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domenica 13 gennaio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da Villa Borghese a via Margutta

Veramente questa passeggiata potrebbe essere fatta anche al contrario, partendo dal cuore storico di Roma e arrivando a godersi un verde altrettanto storico; dipende quale fra i due luoghi ci piace di più e se ci vogliamo partire o arrivare.

Per me via Margutta è senz'altro al primo posto e quindi la passeggiata la voglio chiudere in bellezza.

 

 

Partiamo quindi dal Pincio. Scommetto che pochi sanno che la terrazza si chiama piazzale Napoleone I e invece è così perchè fu proprio Napoleone a volere che il Pincio diventasse il primo giardino pubblico di Roma, più o meno nell'anno 1800. E qui c'è un "nasone"

 

Scendiamo verso Piazza del Popolo.

Si può fare in due modi: o seguendo i tornanti della strada o tagliando la discesa per le scalette.

A Piazza del Popolo ci sono talmente tante meraviglie, le chiese gemelle, l'obelisco, la porta del Popolo che era stata progettata da Bernini, la stessa forma della piazza,a esedra, voluta da Valadier (lo stesso architetto dell'inizio dell'800 della "casina"  che abbiamo appena lasciato in cima al Pincio)... tante meraviglie, dicevo, che le due fontane ai lati della porta passano in secondo piano: sono ricavate, come molte altre, da due sarcofagi di epoca romana.

 

Volendo potremmo percorrere via Ripetta che si chiama così perchè un tempo affacciava direttamente sul fiume e c'era il Porto di Ripetta, bellissimo, monumentale, ideale continuazione della scalinata di Trinità dei Monti, scomparso con la costruzione - necessaria - del Lungotevere. E dopo un po' troveremmo, a via Canova, un altro nasone.

 

Ma la cosa migliore credo sia invece prendere Via del Babuino e girare alla prima traversa a sinistra e poi, girando ancora obbligatoriamente a destra, siamo a Via Margutta, secondo me la strada più bella e misteriosa di Roma. misteriosa perchè, essendo addossata alle pendici del Pincio, all'interno dei palazzi su quel lato, si aprono cortili bellissimi e inaccessibili. Il primo che si incontra è nascosto dietro un portone sempre chiuso che ho trovato aperto miracolosamente un giorno che c'erano lavori condominiali. In fondo al corridoio si apre un giardino arrampicato con piccole case celate da rampicanti; qui è stato girata quella parte de Il segno del comando che parla della casa del pittore Tagliaferri. E' il condominio più bello del mondo, un paesetto arrampicato nel cuore di Roma.

Più avanti, sempre sullo stesso lato della strada, dietro ad un portone più grande, c'è un altro meraviglioso cortile, largo e luminoso, dove a destra si affacciano le grandi vetrate di una casa che ospitava studi di pittori.

E ancora più avanti c'è, questo a vista e accessibile, il grande cortile di un palazzo deve aveva lo studio Novella Parigini, lei che tanto si è battuta per difendere l'identità artistica della via e che ha voluto, fin dal 1955, i Cento Pittori di via Margutta. E in questo palazzo, addossata alla casa del custode che sta sulla strada, adesso negozio di un "marmoraro", c'è, spero ancora, l'ultima vigna di via Margutta.

 

E finalmente, ancora più avanti, la fontanella rionale, la Fontana degli Artisti realizzata nel 1927.

Degli artisti perchè Via Margutta è da sempre, fin dal 1700, la strada degli artisti. Artisti spesso stranieri, nord europei, che arrivavano a Roma entrando da Porta del Popolo, nella maggior parte viaggiatori del Grand Tour che trovavano alloggio nelle locande di via del Babuino. Tanto che a Piazza di Spagna fu aperto già nel '700 il primo negozio di souvenir: erano piccole vedute di Roma dipinte dagli stessi artisti che stavano, appunto, a Via Margutta. Non è una meraviglia?

 

Buona passeggiata

 

 

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