31.08.2008

sabato 30 agosto
La
grande nave bianca - Ancora non era successo ma doveva succedere ed è
successo stamattina: il vaporetto (motoscafo) ha incrociato la rotta in
laguna della grande nave bianca della Minoan Lines, lei che entra dalle
bocche di porto di San Nicolò arrivando da Icouminitza. Bella, circa 11
ponti, più alta del campanile di San Giorgio, più alta di tutto, fuori scala
con tutto.
E ho sospirato: se tutto fosse andato come da programma io sarei dovuta arrivare con quella nave che entra in laguna almeno due volte a settimana. volevo avere questo "controcampo", vedere dalla nave il vaporetto-motoscafo da cui la vedo da anni. Poi ci sono stati i gufi. Rosi mi aveva avvertita: non dire nulla perchè è capace che nave affonda. Semplicemente non sono riuscita a partire. Ma, brutti gufi malefici, moriammazati tutti, il mio controcampo è solo rinviato.
Charlise - Pare che il questo "The burning plain" si sia non dico imbruttita ma di sicuro non ha sfoderato la sua bellezza. Eppure non ci crede che sia la stessa donna di "Monster". Il film è bello, molto bello. va detto che il montaggio si è già visto, nulla di nuovo rispetto a "21 grammi" dato che il regista era stato lo sceneggiatore di quello. Però non fa niente. Per i palati raffinati segnalo che in "The burning plain" la vicenda nel tempo attuale è quella che si snocciola cronologicamente e il resto sono tutti flashback discontinui. Magnifico.
Z32 - Film? documentario? docu-fiction? Saperlo. So per certo che si tratta di qualcosa di coraggioso: un giovane soldato israeliano ha ucciso per rappresaglia un civile palestinese e attraverso la ricostruzione del fatto, come in una sorta di psicodramma pirandelliano, cerca di essere perdonato. Molto interessante la "finzione filmica": il regista tratta il suo attore come se fosse davvero il soldato e quindi non ne fa mai vedere il viso con trucchi e trattamenti digitali piuttosto inconsueti e innovativi non solo tecnicamente. Peccato che è troppo, davvero troppo lungo. gli avrebbe fatto bene una quindicina di minuti di sforbiciata.
Venezia 68 - A 40 anni di distanza, il regista (in forza a Mediaset .. uhmmm....) racconta della contestazione alla mostra del Cinema: si contestava nella fattispecie lo statuto che era ancora quello fascista degli anni del conte Volpi. Fa impressione vedere Pasolini in prima fila, ma soprattutto sconvolge vedere Cesare Zavattini portato via dai poliziotti. Meno "forte" il portar via a braccia Citto Maselli che è sempre stato uno scalmanato (e meno male per noi). Ma nel complesso il documentario ha una linea prevedibilmente revisionista sul '68 che, come succede in questi anni, alla fine sembra che in fondo sia stata una grande sciocchezza. BAH!
Puccini e la fanciulla - Ricostruzione molto raffinata nelle scelte di linguaggio filmico, del suicidio di Doria, la giovane cameriera di Giacomo Puccini che si toglie la vita nel 1909 accusata di essere l'amante del musicista che in quel periodo sta componendo "La fanciulla del West".
La raffinatezza sta nel fatto di avere usato come colonna sonora la trascrizione per solo pianoforte delle arie dell'opera (che quindi corrispondono alla prima scrittura del maestro) e di non avere altro parlato che le lettere di Puccini all'amica londinese. Praticamente un film muto, affidato solo alla gestualità, per una vicenda ambientata in anni in cui il cinema era muto. Ma film colori con una splendida, davvero splendida fotografia. Un film forse non per il grande pubblico ma bello.
Non
solo Lido - Uno dei limiti dalla Mostra è che poi arrivi a Lido e
Venezia scompare. Tanto più che alla Mostra i veneziani si disperdono tra i
tanti e tanti altri che arrivano da tante altre parti del mondo.
Provvidenziale quindi in un certo senso, questa giornata con poco cinema e troppi documentari che mi ha permesso di abbandonare Lido alle cinque del pomeriggio e farmi un bel giro della mia Venezia.
Uno scorcio per tutti: dalla Sacca della Misericordia verso l'Abbazia e, dedicato ad Adriano e a tutti i velisti, una barca a vela ormeggiata in luogo del tutto inconsueto (ma da lì alla laguna non ci sono ponti sotto cui passare)
A domani.
angela :)