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giovedì 27 giugno 2013

           

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Da via della Conciliazione a S. Onofrio

La passeggiata si può fare in una direzione o nell'altra a seconda delle nostre attitudini sportive perchè quella di S. Onofrio è una salita che a sua volta si può affrontare con modalità e difficoltà diverse.

Si può fare la salita storica che è anche nella toponomastica cittadina: è una scalinata in semplici mattoni che parte da piazza della Rovere, quello slargo su Lungotevere accanto al traforo, si sale, si assapora un po' di vecchia Roma, poi si gira a sinistra (non si può fare altro), si continua a salire su strada, dove c'è un nasone a dissetarci, e finalmente si arriva poco più avanti dell'ingresso dell'Ospedale Bambin Gesù e di fronte c'è un cancello, un'altra breve scala e la chiesa di S. Onofrio che ha davanti un bel giardino che guarda su Roma perchè siamo arrivati quasi in cima al Gianicolo.

Il complesso di S. Onofrio, chiesa e convento, era stato costruito intorno alla metà del 1400: panoramico, bello ma di difficile accesso tanto che era stata aperta la salita da Va della Lungara, quella che abbiamo appena fatto.

Diventò famoso per vari motivi.

Torquato Tasso ci passò gli ultimi giorni della sua vita, quando era arrivato a Roma per ricevere la laurea di poeta come era stato per Petrarca, laurea che non fece in tempo ad avere; pare che andasse a meditar un po' più in alto, adesso poco più avanti lungo la passeggiata del Gianicolo, sotto una quercia che conosciamo tutti come "la quercia del Tasso", ormai secca e inglobata in un muretto. Torquato Tasso è sepolto nella chiesa di S. Onofrio che è diventata meta di poeti e scrittori: ci venne anche Giacomo Leopardi e pare abbia detto che sia stato l'unico piacere provato a Roma nel corso della sua permanenza.

Altro motivo di fama fu che a S. Onofrio i religiosi dell'Ordine di S. Filippo Neri, qualche anno dopo, ci portavano i ragazzi dell'oratorio; era una specie di gita in campagna durante la quale si assisteva ance a spettacoli di contenuto religioso alla Quercia del Tasso, che è ancora, in estate, luogo di teatro.

 

Naturalmente, se non siamo in vena di passeggiate faticose, se non vogliamo fare "l'appettata", come a Roma si chiama la salita ripida, a S. Onorio di si arriva comodamente con l'autobus-

 

 

E per la stessa strada che abbiamo fatto in salita, se non ci siamo stati prima, possiamo raggiungere Via della Conciliazione dove troviamo due fontanelle, ognuna incassata in una nicchia sul muro di un palazzo. Sembrano gemelle ma una delle due proviene da un palazzo demolito ai tempi dello sventramento della Spina di Borgo per la costruzione dell'attuale via. Una delle due ha un'aquila ed entrambe hanno un drago paffuto, che personalmente tutte le volte che ci passo davanti devo carezzare; drago e aquila erano nello stemma dei Borghese e le fontanelle sono omaggio a papa Paolo V, al secolo Camillo Borghese.

 

Buona passeggiata.

 

 

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