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04.09.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                           for de porta: Venezia 63a Mostra del Cinema

 

Lunedì 4 settembre

Sarà che è lunedì ma a me sembra ci sia meno gente del solito. E sul muro di Ippoliti sono apparsi i messaggi indirizzati a Veltroni:
- Veltroni invidioso, prenditi pure la Regata Storica. Falla ar Tevere
- Se proprio vuoi fare la Mostra Roma falla a dicembre o a gennaio così si gelano i c… (giuro, c’erano i puntini, non sto censurando nulla)
- Andate pure a Roma tanto la vera Mostra è qui.

Con la storia di dover depositare i bagagli e di dover comunque aprire le borse trasparenti, sembrava che l’ingresso in sala dovesse andare molto per le lunghe e invece praticamente non ci sono file e tutto accade con molta rapidità. Si ragionava che gli anni passati, senza controlli, si facevano file lunghissime, estenuanti sotto il sole. C’è meno gente o hanno dato meno accrediti?

I FILM DI OGGI


Yeyan (The Banquet) – Feng Xiaogang
Gente che fa un film così merita di conquistare il mondo. Parlo dei cinesi.
E’ una dichiarata, sontuosa fin dalla prima inquadratura, rivisitazione dell’Amleto che lascia senza fiato nonostante si sappia come va a finire anche al di là dei rimaneggiamenti.
C’è una “imperatrice madre” che è stata la ragazza amata dal principe ereditario e che ha sposato invece prima il padre del principe e poi il fratello usurpatore e assassino (e grande amatore). E questa variazione porta in chiaro ciò che per Amleto è il rapporto Edipico con la madre regina.
C’è una struggente versione di Ofelia, c’è la corte, ci sono i duelli: una evoluzione dei meravigliosi movimenti de “La tigre e il Dragone”.
Sulla bellissima colonna sonora c’è la dichiarata esigenza di un film che parla all’occidente: le melodie non hanno ormai quasi nulla di cinese tranne la lingua. Si potrebbe dire che si è occidentalizzata la colonna sonora come è stato per la cucina cantonese adattata ai gusti degli italiani. Ma è bella comunque, addirittura all’uscita dalla sala, c’era un ragazzo che la fischiettava…
Splendidi fotografia, movimenti di macchina, costumi.

Gedo senki (Tales from Eartsea)
I disegni decisamente non sono belli come quelli della “Città incantata”, il tratto ricorda Heidi. Ma il film è piuttosto bello.
Dolce quanto basta, tetro quanto basta nell’eterno doppio dei cartoni giapponesi a cui ci siamo abituati da Glodrake in poi.
Qui c’è l’universale doppio vita-morte con l’affermazione filosofica che non si può arrestare la morte (cosa a cui ambiscono i maghi protagonisti buoni e cattivi) senza fermare anche la vita.
E c’è un doppio, un personaggio che si rivela drago e che però non svelo perché è la sorpresa.
Anche in questo caso la storia è molto ammorbidita per l’occidente, ma per i manga e le anime questa non è tutt’altro che una novità: il tempo in cui si svolge la storia è una specie di medioevo con scorci che ricordano addirittura le rovine romane; il luogo (terracqua) è quasi tolkieniano (la terra di mezzo), la colonna sonora è decisamente irlandese

Non prendere impegni stasera - Gialuca Maria Tavarelli
Inaspettatamente bello. Ed è una affermazione di cui mi scuso perché sono convinta che parlare male o essere scettici sul cinema italiano sia anche questo un luogo comune, una convenzione radical-intellettuale.
Tante storie disperate in una Roma che appare in tutta la sua dimensione metropolitana. Bellissime e strazianti le inquadrature delle tangenziali, della metro di superficie, delle linee ferroviarie ai nodi di scambio, degli interni delle case affacciate sulle arterie a scorrimento veloce. Se non riconoscessi Roma, potree essere (finalmente) Amburgo o Londra o Tokio o New York. E dico finalmente perché dai tempi del neorealismo e della commedia all’italiana di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. E qui si sente.
Le storie (5 coppie) sono di amori a carne viva, fatte di uomini che nel complesso si rivelano fragilissimi sia che piangano o che gridino o che stiano in paralizzanti silenzi; e fatte di donne che non sono forti come ci si aspetterebbe per geometrica e stupida conseguenza ma sono dolenti vittime: “sto da un anno e mezzo con uno sposato”, “in dieci anni ci siamo visti in tutto una settimana di cui sei giorni e mezzo in camera da letto il resto ad accompagnarmi a casa”
Storie di 30enni, adulti da poco, storie che fanno venire il freddo al cuore. E’ stato così dopo i 30 anni? …E’ stato così.
E Roma che tanti, moti, io per prima, vivono come città solare può essere (oh se può esserlo!) una città dove qualcuno che non ce la fa più si butta una sera da Ponte Vittorio ma dove qualcun altro… non ve lo dico.
Cast di assoluto rispetto: Paola Cortellesi, Giorgio Tirabassi, Luca Zingaretti, Alessandro Gassman.
E una deliziosa giovane attrice, la ragazza dell’ascensore, che ho incontrato mentre andava via da Lido, in maglioncino e jeans trascinandosi uno strepitoso trolley rosa confetto.
Buona fortuna

 

angela :)

 


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