05.09.2008

mercoledì 4 settembre
Dire giornata deludente è usare un eufemismo. Alla fine del terzo film ho capito che non avrei retto ad un altra proiezione pallosa e sono andata via da Lido chiedendomi se non fosse il caso di anticipare il ritorno a Roma perchè una infilata di film noiosi non l'ho mai avuta nella vita e se tanto mi da tanto, arrivare a sabato così è proprio dura.
E dire che a leggere le trame sembravano tutti molti interessanti, nonchè qualcuno assolutamente "politically correct".
Ma... porca miseria zozza!
UN NUIT DE CHIEN, ambientato in una città immaginaria sotto l'assedio di un dittatore dove un medico colonnello dell'esercito rivoluzionario cerca la sua donna per partire con l'ultima nave, si è rivelato una palla infinita e sufficientemente incomprensibile con un finale per giunta debole. Insomma più che una notte da cani, due ore da cani.
TEZA tanto di cappello alla tragedia del popolo etiope ma un film lento nonostante i continui flashback, tanto lento che ho avuto l'impressione che durasse tre ore e mezzo stile Via col vento.
E infine IL SOLDATO DI CARTA, mi ha lasciata stremata. Eppure i russi hanno inventato il cinema, il montaggio e anche qualche altra cosetta tra cui la capacità di creare una sorta di sospensione poetica e fiabesca che nemmeno Walt Disney. La sospensione c'è ma prima c'è una insopportabile pippa teorica sul ruolo dell'intellettuale a sostegno del lancio del primo uomo nello spazio che è peggio di "Un film falado" di De Oliveira e di "Lettera aperta ad un giornale della sera" di Maselli messi insieme.Unica cosa interessante emersa molto faticosamente dalla devastante noia: ma date le condizioni miserrime (deserto fangoso del Kazakistan anno 1961, capanne di latta, attrezzature da inizio 900, come cacchio hanno fatto a lanciare un missile con un uomo a bordo e ad avere battuto gli americani?
Conclusione: è evidente che i selezionatori sono affetti dalla stessa sindrome del critico cinematografico che tanto più un film è palloso, tanto più è interessante e valido. E la cosa tragica è che sono anche convinti che gli piaccia davvero.
Datemi Marco Muller!!!
A domani... forse
angela :)