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lunedì 15 ottobre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           fuori porta

Moby Dick

E' forse l'incipit più bello della letteratura di viaggio:

"Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa - non importa quando esattamente -avendo poco o nulla in tasca, e niente in particolare che riuscisse a interessarmi a terra, pensai di andarmene un po' per mare, e vedere la parte equorea del mondo. È un modo che ho io di scacciare la tristezza, e regolare la circolazione. Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; ogni volta che nell'anima ho un novembre umido e stillante; quando mi sorprendo a sostare senza volerlo davanti ai magazzini di casse da morto, o ad accodarmi a tutti i funerali che incontro; e soprattutto quando l'ipocondrio riesce a dominarmi tanto, che solo un robusto principio morale può impedirmi di uscire deciso per strada e mettermi metodicamente a gettare in terra il cappello alla gente, allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto: Questo è il mio surrogato della pistola e della. pallottola. Con un gran gesto filosofico Catone si butta sulla spada: io zitto zitto m'imbarco. E non c'è niente di strano. Se soltanto lo sapessero, prima o poi quasi tutti nutrono, ciascuno a suo modo, su per giù gli stessi miei sentimenti per l'oceano."

 

Fiumi, anzi mari di inchiostro sono stati versati su questo che è considerato uno dei testi fondamentali della letteratura statunitense, sulla simbologia del Leviatano visto come il Male da distruggere, sul meraviglioso tormento di Achab che insegue Moby Dick per tutti i mari del mondo.

 

 

Il Pequod parte da Nantucket, un'isola nel sud del Massachusetts, percorre tutto l'oceano Atlantico, doppia il capo di Buona Speranza, si spinge nell'oceano Indiano, prosegue verso oriente perchè tutte le navi che incontra e che stanno tornando, segnalano di avere incontrato la balena bianca, quella che da lontano senti odore di terra come se fosse un'isola e sopra svolazzano uccelli marini, quella che ha ramponi arrugginiti conficcati nella pelle.

Achab incontra Moby Dick nel Pacifico ed è la catastrofe: la balena affonda le lance e poi attacca la nave che affonda, Achab resta impigliato nella cima del rampone e viene trascinato giù attaccato al dorso della sua balena. Si salva solo Ismaele che è l'io narrante dell'opera e che, appunto, racconta dell'epica caccia.

 

Il libro fu pubblicato nel 1851 e non ebbe sulle prime alcun successo. Il Italia venne tradotto nel 1932 da Cesare Pavese, quasi un secolo dopo.

Due i fatti all'origine dell'opera:

- il naufragio nel 1820 nel Pacifico della baleniera Essex, di Nantucket, attaccata da un grosso capodoglio e i cui pochi sopravvissuti nelle settimane di deriva si erano abbandonati al cannibalismo

- l'uccisione nel 1830 al largo delle coste cilene di un capodoglio albino.

 

Nel 1956 fu realizzato il celebre film con Gregory Peck nella parte del tormentato Achab.

 

Buona lettura

 

e buona visione

 

 

angela :)


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