06.09.2008

sabato 6 settembre
Partenza.
Certo costeranno anche un occhio della testa questi Eurostar ma quanto sono comodi! Mi sono prenotata un posto "solitario" vicino al finestrino, ho attaccato il PC alla rete elettrica ed eccomi qua in sospensione senza tempo fino a Roma.
Ciao Venezia. Mi impegno a tornare prima di un anno. Solo che Venezia la conosco troppo bene e poichè non mi riserva quasi nessuna sorpresa, devo tornarci con un progetto da realizzare, per esempio visitare le isole che mi mancano: Mazzorbo, S.Erasmo, S. Lazzaro, S. Servolo... E fare un giro vero a Murano, Burano e Torcello.
Ma vediamo adesso le chicche di questi giorni.
Pepi
- Questa bella e sorridente signora non ha appena fatto la spesa ma ha
trovato un modo per aggirare lo strazio del deposito zainetti per entrare in
sala. E' una cosa singolare: la regola dice, e ci è pervenuto il regolamento
ai fini della sicurezza, che è vietato entrare nelle sale con zaini. Sono
consentite le borse fino alla dimensione massima di una valigetta 24ore,
insomma la borsa del computer. Ci sarebbe già da discutere sul perchè "la
bomba" non può trovarsi dentro una borsa ma deve stare per forza in uno
zaino. E poi c'è la discrezionalità della sicurezza oltre alle inspiegabili
decisioni e disposizioni variabili dei Vigili del Fuoco.
Ci sono state giornate in cui alla prima proiezione sono entrata con la mia borsa, alla seconda proiezione ho dovuto lasciarla al deposito bagagli. Va inoltre detto che questo è successo soltanto al "tendone", nelle altre sale, dove fra l'altro ci sono sempre autori e personalità varie nulla di tutto ciò. E per finire, l'altra mattina ho visto un ragazzo dover lasciare uno zainetto che era poco più grande di un marsupio ma aveva le bretelle e quindi niente da fare.
E così Pepi ha pensato bene di infilare il suo zainetto in una busta della spesa. Tiè.
Sottomarino - Solito vaporetto (detto battello e
più propriamente motoscafo) dalle Fondamenta Nuove, ore 7,10, tutte le mattine (cosa non si fa per amore del cinema). L'ho visto dopo un paio di mattinate e sulle prime pensavo di avere le traveggole data l'ora. Ero lì che ricordavo dei tempi in cui il 52 passava sotto l'arco nel muro del'Arsenale lungo il Rio della Tana per sbucare alla Riva dei Sette Martiri e continuare verso Lido. Era stata una scoperta eccitante perchè con quel vaporetto si potevano attraversare e vedere posti di Venezia che nulla avevano a che fare con i turisti. Poi è stato modificato il percorso e dentro al buco si può solo sbirciare. E sbirciando ho visto la prua e parte di un sottomarino. A guardarlo sembra piccolo e non riesco a immaginare cosa deve essere stato starci dentro al caldo, al buio e alle puzze. Altro che Nautilus con le vetrate e i pescetti davanti...
Stefi e
Mariano mi dicono che la mia non è una scoperta, il sottomarino è lì da un
po', è il gemello dell'Enrico Toti di Milano e si chiama Enrico Dandolo.
Il giorno dopo l'ho visto di nuovo guardando stavolta dentro il bacino dell'Arsenale sempre
dallo stesso battello, prima della fermata San Pietro: eccolo lì, il
sottomarino ma qualcosa non
mi torna: se l'orientamento non mi tradisce non può essere lo stesso...
controllo sulle carte... no, ma allora sono due? Mistero. Qualcuno può
risolverlo prima che io torni a Venezia (spero molto presto ma senza questo
caldo estenuante)?
Nuovo
Palazzo del Cinema - Il primo giorno è arrivato il Ministro delle
Attività Culturali e insieme al Sindaco Cacciari ha posto la prima pietra.
Si chiama più amichevolmente "il sasso". L'anno scorso quando se ne parlava,
mi sono sentita orgogliosa della mia romanità: noi abbiamo la "nuvola". Ma
forse il sasso c'è perchè la leggerissima Venezia ha bisogno di consistenza.
