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06.07.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

Mercati di Traiano: quelle domeniche di aprile

Che fine hanno fatto i gatti?

Ma andiamo con ordine. Sul finire degli anni '80 eravamo venuti ad abitare in centro, io felicissima, lui un po' meno, abituato com'era a vivere a Vigna Clara; non era solo per il tipo di casa (impianti, problemi, ristrutturazioni infinite), il tipo di condominio (i vecchi romani poco elastici)... credo che il fattore parcheggio avesse una certa rilevanza: a Vigna Clara all'epoca, il posto si trovava sotto casa, al centro bisognava avere un po' di pazienza e magari quando uno torna stanco...

Ma una delle cose che scoprimmo subito era che nel fine settimana per fare le cose in centro ... non bisognava prendere la macchina. Libreria, cinema ... giusto a Porta Portese...

E poi furono semplicemente le passeggiate, quelle che uno dice "esco, è domenica mattina, compro il giornale e me lo vado a leggere la sole"

Una di quelle domeniche mattine capitammo davanti all'ingresso dei Mercati Traianei, ingresso libero solo la domenica. Entrammo e fu subito avventura.

Il posto forse aveva giusto qualche indicazione, o forse c'era una guida... Fatto sta che facemmo un giretto, incantati da questa specie di labirinto. Scale, scalette, sali scendi e ci ritrovammo nell'area davanti alla grande esedra, lo spiazzo con le colonne.

C'era un gradone, prendemmo il giornale e fu domenica mattina di primavera.

E poco dopo cominciammo a ricevere visite: gatti. Gatti, belli, tutti, come sono belli tutti i gatti agli occhi di due gattari convinti.

Finito il giornale e stabilito che c'era un limite alla confidenza coi gatti, pena il fatto che ci avrebbero seguiti in cerca di nuovo alloggio, cominciammo una esplorazione del posto e lì, guardando l'esedra, sulla destra, c'era un passaggio. Scala, scaletta, sentiero (sentiero! a Roma!) arrivammo su una specie di terrazzamento alle spalle dei mercati. E cosa c'era davanti a noi? L'ingresso alla Torre delle Milizie, aperto, con una scala a chiocciola in pietra. E segni inequivocabili di gente che ancora ci abitava, anche se c'erano altrettanti segni di modifiche in atto.

Magari era la casa del custode... il custode! Lo dicevo io, bisognava fare il custode...

Nonostante ci sentissimo, soprattutto io, comunque fortunati per abitare in centro (nonostante il condominio, gli impianti e i vicini), certo l'idea che qualcuno, ancora, potesse abitare in un posto così... E poi da dove entrava? Certo non da dove eravamo arrivati noi. Ma sì, certo, da un ingresso da via IV novembre, eccolo lì. O forse era davvero il custode.

Su quel terrazzamento non ci siamo più tornati, un po' per l'invidia, un po' perchè in definitiva ci sembrava di disturbare la gente in casa propria. Ma ai Mercati di Traiano, quella primavera, ci siamo tornati ogni tanto la domenica a leggere Repubblica. Poi arrivò l'estate, la primavera successiva forse trovammo chiuso, forse avevamo già altre mete. Certo quando ci sono tornata di recente per le mostre, del passaggio non ho trovato più traccia  ma soprattutto non c'è traccia dei gatti.

Che fine hanno fatto i gatti?

a.a.

 


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