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domenica 03 marzo 2013

           

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Piazza di Spagna e dintorni

Passeggiata "vip" poichè Piazza di Spagna è sicuramente il salotto buono di Roma.

.... quanto mi piace questa città che si può usare come fosse una stanza della propria casa per "ricevere" gli amici...

E non lo dico in senso metaforico: le piazze di Roma sono piene di bar all'aperto anche in inverno (che a Roma è rigido solo un paio di settimane) ma anche di scalinate, panchine, sagrati delle chiese, panche a ridosso dei palazzi dove è possibile sedersi a chiacchierare con un un amico e, perchè no? anche mangiare un gelato, bere una bibita (alla faccia dell'ordinanza antipanino dell'ancora per poco speriamo sindaco Alemanno)

 

Piazza di Spagna salotto buono e per molti motivi.

 

Qui arrivavano i viaggiatori provenienti dal nord Europa, artisti e intellettuali ncantati che entravano da Porta del Popolo, percorrevano via del Babuino, prendevano una camera in qualche locanda e poi si godevano la piazza dove, non a aso, sono nati i primi negozi di souvenir per turisti, piccoli quadretti con vedute della scalinata dipinte dagli stessi artisti incantati.

 

La scalinata si era resa necessaria sia per contenere le pendici della collina che ad ogni pioggia riversavano fanghiglia sulla piazza che per congiungere l'ambasciata di Spagna (a cui la piazza deve il nome) alla chiesa di Trinità dei Monti. E ci pensò Alessandro Specchi nel 1725 in occasione del Giubileo facendo un'opera architettonicamente complicata perchè voleva che la scalinata fosse l'ideale proseguimento del Porto di Ripetta, in linea ma non in asse con la facciata della chiesa. il barocco, con le sue prospettive gli venne in aiuto e infatti questo è uno dei punti più armoniosi e "movimentati" di Roma.

 

E ai piedi della scalinata c'era già la "barcaccia", fontana scolpita nel 1629, pensate un po', da Pietro Bernini e da suo figlio Gian Lorenzo che presto sarebbe diventato famoso molto più del padre e alimentata dall'Acqua Vergine.

La forma di barca a cui deve il nome, è dovuta in realtà ad un motivo strutturale. L'Acqua Vergine in quel punto di Roma aveva  poca pressione e i due Bernini escogitarono un trucco per avere comunque zampillli e cascatelle: concepirono un bacino, la vasca,  più basso rispetto al pano stradale in modo che con un solo getto d'acqua si potesse riempire il fondo della barca e da lì, una volta colmo, potesse alimentare la cascatelle poste a prua e a poppa.

In tutto questo va detto soprettutto che la barcaccia è la prima fontana ad essere concepita come opera scultorea unitaria ed è anche la prima volta che un fontana si distacca dalla forma geometrica regolare. Ma stiamo parlando dei Bernini!

 

Una leggenda vuole che il nome derivi dai resti di una barca in secca portata fin qui dalla piena del Tevere del 1598. Ma è anche probabile che in questo posto si svolgessero le naumachie, i giochi di battaglie. navali che i romani antichi amavano tanto. In ogni caso "barcaccia" era chiamata quella che  trasportava le botti di vino e aveva i bordi bassi proprio per facilitare le operazioni di carico e scarico.

 

Che meraviglia!

 

 

Ma sono una meraviglia anche i "dintorni".

Due modesti nasoni uno a via Zucchelli e l'altro a Via degli Artisti, una deliziosa fontanella a Via del Moretto...

E la fontana con sarcofago a Via del Nazareno che ha un nome che è tutta una storia: fontana della Chiavica del Bufalo: è qui che la famiglia Bufalo, toscani insediati a Roma fin dal 1200, costruirono una rete fognaria importante per tutto il rione. E la fontana sfoggia in loro onore una bella testa di toro scolpita sul marmo.

 

Infine la Fontana del Bottino, anche questa con sarcofago, che si trova sulla salita di San Sebastianello.

Non fatevi spaventare dall'aspetto ripido ma aspettatevi di faticare: è forse la salita più ripida di tutta Roma. Ma non ve la perdete per niente al mondo; a parte che se il fiatone è troppo, nessuno vi vieta di fermarvi e riposare un attimo, siamo a spasso per Roma, non ad una gara sportiva. Garantisco che si vedono scorci che non  possibile vedere in nessun altro modo; le case restano in basso, guardiamo i tetti e alla fine siamo al Pincio. E avremo la sensazione di aver conquistato qualcosa di molto bello.

 

Insomma, come sempre buona passeggiata.

 

la mappa dei nasoni

 


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