martedì 01 dicembre 2009
soggettive
Monica Vitti
Giovedì prossimo sarà il quarto appuntamento della rassegna che il Cineclub La Scatola Chiara di Cerenova ha voluto dedicare a Monica Vitti. Ci sarebbe molto da dire ma tutto si può riassumere nella definizione che qualcuno ha dato di lei: l'unica "mattatrice" della commedia all'italiana.
Sul sito amico www.intervisteromane.net ho trovato una sua intervista datata 1998, forse una delle ultime rilasciate, visto che due anni dopo si è ritirata dalla vita pubblica perchè, ahinoi, colpita da alzheimer.
Non importa, Monica, io non riesco a pensarti perduta e in fondo una certa lontananza, una certa distanza, una certa estraneazione è stato il segno inconfondibile delle tue interpretazioni.
Grazie.
In
quale zona di Roma sei nata, Monica?
Io “credo” di essere nata a via Francesco Crispi, nella Roma umbertina
per intenderci. Mio padre era romano, quello delle famose sette
generazioni, e mia madre era bolognese. Il resto non me lo ricordo,
perché ero troppo piccola ( risata ). Mio padre era Ispettore del
Commercio Estero e ci portava ovunque, perché doveva spostarsi per
lavoro. Siamo andati in Sicilia e dopo siamo tornati a Roma. Io sono
un’innamorata pazza di Roma, per i colori, per l’ironia della gente. Poi
a Roma c’è una specie di incanto, di magia. Il fatto che i romani non si
stupiscono più di niente è perché loro lo possono fare. Hanno visto
tutto, sanno tutto, perché vivono in una città che ha talmente tanta
storia da far invidia a tutto il resto del mondo.
Cosa vuole dire per te “ essere romana”?
Essere romana vuol dire avere il privilegio di vivere in una bellissima
città.
In quale periodo della storia di Roma ti sarebbe piaciuto vivere,
Monica?
In quasi tutti i periodi della storia romana c’erano certi tipacci, sia
uomini che donne. In quella Roma lì, con il carattere che c’ho, sarei
durata pochissimo, perché troppo violenta e quindi non mi sarebbe
piaciuto viverci.
Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?
Una gioia infinita! Perché Roma è una città che può anche non stupirti,
perché in fondo è pigra. E’ talmente sicura di sé, Roma, che non ha
paura di niente. E’ lei che è eterna, mica noi.
In quale angolino di Roma ami rifugiarti nei momenti liberi?
Io non mi rifugio mai, perché per me Roma è una città assolutamente
aperta. “Roma città aperta”, come il titolo di un film famoso, è una
delle più belle frasi che si possa dire di Roma. Era aperta per sfuggire
dai tedeschi nella guerra ed è aperta proprio per questione di testa, di
mentalità, di immagini, di cultura e di tutto. Poi Roma non ha
presunzione, nonostante sia così, proprio architettonicamente potente.
Roma è simpatica, come i suoi abitanti, i negozianti e la gente comune,
insomma sono simpatici e con la loro ironia e allegria, rispecchiano la
propria città.
Come sarebbe Monica Vitti senza la sua Roma?
Mi dispiacerebbe moltissimo. Io amo Roma e i romani, perché lasciano
vivere, non prevaricano. Ripeto, io amo questa città e i suoi colori e
senza di lei, Monica Vitti sarebbe molto più triste.
Ti piace la cucina romana?
Noi romani sappiamo fare delle cose semplici e molto buone. I spaghetti
sono necessari come il pane. Amo anche il prosciutto, poca carne e tanta
ma tanta frutta e verdura. Quando stavo in Sicilia sai quanta frutta me
magnavo ( risata )? La frutta gia osservandone il colore e sentire con
l’olfatto il profumo, mi sembra di sentirne il sapore in bocca. In
cucina mi arrangio, non sono bravissima, ma so come si cucinano i vari
piatti.
Un consiglio a Rutelli per migliorare Roma?
A Rutelli? Che je voi dì, a Rutelli? Io so che lui ha lavorato molto
bene, sta facendo del suo meglio e gli auguro di continuare così, perché
lui è una persona di cui ti puoi fidare. E’ colto ed è preparato.
Insomma, per il momento stamo bene con lui in Campidoglio.
Un consiglio ai romani?
Restare a Roma e soprattutto volere bene alla propria città e trattarla
come se fosse il salotto della propria casa.
Un altro consiglio, ma ai turisti che verranno a Roma per l’Anno Santo?
Speriamo che quelli che verranno a Roma siano educati. Noi siamo felici
che vengano a Roma, a vederla com’è, però che abbiano sempre un gran
rispetto verso questa città che li ospita.