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martedì 05 febbraio 2013

           

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Piazza Alessandria e Via Palestro

Anche in questa passeggiata incontreremo soltanto semplici nasoni.

Ma la zona ha un fascino isospettabile.

Partiamo da Via Palestro e prepariamoci a una piccola gita "fuori porta" e consideriamo che la toponomastica racconta la storia del nostro paese e la storia delle città.

Non dimentichiamoci di alzare il naso e guardare le case perchè queste a loro volta raccontano, insieme alla storia della città, la storia delle persone che le hanno abitate, almeno inizialmente, quando le case sono state costruite.

 

Via Palestro, dove c'è il nostro primo nasone, nasce, come dice il suo nome, in epoca umbertina, dopo l'Unità d'Italia. Le strade tutto intorno raccontano dei luoghi del Risorgimento. Via Cernaia, Via S. Martino della Battaglia, Via Montebello... Su Via Palestro ci sono caseggiati costruiti per gli impiegati e i funzionari del nuovo Stato Italiano, come succedeva in Prati, i sono villotte e villini che sono diventati entro congressi, una villa più importante che è l'attuale ambasciata della Turchia, un liceo per i figli della borghesia. Alla fine si arriva a Via XX Settembre e a Porta Pia, dove entrarono i bersaglieri e fecero diventare Roma la capitale d'Italia. Proprio in questo angolo, fra Via Palestro e Porta Pia, c'è la bellissima, straordinaria ambasciata Britannica, stupefacente per la posizione, pezzo di architettura moderna datato 1971, secondo me la più bella ambasciata di Roma. Qualcuno dirà di Palazzo Farnese Ambasciata di Francia. Vero, meraviglioso palazzo michelangiolesco ma "scontato". Questa è addirittura circondata dall'acqua, a ricostruire un isola in rappresentanza dell'isola.

E usciamo "fuori porta". All'inizio di via Nomentana, subito a sinistra si apre via Ancona, breve, pochi passi e siamo all'angolo di Piazza Alessandria, dove ci sono il nostri secondo nasone e il Mercato Rionale, E' proprio la presenza del mercato, insieme all'altezza dei caseggiati, a raccontare che qui sono venuti ad abitare non tanto funzionari ministeriali quanto famiglie di più modesti impiegati, forse anche qualche famiglia operaia. Anche perchè, ancora pochi passi, e siamo nell'area ristrutturata degli stabilimenti della Birra Peroni. Gli impianti erano stati costruiti nel 1898 e dal 1901 al 1970 hanno prodotto la nota birra.

Nel 1971 la ditta s è trasferita per esigenze di spazio (e forse non solo) e gli stabilimenti sono stati recuperati ad uso cittadino. Il primo complesso che incontriamo è quello del Centro Commerciale di Via Mantova. Arriviamo a Via Nizza e troviamo il meraviglioso complesso del MACRO, costruito in due fasi, la prima nel 1999, che ha ristrutturato le vecchie scuderie, e l'ultimo nel 2010, che ha recuperato le ghiacciaie; un isolato intero fra via Reggio Emilia e Via Cagliari (proprio su Via Cagliari, dove finisce il MACRO, c'è un murales che colora la parete cieca di un palazzo alto, esempio forse unico a Roma di questo modo per rendere belle le pareti brutte delle città).

 

Ma se ci siamo guardati intorno come da suggerimento, su Via Nizza, prima di arrivare al MACRO, avremo notato che in Via Frosinone c'è un cavalcavia d'epoca e in fondo quello che sembra l'ingresso di una vecchia Villa.

Avventuriamoci: Un cartello indica strada senza uscita. Alla fine c'è davvero un cancello, vecchio, a chiudere un pezzo di giardino rinascimentale. una rampa di scale a sinistra ci dice che siamo a Via di Villa Albani, strada che comincia proprio da queste rampe e costeggia questa misteriosa villa ancora abitata dai proprietari.

Il cavalcavia invece è un pezzo di Via Savoia, che vale la pena di fare per raggiungere, tornando indietro verso il centro, Via Salaria nei pressi di Piazza Fiume.

La case di Via Savoia parlano davvero tanto e tutte la lingua di quello stile "eclettico" a cavallo fra 800 e 900 che costruiva ville e palazzi pensando a vecchi manieri gotici. A Via Savoia ci sono ville incantevoli ma altrettanto incantevoli caseggiati che all'epoca devono essere stati se non popolari, al massimo impiegatizi. Ma c'è anche qualche caseggiato più modesto, con meno decorazioni...

E a questo punto, visto che siamo all'altezza di quella Via di Villa Albani che abbiamo lasciato poco fa, vale la pena di percorrere tutto il perimetro di questa inaccessibile villa. Da Via Salaria, dove una lapide ricorda l'omicidio D'Antona per mano dei terroristi,  giriamo su Via Adda seguendo il muro di recinzione: la villa troneggia e c'è un secondo ingresso che porta a quelle che devono essere stati alloggi della servitù e che sembra, dalle molte parabole, siano diventati appartamenti e sicuramente esclusivi.  Poi un palazzo liberty che sembra costruito in un pezzo "periferico" della villa, e è questo, scopriremo tra un po', l'unico tratta del perimetro della villa non degradato, smozzicato, arrugginito...

Ancora qualche passo e ci ritroviamo su Viale Regina Margherita, all'altezza della moderna sede dell'Enel. E da qui, prevedibilmente, seguendo il muro alto, che non permette sguardi come il cancello "rinforzato" da un'unica lastra di ferro fino a due metri d'altezza (un po' ci speravo di sbirciare), ritorniamo su Via Savoia, quella del cavalcavia che ci aveva incuriosito all'inizio della passeggiata.

Villa Albani è ancora abitata dalla famiglia del principe Torlonia, la Galleria contiene opere, fra le altre,  di  Perugino, van Dyck, Tintoretto, Guercino, Giulio Romano, Luca Giordano, Vanvitelli.

Dopo secoli, adesso è possibile richiedere alla famiglia il permesso di visitare la Villa, si può fare con una mail; Torlonia a sua discrezione e in orari da lui stabiliti, può dare il permesso. D'altra parte è casa sua...

 

Però, quante belle cose, che belle passeggiate

intorno ai piccoli nasoni...

Buona passeggiata ed ecco un po' di foto

 

 

 

 

 

 

 

la mappa dei nasoni

 


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