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31.08.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                       domenica 31 agosto

Standing ovation per Mario Monicelli - Standing ovation ancora più bella perchè non alla fine del cortometraggio ma addirittura appena è entrato in sala Grande. Un giusto, emozionato tributo  chi ci ha regalato tanto cinema.

E quello che è ancora più bello è che Monicelli applaude il pubblico mentre il pubblico lo applaude: una cosa che non si vede più.

Il corto è una passeggiata sotto casa sua, tra via dei Serpenti, via del Boschetto e piazza della Madonna dei Monti. C'è il suo barbiere, il macellaio che colleziona fumetti d'epoca, la palestra della boxe, il centro anziani... Monicelli appare, entra nei negozi, chiacchera, si impiccia. E viene da dirgli "grazie ancora"

 

Un film non perfetto - Ne "il giorno perfetto c'è qualcosa che non va: per esempio non torna il fatto che un poliziotto possa abitare a via Giulia o lì intorno. Sopratutto non tornano gli altri personaggi: la dottoressa, il politico, la professoressa della figlia... Be conosciamo la storia ma sono come scollati dalla vicenda principale. Ciò nonostante il film non mi dispiace. Alla fine Ozpetec ha il coraggio di affrontare la trascrizione di un libro duro, difficile e scritto da una danna. In più manca del tutto la tematica omosessuale. Ma sopratutto Ozpetec torna (dopo il troppo intimista "Saturno contro") e guardare nei luoghi dell'umanità scarnificata dal dolore: Antonio, poliziotto, non riesce ad farsi una ragione della separazione da Emma. Una sera impazzisce, uccide i figli e poi si spara in bocca. di cose così se ne sentono dieci l'anno (per essere ottimisti).

 

Nell'insieme oggi ho avuto la sensazione che dopo la passeggiata veneziana di ieri, Roma si sia risentita e sia venuta a riprendermi con questi due film tutti girati "a casa".

Gelosona!

 

A domani.

angela :)

 

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