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domenica 05 maggio 2013

           

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Tra Piazza Navona e il fiume

Questo pezzo di Roma è punteggiato di nasoni ed è comprensibile: era una parte del cuore popolare di Roma. E nemmeno troppo tempo fa. Basta guardare, per esempio, Poveri ma belli e si vedrà che i protagonisti abitavano proprio a Piazza Navona.

Tanti nasoni, quindi, ma anche due o tre fontanelle. Vale la pena di segnalare quella su Via del Coronari a piazza San Simeone che ha l'aspetto di una vera e propria fontana.

Ma soprattutto va segnalata la Fontanella dei Libri detta anche Fontanella della Sapienza perchè la via dove si trova costeggia S. Ivo alla Sapienza.

Conosco la signora che l'ha fatta restaurare dedicando i lavori ai propri genitori e di cui pubblichiamo con vera gioia lo script.

 

 

LA FONTANELLA DELLA SAPIENZA
Alcuni anni fa mi è capitato di conoscere l'ingegner Ferruccio Lombardi, grande studioso di Roma e presidente dell'associazione Caput Mundi che si occupava di restauri.
Lui mi raccontò che era abbastanza facile trovare degli sponsor per i grandi monumenti come il Colosseo o la Cordonata del Campidoglio, ma era difficile invece di restaurare le opere minori: queste sono troppo poco appariscenti, e quindi il loro restauro non avrebbe attirato l'attenzione degli utenti e avrebbe avuto uno scarso riscontro di pubblico per la pubblicità delle grandi ditte. In particolare mi parlò di alcune fontanelle fatte a Roma durante gli anni 20-30 del secolo passato da suo padre che era un artista noto.
Era quel un periodo triste per me perché da poco avevo perso miei genitori in maniera improvvisa: mi ero così trovata ad andare spesso al cimitero e nelle mie visite meditavo su quello che mi sarebbe piaciuto fare per ricordarli; ma non mi piaceva abbellire la loro tomba al cimitero perché trovavo la cosa inutile e triste e di cui nessuno avrebbe avuto sentore.
Mi capitò in quei giorni di andare a Venezia e dentro la chiesa di S. Giovanni Paolo vidi una piccola targa sotto l'organo “Restaurato per ricordare la memoria di... " e qui un nome inglese. Sono sempre gli anglosassoni che hanno maggior rispetto per quelli che non ci sono più!
A questo punto mi si è accesa una luce in testa, perché anch’io non potevo restaurare qualcosa in nome dei miei genitori?
Parlai di quest'idea con mio marito il quale ne fu entusiasta.
Bisognava scegliere cosa restaurare. Ecco allora il ricordo del discorso fatto poco tempo prima con l'ingegner Lombardi: la mia scelta cadde su una fontanella che è vicino alla piazza San Eustacchio e i miei genitori abitavano lì vicino, in via Monterone, e molto spesso, dopo che mi ero sposata, li incontravo in quella bella piazzetta seduti al celebre caffè e mi fermavo a parlare con loro.
Questa rappresenta dei libri aperti e si appoggia al muro della “ Sapienza”. L'edificio costruito dal Borromini, per lunghi anni nel passato ha accolto l'Università di Roma. La fontana, scoprii in seguito, era detta “della Sapienza” e gli studenti in tempi andati bevevano la sua acqua prima di andare a sostenere un esame particolarmente difficile in facoltà per attingere al “sapere”
Saputo che l’importo da investire era adeguato alle mie tasche la decisione fu presto presa.
Non solo, ma l'idea piacque tanto a mio marito che decise anche lui di restaurare un'altra fontanella. La sua scelta cade su una fontanella in Via Margutta perché sua madre era una brava pittrice che frequentava questa strada allora sede privilegiata di Studi di famosi pittori.
Il restauro fu non troppo lungo e lo seguii con molto amore. La cosa più difficile fu apporre la targa “alla memoria dei miei cari genitori” perché gli uffici del comune con i suoi beceri impiegati non la volevano mettere: spiegai chiaramente che m’impegnavo a finanziare questo restauro solo se ci fosse stata questa targa. Alla fine riuscii a spuntarla e le due targhe una, mia, a via degli Staderai e una di mio marito,arch Stefano Gasbarri , a via Margutta sono visibili anche oggi.
Quello che non sapevo era che quello che fu definito dai giornali: ”Un restauro fatto per amore, solo per amore” mi avrebbe portato tanti applausi.
Ancora adesso (quando purtroppo il restauro si sta già rovinando) persone, anche non conosciute, dopo che sono passate davanti alla fontana, mi telefonano per congratularsi con me.
Se volevo un momento di gloria a buon mercato, ho trovato il modo di averlo.
Molti inoltre sono quelli che mi chiedono come possono seguire il mio esempio, anche loro vorrebbero ricordare propri cari in questo modo così costruttivo:alcuni addirittura arrivano ad indicarmi il monumento nel quale sono disponibili a investire per il restauro.
Però purtroppo l'ingegner Lombardi è venuto a mancare alcuni anni fa, e nessuno al Comune è stato così lungimirante da raccogliere l'idea.
È sempre il solito problema, Roma ha degli abitanti meravigliosi che la amano e sono disposti anche investire idee e capitali personali per migliorarla in maniera del tutto disinteressata ma... è la classe politica che non è all'altezza.
Ma, siccome io sono ottimista, voglio sperare in un futuro in cui sarà possibile collaborare per dare un piccolo ma non inutile contributo alla salvaguardia e al mantenimento delle innumerevoli bellezze di Roma
Gennaio 2013
Lavinia Oddi Baglioni

 

 

la mappa dei nasoni

   


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