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Buon compleanno Roma

Ti amo Roma. Sono 2759 anni che sei nata, fondata da Romolo e Remo come ci tramanda la leggenda. Il mito di Roma infatti affonda le sue radici nella remota fondazione, anche se molto più recente di tante civiltà orientali, esaltate dalle virtù politiche e dalla forze delle armi esercitate per un millennio circa.
Alla nascita, gli animosi latini, fondatori della città, si stabilirono sul Palatino, difesi dalla condizione di essere sul colle più ripido esistente nelle vicinanze per poi tracimare, insieme ai Sabini, con cui crearono famiglie, sui colli vicini che emergono dalla pianura paludosa.
Nei primi tempi la città era formata da un insieme di pastori e di contadini anche se molto bellicosi, collocata tra il territorio pervaso da civiltà etrusca a nord ed dal popolo residente sui colli albani a sud. I resti di antichissime capanne ritrovate sul Palatino danno il segno di una civiltà semplice e primitiva che però, dopo aver inglobato i vicini Sabini, continuò a combattere con i confinanti distruggendo Albalonga nel VI secolo e Veio nel 396 a.c. Parliamo di quelle che furono le prime conquiste che portarono Roma nel tempo a diventare la più grande potenza militare e civile del mondo conosciuto occupando il bacino del Mediterraneo e tutte le regioni dell’attuale Europa.
Guardando oltre il mito, ci si rende comunque conto dell’ influsso ricevuto dalla precedente cultura etrusca sulla civiltà romana. Oltre alle testimonianze architettoniche scoperte sul colle del Campidoglio, bisogna ricordare quindi la Lupa di bronzo, risalente VI e V secolo, che racchiude nella sua immagine i sentimenti materni nell’atto di allattare i gemelli alla forza guerriera con una plasticità tutta etrusca.
Proseguendo nella sua espansione umana Roma poi si collocò sui colli sulla sinistra del Tevere e si circondò di una grandiosa cinta muraria, a metà del IV secolo, lunga circa otto chilometri, la cui lunghezza poi successivamente raddoppiò nelle Mura Aureliane che valicarono anche il Tevere.
Roma iniziò così un lungo percorso di vittorie militari scaturite dalla capacità organizzativa di un popolo che aveva creato una raffinata civiltà ed una grandiosa organizzazione civile. Alcune norme dei nostri codici derivano da norme vigenti sotto l’impero romano. Roma infatti divenne un impero.
Quindi non solo la forza delle armi va menzionata, per la grandezza di Roma, ma anche l’organizzazione politica ed amministrativa, furono queste le forze che consentirono una metodica espansione. Lo jus civile e lo jus gentium, confluito dello jus populi, salvaguardò, fino al possibile, il prestigio del civis romanus che era insidiato dall’estensione del diritto di cittadinanza quando l’impero si estese. E poi, nelle varie epoche, Roma non considerava la strutture del potere come intoccabili, ma ebbe l’intuizione di ritoccare e modificare il proprio assetto istituzionale anche nei vertici del potere. Roma nasce su queste basi storiche e culturali ed anche nei momenti storici peggiori mantenne sempre la sua dignità di Grande.
E nello scorrere dei secoli Roma si trasformò da grandezza militare in polo di civiltà e di cultura. Fu affollata dai più grandi artisti che la riempirono di bellezze architettoniche ed artistiche di ogni tipo rendendola una delle città con la più alta concentrazione di opere d’arte del mondo. Seppe molte altre volte nei secoli rifondarsi sulla sua stessa storia e sull’amore grande che continuano a riconoscerle e tributarle i suoi figli.

 

Oltre ai figli veri, quelli nati a Roma magari da famiglie che vi vivono da centinaia di anni, come il sottoscritto (ormai ve ne sono pochi), ci sono altri figli quelli che a prescindere da dove sono nati ma vi vivono o vi sostano anche per poco, che la amano però come la amiamo noi “romani dè Roma”. Ho letto nei racconti scritti dagli stranieri che risiedono a Roma premiati con un concorso indetto dal Comune e pubblicati da questo giornale on-line, che per sentirsi romani spesso, se vi è la disponibilità di accettarlo, bastano dieci minuti e poi non ci si stacca più e non ci si stanca più di amarla.
Io che amo Roma con tutto il cuore, cosa chiedo in questo giorno di anniversario oltre le cerimonie formali?

Di mantenere sempre Roma bella e con le sue tradizioni come ci è stata consegnata dai nostri avi ed evitare comportamenti incivili che addolorano nel vederla “disordinata e maleducata” come capita qualche volta ora. Mi riferisco ai comportamenti di alcuni concittadini che imbrattano i monumenti, abbandonano rifiuti ovunque, affiggono manifesti su qualsiasi superficie dimenticandosi magari della storia millenaria di civiltà di questa città e rivolgendo un pensiero a Romolo e Remo che prendono il latte dalla Lupa, rispettare per amare questa nostra grande e bella città vecchia di 2759 anni.
Auguri Roma. I love Roma.

 

massimo giacomozzi
 

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