sabato 20 settembre 2014

            

                                                                                             percorsi

Al Celio

Altro giro altri pezzo di vita.

 

Colle strano il Celio. Lo puoi prendere in fondo solo da due versanti e ti accorgi che sono due mondi diversi.

Sono abbastanza convinta che la maggior parte dei romani conosce il Celio perchè c'è Villa Celimontana e le meravigliose serate di jazz in estate. Poi perchè da quel lato c'è la Navicella, i militari perchè c'è l'ospedale sempre da quel lato... Insieme a una intera generazione di ragazzine perchè, sempre entrando da quel lato, c'era (non so se c'è ancora) un certo centro di produzione Mediaset dove si facevano le audizioni e, come ai tempi di Cinecittà e di Bellissima, ci andavano accompagnate dalle mamme. Non so quanti siano andati oltre, in discesa verso l'ìaltro lato per ritrovarsi a San Gregorio e a Porta Capena, all'inizio di viale Aventino, al grosso incrocio della FAO dove finisce il Circo Massimo e comincia Caracalla.

Io mi ricordo che la prima volta che un amico mi ci portò in vespa non potevo credere ai miei occhi: mi si svelava un pezzo di città che sembra incapsulato nel tempo, con quella meravigliosa basilica e gli archi rampanti, e il nome, Clico di Scauro, che evoca cose molto molto antiche.

Ma già questo volendo è un percorso che è facile da fare.

Molto più improbabile è l'altro lato, il precorso che in realtà non attraversa il Celio ma lo percorre in quota tutto dallo stesso versante, quello verso l'aventino, che parte dallo stesso incrocio per arrivare al Colosseo, percorso interdetto alle macchine e che fa soltanto il tram n° 3.

Non ricordo più in quale deambulazione l'ho scoperto, di sicuro una domenica organizzai una gita con amici che venivano da Prati Fiscali e che quel tram non lo avevano mai preso se non per andare all'università intercettandolo a via Salaria.

Quel pezzo credo che sia uno dei più belli che si possano fare in tram a Roma, dura pochissimo, nessuna fermata, ma... ah...

E poi ci fu una estate che andai a lavorare a "Massenzio", il cinema dell'estate romana che dalla Basilica si era spostato prima al Circo Massimo e poi al Celio per un paio d'anni. Per tutto il periodo, dal tramonto all'alba, il tram veniva sospeso e ATAC aveva fermato su un binario di servizio in cima al colle una vettura vecchiotta a fare da scenografia alla rassegna, come fossimo in un film di Fellini.

Che meravigliose notti che furono quelle! Era l'estate del 1995 e una sera il coordinatore ci fece arrivare un rinforzo: era Rosi che nel giro di un paio di settimane sarebbe diventata la mia più grande amica.

 

Al Celio ci sono soltanto tre fontanelle che vale proprio la pena di andare a cercare, trovare e salutare.

 

Buona passeggiata :)

 

 

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