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domenica 03 novembre 2013

           

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Dalle parti di Piazza Venezia

Sorvolo sui nasoni nascosti e timidi, e mi fermo, doverosamente, sulla fontana con sarcofago a Via Santo Stefano del Cacco, che è una buffa strada che sembra finire, poi gira quasi a 90 gradi e ricomincia da una parte e dall'altra... misteriosa strada che per un attimo non sai più dove ti trovi. il sarcofago diventato fontana, è forse uno dei più belli, decorato con una magnifica testa di Medusa. era nel cortile di Palazzo Altieri e fu spostato, come dice l'iscrizione, per uso pubblico nel 1874.

Il nome della strada è dovuto alla presenza in epoca imperiale del tempio di Iside e Serapide dove nel medioevo, scavando, è stato trovata una statuetta del dio Thot che aveva sembianze di babbuino; il popolo romano lo chiamò macacco e poi lo restrinse a cacco ed ecco il nome alla strada che in realtà si sarebbe chiamata Santo Stefano in Pinea, dalla pigna che si trova in cima al campanile dell'omonima chiesa.

Dal tempio provengono anche gli obelischi che si trovano adesso a piazza della Minerva sopra l'elefantino, a pizza della Rotonda davanti al Pantheon,a Villa Celimontana, a viale delle Terme di Diocleziano, al giardino di Boboli a Firenze e vai a capire come c'è finito. sempre dal tempio provengono i due leoni che stanno alla base della Cordonata in Campidoglio e gli altri due che stanno alla Fontana del Mosè a San Giovanni in Laterano.

E infine, sempre dal tempio, viene il gigantesco piede di marmo che da il nome alla strada che fa angolo con la nostra.

 

Ma la fontana di cui voglio parlare veramente è quella della Pigna in piazza San Marco.

Fu progettata dall'architetto Lombardi nel 1927 perchè il Comune voleva ridare al Rione il suo simbolo visto che la grande pigna che era stata ritrovata forse sempre nello stesso tempio egiziano, era stata  portata nei giardini del Vaticano.

La nostra pigna è piccola ma veramente molto bella, direi quasi sontuose: appare da una corona di tulipani stilizzati e l'acqua proviene da diversi zampilli per raccogliersi, dopo avere accarezzato le sfaccettature della pigna, nelle vaschette in basso.

Ma io so una cosa che pochi sanno: Lombardi era l'architetto che ha progettato la fontana che doveva riportare nel rione il simbolo a cui deve il nome. Ma chi l'ha fatta, chi l'ha scolpita è stato Giuseppe Caroni d professione scalpellino, uno degli ultimi scalpellini di Roma. Peppe lo chiamavano in famiglia E la storia della famiglia meriterebbe un film. Peppe, fin da ragazzino, si era innamorato di una ragazzina. Ma ad un certo punto, dovendo partire per la guerra, disse alla ragazza "non mi aspettare". Lei così fece, si sposò con un altro anche se amava Peppe ma rimase subito vedova. Intanto Peppe si era fatto tutta la guerra e anche la resistenza. e appena tornato a Roma ritrova l'amore della sua vita e da quel momento non si sono mai più lasciati.
Come so queste cose?
Da un paio d'anni, a via del Pellegrino 120, hanno aperto un negozio di ceramica e vetro che ha un nome troppo bello: La terra canta.

La ceramista è Fiorella Caroni, che da brava figlia di scalpellino, ha studiato per fare analogo mestiere anche se di diverso approccio. Ma, nel caso di Peppe lo scalpellino della Pigna, buon sangue non mente anche a distanza di due generazioni, perchè Giulia, la figlia di Fiorella, sta per laurearsi in disegno industriale e realizza leggerissimi gioielli in resina.

E poi c'è Daniela che fa vetrofusione ma questa è un'altra storia, anche se il vetro, con le sue trasparenze, riporta alla limpideza dell'acqua delle nostre fontanelle.


 

Buona passeggiata :)

 

 

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