giovedì 18 giugno 2015

            

                                                                                             la città futura

Nessuno tocchi Marino

Non che io creda che Marino sia il "salvatore" di Roma.  Alle primarie per il sindaco, non avevo nemmeno votato per lui, avevo fatto una scelta più convenzionale e avevo perfino manifestato un certo malumore per la perdita della figura del "politico" e l'avanzare dei professionisti volenterosi prestati alla politica: giornalisti, architetti, medici, imprenditori di vario genere...

Questa fra la politica come mestiere e la necessità di competenze tecniche specifiche per i vari settori dell'amministrazione è una forbice che per me si è aperta già ai tempi di Berlinguer, quando dentro al Partito con qualcuno discutevo del rischio che i percorsi del professionismo politico, del funzionariato di partito, generassero persone incapaci di fare altro e per questo destinati a restare attaccati alle poltrone a tutti i costi.

Neanche a dirlo, dieci anni dopo ecco apparire l'imprenditore che scese in politica.

 

In un certo senso resto convinta di quanto detto mille anni fa ma nel frattempo ho anche capito, a fronte di medici che non sono in grado di essere ministri della sanità, professori che non sono in grado di essere ministri della pubblica istruzione, economisti che non sono in grado di essere ministri delle finanze... non mi sembra di aver visto artisti ministri dei beni culturali... ma poco avrebbe cambiato. Il fatto è che il "governare" presuppone una visione di insieme che un "tecnico" forse non riesce ad avere.

La politica, intesa come approccio, intesa come "ars", resta una necessità. Ma del resto sono finiti i tempi dei grandi partiti che facevano "scuole" e discepoli e allevavano dirigenti e quindi tutto va valutato con nuovi parametri.

Questo il motivo per cui non avevo scelto di votare Marino alle primarie.

 

Poi l'ho visto, l'ho seguito, l'ho sentito parlare. E mi è piaciuta la sua freschezza: non è una vecchia cariatide di partito.

E con il brutto affare di "mafia capitale" ha dimostrato anche di essere persona pulita, fuori dai giochi (cosa di cui non ho mai dubitato).

Mafia Capitale doveva scoppiare perchè, ce lo insegna la storia di questo buffo paese, forse qualcuno scontento ha deciso "muoia Sansone con tutti i Filistei". O forse, come abbiamo visto altre volte, ad un potere se ne sostituisce un altro.

Questo per dire che forse non è stato "merito" di Marino. Ma certamente, e anche questo ce lo insegna la storia del paese e della nostra città, Marino avrebbe potuto frenare, nascondere... soprattutto quando è venuto fuori che corrotti erano anche personaggi della sinistra.

Invece è andato avanti.

E adesso quindi mi chiedo (domanda retorica): perchè questa persona onesta dovrebbe dimettersi?

Risposta: perchè non fa comodo a nessuno. Forse nemmeno a quelli che ne hanno sostenuto la candidatura, evidentemente.

E lo dico col cuore che sanguina. Perchè già mi viene difficile capire che il denaro possa fare gola; ragazzi! a scuola abbiamo studiato l'Odissea, Ulisse ha voluto ascoltare il canto delle Sirene ma si è fatto legare all'albero della nave.

Ma soprattutto mi sanguina il cuore perchè questi mascalzoni mi hanno privata della certezza, dell'orgoglio, di poter andare in giro a testa alta e affermare che NOI siamo diversi, che noi abbiamo le mani pulite, che noi non siamo corrotti o corruttibili.

Naturalmente nessuno è colpevole fino a prova contraria. Ma, aho! a me nessuno mi ha mai indagata. A qualcuno dei "nostri" sì.

E quindi, davvero, NESSUNO TOCCHI MARINO. Che fra l'altro ha avuto il coraggio di diventare sindaco di Roma (di Roma, non di Terni o di Varese o di Caltanisetta, con tutto il rispetto) dopo Alemanno e, considerando l'appartenenza politica, dopo Veltroni (ma quelli erano altri tempi).

Signori, questa è una brava persona e lo sta dimostrando.

NESSUNO TOCCHI MARINO.

 

angela cannizzaro :)

 


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