO future rispetta giustamente gli spazi interni dei padiglioni che erano scomparti. si presta quindi ad esposizioni multiple, dove ogni artista ha il suo box.

Mi sale subito un po' di orgoglio: nel primo padiglione abbiamo esposto per primi noi, l'UPTER, quando erano stati appena restaurati ma ancora non erano diventati il MACRO Future.

Il mattatoio mi fa sempre un certo effetto, mi da sempre un brivido. E mi piace che da luogo del cibo per il corpo sia diventato luogo del cibo per la mente e si spera anche per lo spirito o comunque lo vogliate chiamare.

Giustamente l'evento si chiama "Fiera dell'arte contemporanea"

MACRO Future la Pelanda - photogallery

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ac :)


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