Il
progetto è comunque pieno di suggestione, secondo me sarà bello e strano
come l'Auditorium.
Per ora la prima pietra è oggetto di esposizione, il
cantiere immagino cominci a Mostra conclusa e i lavori dovrebbero
concludersi nel 2011, per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Solo tre anni?
Aspettiamo il miracolo perchè, come dice Franco Veremondi, giornalista e mio
dirimpettaio, "quella importante non è la prima pietra ma la seconda e tutte
quelle dopo".
Rimorchiatore Angelina C - L'altra sera quasi non credevo alle mie
pupille: un rimorchiatore col mio nome! Perchè Angelina Cannizzaro
sono ioooooooo. Io li adoro i rimorchiatori e li puoi vedere davvero da
vicino solo a Venezia. Nei primi soggiorni veneziani avevamo conosciuto Ursus,
Strenuus e Pardus e avevamo anche scoperto dove andavano a dormire la sera
(intorno a San Zaccaria alcuni, altri in fondo alla Giudecca verso San
Giorgio). Angelina C è stata una folgorazione, trascinava una delle grandi
navi bianche ma non ero riuscita a immortalarlo. Ieri sera, in un giro per
diporto l'ho trovato che dormiva all'angolo del Tronchetto.
Amici
- Si chiamano bricole, sono grossi pali di legno infissi nel fondale della
laguna e segnano i canali per la navigazione. Sì, perchè non si pensi che la
laguna sia profonda tanto da poterla percorrere a piacere. Tutt'altro, tanto
è ero che a guardare bene si vedono affiorare pezzi di terra: sono le arene
e alcune di queste si ripristinano proprio per garantire l'equilibrio della
laguna stessa. La laguna quindi ha canali più profondi, vere strade
segnalate. Quei tre pali tenuti insieme da una imbracatura di ferro mi hanno
sempre fatto pensare ad amici che si abbracciano. E questi, dove uno è
marcito, sono davvero due amici che sostengono il terzo per non farlo
cadere.
Venezia-Roma: Mostra versus Festa - Non ne posso proprio più. Tre
anni fa, quando Veltroni annunciò la Festa del Cinema di Roma, quasi si
litigava perchè "Roma vuole rubare la Mostra del Cinema". L'anno successivo
fu ancora peggio perchè la prima Festa cominciava dopo un mese e mezzo.
L'anno scorso è andata bene perchè la Mostra è stata bellissima, quest'anno
ci risiamo perchè qualche scemo dice che gli americani hanno preferito
venire a Roma. Io dico che queste sono tutte sciocchezze. Intanto nel mondo
ogni anno escono oltre 500 film e quindi c'è spazio per tutti. Sull'assenza
di Hollywood abbiamo già detto e poi chi ama il cinema più gliene dai più è
contento. Quindi finiamola.
Vecchie
porte - Recitano i sacri testi che Venezia non è mai stata una città
cinta da mura perchè era cinta dall'acqua. Città fortunata, niente mura,
niente porte, niente guardiani armati fino ai denti, niente torri di
avvistamento, niente assalti truculenti a colpi di scuri, frecce e olio
bollente. E allora cosa sono queste due
"cose"? A me sembrano proprio porte, specialmente quella a San Zaccaria che
forse separava il territorio della basilica di San Marco da quello militare
dell'Arsenale.
Quest'altra invece si trova a nord, in quella parte di
Venezia che è stata costruita in fasi successive strappando strisce di
terra. Forse una volta qui finiva la città e c'era un approdo. Andrò a
vedere sulle preziose carte antiche.
Angelina Cannizzaro ;)
ps - ho cantato vittoria troppo presto, il treno si è beatamente fermato a Orte e fermo è rimasto per mezz'ora. Alla faccia dell'altra velocità. Ma, eh eh, è possibile oltre i 25 minuti di ritardo, chiedere il bonus per il rimborso del supplemento rapido da utilizzare per il prossimo viaggio. Chiaro segno del destino, presto tornerò a Venezia, sì