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23.04.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Porta a porta

Mi sono impegnata con Satenig a fare, per quello che posso, la distribuzione dei volantini per il suo spettacolo sullo sterminio del popolo armeno; mi sono presa 5000 volantini e da ieri mattina faccio il "porta a porta", infilo i volantini nella buca delle lettere. L'avevo fatto altre volte, per altre iniziative... mi ricordo tante cassette a Monte Mario... tante casette al Tuscolano.. ma in centro storico è un'altra cosa perchè i condomini che altrove sono certi, grandi, qui si riducono a portoncini di edilizia minuta e, detto fra noi, sono i migliori ai fini dell'astuto "imbucatore" perchè i grandi condomini, i portoni eleganti, non solo ospitano uffici ma sono sorvegliati da solerti portieri che, sospetto fortemente, non consegnano ai condomini il prezioso volantino. I portoncini piccoli invece spesso sono aperti con le cassette a portata di volantino e altrettanto spesso con una fessura per le lettere, a volte tante fessure quante sono i condomini.

A parte il piacere di diventare un esegeta della buca da lettere (in tempi di posta elettronica), questo porta a porta è di nuovo una scoperta della città dove la fatica si mescola al silenzio del cercare le preziose buche e stimola un più generale "ascolto": vedo cose che in altre circostanze mi erano sfuggite.

Stamattina "imbuchettavo" a Rione Monti, caro al mio cuore perchè lì c'è la prima casa romana che mi ospitata (ma questa è un'altra storia che rinvio agli inizi di maggio e c'è un motivo). E da Monti, rione famoso per la ferocia dei suoi abitanti che tenevano testa ai trasteverini, storici rivali, riporto oggi due "immagini"; le virgolette stanno a significare che di ben altro si tratta: sono storie intuite, immaginazione, sogno, desiderio di sapere, amore per la città e per la gente che così l'ha fatta e la fa (tanto per cambiare I love Roma).

A Monti, intorno a via degli Zingari, parte la scalinata di via dei Ciancaleoni. si arriva in cima e si finisce contro una casetta inconsueta, piccola, bassa, "monofamiliare" addirittura con una scaletta di accesso al portoncino di ingresso manco fossimo in paese. Si gira lo sguardo per scoprire che non è la sola: infilate una dietro l'altra ce ne sono sette/otto, un intero stabile che forse erano... stalle? magazzini? chissà, tutto restaurato e diventato casette a schiera, ognuna con il suo ingresso, la sua buca delle lettere, la sua scala interna che porta al piano di sopra. Certo che lo conoscevo il posto. mi ricordo che ci abitava tanti anni fa un amico di Peppe, eravamo andati anche a trovarlo; e ci sono anche tornata e tornata. Ma stamattina, sarà stato effetto della stanchezza...

E' Roma, è la Suburra, eppure non sembra o è qualcosa di tanto lontano da non riuscire a riconoscere subito "Roma". Scattare subito foto e siano benedetti i cellulari accessoriati.

Ma ... la foto la guardo e non "rende". E' che noi "vediamo" quasi a 180°, senza contare i suoni... gli stati d'animo a cui arriviamo a via dei Ciancaleoni... Ma questo è.

 

Più facile quando le cose sono più "piccole". Da un'altra parte un'altra buca delle lettere, sola soletta nel suo portoncino e in basso... una gattaiola, supertecnologica in un portoncino storico, restaurato. Un piccolo "racconto urbano" fatto di gatti tranquilli, di vasi da fiori fuori dalla porta e di una piccola staccionata per il rampicante, di quelle verdi a soffietto che si comprano da Borzelli e che si profilano sui tetti di Roma, la notte, contro la luna.... Una boccata di pace. Dentro ci devono essere per forza persone che si amano e che si sorridono spesso. 

 

Avrei detto dove si trova questo piccolo miracolo ma temo che la stupidità possa spingere un qualche ottuso sovrintendente a far rimuovere la gattatiola per uno troppo rigido (e quindi stupido) concetto di tutela del patrimonio storico.

E' già successo anni fa con l'albero delle bottiglie, rimosse due giorni dopo un nostro articolo che era un omaggio al colore e all'allegria dei ragazzi: rimosse, stupidamente rimosse. E chi scrive, anche in veste di editore, è una accanita sostenitrice delle regole sul decoro urbano. Ma ci sono cose che non sono indecorose, sono solo tenere e piene di gioia. E non deturpano.

 

angela cannizzaro :)

 

 


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