scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti - scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani ... e dintorni - scrivici

 scrivi 

06.07.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

Mio nonno Romeo

L' accattivante ricostruzione della breve storia della Repubblica Romana, durata cinque mesi esatti, le bellissime immagini a commento, non potevano non farmi tornare in mente quegli episodi subito successivi, ascoltati dalla viva voce di mio nonno materno Romeo De Paolis, classe 1886, figlio di Ercole che era nato nell'anno di Porta Pia, il 1870, a sua volta figlio del mio trisavolo di cui purtroppo mi sfugge il nome ma che aveva intorno ai dieci anni quando Mazzini, Saffi e Armellini ( mamma mia che stature di uomini quando penso ora ai vari Gasparri, Calderoli, Quagliarella...) dettero vita alla gloriosa Repubblica.


Tra Romeo e il padre Ercole correvano appena sedici anni, credo di ricordare che la mamma di mio nonno morì giovanissima, poco dopo partorito, e che i due vissero come fratelli e non come padre e figlio, guidati dalla grande personalità del padre-nonno, anarchico, carbonaro, fervente seguace di Giuseppe Mazzini.
Mio nonno Romeo non poteva non essere Repubblicano, con quei precedenti storici, come in seguito giocoforza lo divenni io, appena quindicenne segretario giovanile della Sezione Appio-Tuscolano del PRI, autore di un articolo pieno di retorica ma pienamente sentito (allora scrivevo cose serie...) il cui titolo era "davanti a Staglieno" (la tomba di Mazzini. NdA).


La sua adolescenza vissuta nel quartiere San Lorenzo nonno Romeo, un grande buontempone sempre "pappa e ciccia" con il suo padre quasi coetaneo, me la faceva vivere attraverso i suoi fantastici e spassosi racconti; quante storie, quanta nostalgia del mio amato nonno, che fortunatamente ha vissuto abbastanza a lungo da accompagnarmi fino al matrimonio, e che ha avuto anche il tempo di veder nascere almeno la mia prima figlia.


Ricordo: Ercole e Romeo, entrambi ottimi "stagnari" ossia idraulici, il sabato andavano ai Castelli con il "tranvetto" e passavano le più belle ore seduti in una "fraschetta" a sorseggiare il Cannellino di Frascati. Mi raccontava nonno che si ubriacavano (o quasi) a turno, in modo che quello rimasto in sè potesse ritrovare la strada di casa!...
A volte, sul "tranvetto" il mio bisnonno si sdraiava per lungo sul sedile, occupando anche il posto del figlio Romeo che restava in piedi. Un giorno, alle proteste di una "dama" che pretendeva di sedersi, ed alle garbate risposte di mio nonno che spiegava che in fin dei conti aveva ceduto al padre il suo posto, Ercole aprì un solo occhio e disse alla signora "bella mia, ma vedi de pjiattela 'n der c...|". La signora quasi svenì, ci fu un parapiglia, ed ai due carabinieri accorsi mio bisnonno serafico spiegò che il suo era stato un semplice suggerimento, non un ordine.
Credo che i due siano finiti, e non era la prima volta data la loro goliardia e i loro precedenti politici, per qualche giorno "ar gabbio".
Le storie che mi raccontava nonno Romeo, ne avrei a decine ma forse poco interesserebbero l'erudito lettore, non erano certo tutte ridanciane e piacevoli, arrivò il fascismo, a San Lorenzo fu vissuto in modo pesante specie da anarchici, carbonari, repubblicani, lo lascio immaginare.
Solo un brutto episodio, che accenno brevemente tanto mi fa ancora male il ricordo a più di sessanta anni dal suo racconto: passava in via dei Volsci una squadraccia (chissà perchè mi vengono in mente le ronde attuali dei Leghisti) di una dozzina di brutti figuri con tanto di gagliardetti e manganelli, ingiunsero a mio nonno, quarantenne, di togliersi il cappello di fronte ai labari col teschio, mio nonno si rifiutò, tentò di scappare, ma fu preso e gonfiato di botte davanti alle sanlorenzine del mercato che urlavano terrorizzate.
Ma adesso è tutta un'altra cosa...


Claudio

 


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio