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domenica 12 maggio 2013

           

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Piazza Galeno e dintorni

Scommetto che  a parte i residenti e chi ci lavora, non sono in molti quelli che sanno dove sta questa piazza; me compresa che pure mi vanto di conoscere Roma piuttosto bene.

Il fatto è che Piazza Galeno è attraversata da Viale Regina Margherita e non si percepisce come piazza; e poi c' è un intrico di binari del tram e poichè ho girato sempre in motorino, arrivata lì il problema era stare attenta a non capitarci sopra con le ruote. In tram poi l'ho "vista" anche meno perchè preoccupata di capire se era la fermata giusta per il Policlinico.

E a piedi non ho mai avuto molte occasioni di capitarci. E quando è successo, per andare a volte a Via di Villa Patrizi dove c'è la sede dell'AGIS, ho avuto sempre come un senso di disorientamento.

Perchè questo è uno spicchio di Roma dove la fantasiosa maglia urbana del centro storico, irregolare ma piena di riferimenti, si "perde" in quella che non è ancora la rassicurante maglia ortogonale della città ottocentesca umbertina, quella dove le strade sono tutte parallele o perpendicolari una all'altra e basta andare dritti.

 

 

Grande invenzione questa della maglia ortogonale. Ci aveva pensato per primo l'architetto che progettava l'antica Mileto, poi l'hanno adottata i romani per l'organizzazione del castrum (il campo militare): e l'hanno riportata pari pari nelle città conquistate o fondate: il cardo e il decumano a croce uno con l'atro e nel punto di incontro il foro che nel medioevo sarebbe diventato la piazza del mercato e del Duomo e del Palazzo del governo o del signorotto. Facile ma solo su spazi piccoli, o in pianura.

Roma non era certo una città di pianura nemmeno nell'antichità e infatti il centro della città è "tondo" e con piccoli porzioni di spazio a maglia ortogonale risalente anche quella alla fine dell'ottocento: parte dellazona intorno a via Veneto, intorno all'Esquilino, certamente Prati....

Si chiamò urbanistica umbertina, derivata cioè da Umberto I diventato Re d'Italia sul finire dell'800. Ma non l'aveva certo inventata lui, così come non aveva inventato i viali, l'altro grande elemento ce ha caratterizzato tutto il periodo. I Viali li avevano inventati i francesi a Parigi, il barone Haussman, per la precisione, che divntato prefetto di Parigi aveva dato via a una grande opera di modernizzazione della città che nel 1853 era ancora come nel medioevo. vicoli angusti e condizioni igieniche discutibili. E quindi demolizioni, sventramenti e apertura di grands boulevards a dare aria a Parigi ancora memore di una recente epidemia di colera. Ma qualcuno ha sostenuto che c'era anche un motivo di ordine pubblico: Parigi r memore dei moti che avevano portato alla Comune nel 1848, l'anno di tutte le rivoluzioni; e sui viali da una parte non sarebbe stato possibile erigere barricate e dall'altra le truppe si sarebbero potute spostare velocemente.

Haussmann fu chiamato come consulente anhe per i lavori nella Roma umbertina di fine 800 che volevano una città moderna. Ed ecco i tre randi viali a fare da corona alla parte nord del centro: Viale Parioli, Viale Liegi, Viale Regina Margherita. Linee rette per nuovi quartieri a maglia "umbertina" in una parte, almen quella di Viale Regina Margherita, sufficientemente pianeggiante.

Ma un quadrato combacerà con un cerchio solo in un punto, ci saranno spazi vuoti e in un epoca in cui bisognava edificare la nuova città e i nuovi quartieri per i funzionari dei dei nuovi ministeri del nuovo stato, questo spazio non poteva essere sprecato. Ed ecco strade, nella parte fra Viale Regina Margherita e le mura aureliane, che non sono ortogonali, pezzi di città che si incastrano e il mio orientamento che su questa frontiera ottocentesca vacilla perchè non ci sono nemmeno i confortanti obelischi sistini visibili anche da lontano, e i palazzoni si somigliano tutti.

In un certo senso una frontiera, una delle tante che si trovano nelle città e che raccontano della sua crescita nel tempo.

E in questo spicchio di Roma, tre nasoni, nascosti.

Buona passeggiata.

 

 

la mappa dei nasoni

   


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