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domenica 31 marzo 2013

           

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Castro Pretorio e Viale del Policlinico

Per conoscere bene questo pezzo di Roma non basta essere romani, bisogna essere romani che hanno studiato alla Sapienza e/o che sono studiosi ricercatori che hanno frequentato la Biblioteca Nazionale.

E quindi è più facile che questo pezzo di Roma lo conoscano meglio i moltissimi ragazzi che nell'arco di più di un secolo hanno frequentato la Facoltà di Medicina della Sapienza e quindi il Policlinico Universitario.

Il quartiere è Castro Pretorio che prende il nome dalle caserme (castra) dove risiedeva la guardia pretoriana i epoca romana. Ancora oggi c'è la Caserma "Castro Pretorio" sede del Raggruppamento Logistico Centrale dell'Esercito Italiano che può vantarsi di essere la Caserma più antica al mondo ancora presidiata da militari.

 

Il quartiere in epoca romana, oltre che per i castra, era noto anche e tristemente perchè c'era il Campus Sceleratus, un vasto appezzamento di terra subito fuori Porta Collina, compreso tra la Via XX Settembre e Piazza dell'Indipendenza, dove venivano sepolte vive le vestali che avevano disobbedito al voto di castità.

 

Diventa quello che conosciamo solo dopo l'Unità d'Italia quando in questa zona vengono costruiti i grandi palazzo dei Ministeri del Tesoro e della Difesa e palazzi di residenza dei nuovi impiegati dello Stato.

Nel 1833 vengono iniziati i lavoro per la costruzione del Policlinico Umberto I di Roma, dedicato all'omonimo re italiano, è il policlinico universitario della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della Sapienza Università di Roma, lavori che vengono ultimati 20 anni dopo. L'idea di costruire un grande ospedale nasceva dal fatto che le vecchie strutture risalivano alle confraternite sorte secoli prima ed erano ormai inadeguate ai nuovi indirizzi di prevenzione e cura specialistica e molto spesso malsane. E con l'occasione furono riunite le Cliniche della Facoltà di Medicina che erano sparse nei diversi ospedali romani.

 

 

Dall'altra parte del Viale del Policlinico ma con ingressi su Viale Castro Pretorio, nel 1965 iniziarono i lavori per la costruzione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, inaugurata nel 1975, che fino ad allora aveva avuto sede al Collegio Romano appartenuto ai Gesuiti. E' la più grande biblioteca italiana e tra le cose curiose e preziose che contiene vale la pena di segnalare il manoscritto dei Vaticinia di Nostradamus, una raccolta di 80 disegni ad acquarello  scoperte nel 1982 dalla giornalista Enza Massa proprio nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Fondo Vittorio Emanuele 307) e attribuito a Nostradamus (Michel de Notre-Dame, 1503-1556). In una scheda originale dei padri certosini, allegata al manoscritto, si afferma che il codice venne portato a Roma dal figlio, César de Notre-Dame, per essere donato al cardinale Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII (pontefice dal 1623 al 1644).

 

In questa passeggiata solo due modesti nasoni, uno davanti ala Biblioteca, l'altro davanti al Policlinico
 

 

la mappa dei nasoni


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