16.02.2008
accade a Roma
National
Geographic. AcquaAriaFuocoTerra
Palaexpo - Via Nazionale
16 febbraio - 30 marzo
Ingresso libero - via Milano 13
Da oltre un secolo i fotografi di National Geographic raccontano il mondo e
la natura con immagini straordinarie. La mostra propone una serie di scatti,
per la maggior parte inediti, selezionati tra i più importanti reportage
realizzati per il magazine. Nella tradizione della storica rivista, che
racconta e illustra il pianeta in cui viviamo, le immagini scelte per la
mostra offrono una documentazione unica al mondo.
L'ONU, con il sostegno dell'UNESCO e dell'IUGS (International Union of
Geological Science), ha proclamato il 2008 "Anno Internazionale del Pianeta
Terra"con una serie di iniziative per la promozione della ricerca
nell'ambito delle scienze della Terra. Partendo da questa considerazione, la
mostra vuole essere un omaggio appassionato alla fragile bellezza di un
pianeta che sta cambiando a velocità vertiginosa, al delicato equilibrio tra
uomo e ambiente. Un inno alla vita, all'ottimismo della ragione e una
riflessione sulla necessità di uno sviluppo sostenibile.
"Acqua, Aria, Fuoco, Terra", a cura di Guglielmo Pepe, direttore di National
Geographic Italia, è suddivisa in 4 sezioni e presenta 92 immagini
realizzate da 39 tra i migliori fotografi che hanno fatto la storia del
magazine e hanno dedicato la vita alla passione per la conoscenza e la
divulgazione. Come Michael Nichols, protagonista della leggendaria impresa
Megatransect con il biologo Michael Fay; Paul Nicklen, "il fotografo dei
ghiacci" cresciuto con gli Inuit, che sarà protagonista di una conferenza
evento, nell'ambito della mostra, il 4 marzo al Palazzo delle Esposizioni;
Carsten Peter, specialista della fotografia naturalistica estrema; Joel
Sartore,tra i veterani della rivista, con cui collabora da oltre 15 anni;Frans
Lanting,il fotografo globe-trotter autore di un lungo viaggio intrapreso nel
2000 per raccontare l'evoluzione della vita sulla Terra;Steve McCurry,
fotografo Magnum famoso per le immagini a colori ricche di umanità scattate
in tutto il Sud-est asiatico, che travalicano i confini delle lingue e delle
culture;
Michael Yamashita,"il fotografo di Marco Polo", che ha lavorato in diversi
luoghi come Somalia e Sudan, Nuova Guinea e New Jersey, anche se l'Asia
resta la sua area di concentrazione specialistica; Reza, che ha creato la
"prima agenzia fotografica indipendente" dell'Afghanistan post-talebano;Robert
Clark, premiato nel World Press Photo 2002, per la foto dell'aereo che si è
schiantato sulle Torri Gemelle.
Un discorso a parte merita il lavoro di cinque eccezionali fotografe in
mostra: Jodi Cobb, Maria Stenzel, Annie Griffiths Belt, Karen Kasmauski e
Sisse Brimberg, che con le loro immagini analizzano in maniera esemplare i
diversi aspetti del nostro tempo e del nostro mondo, raccontando storie
globali che esplorano grandi temi come la schiavitù nel ventunesimo secolo
così come storie più intime, che rivelano mondi chiusi e segreti. E a queste
si aggiunge infine Alexandra Boulat, fotoreporter di guerra, scomparsa lo
scorso ottobre a 45 anni, che attraverso le sue fotografie ha dato un volto
alle vittime dei conflitti del terzo millennio.
Oltre ai 39 fotografi stranieri la mostra presenta anche uno slide show di
92 immagini ad opera di 39 tra i fotografi che hanno collaborato a National
Geographic Italia nei primi dieci anni di attività, assieme alle foto,
rigorosamente in bianco e nero, pubblicate nella sezione ‘Archivio Italiano'
del magazine.