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Un viale per Nino Manfredi

Come è stato per Alberto Sordi in Galleria (prima o poi la chiameremo Galleria Sordi) e per Vittorio Gassman che ha il suo piazzale al Bioparco (prima o poi finiremo per dimenticare che era il Giardino Zoologico) anche Nino Manfredi ha il suo viale al Giardino degli Aranci dove per sempre sarà ricordato e chi, fra mille anni, non dovesse sapere chi era, dovrà chiedere e saprà.

Di Nino Manfredi mi manca la garbata ironia, graffiante e malinconica. Dei "grandi" che facevano ridere che oggi sono stati nominati, Manfredi è quello che mi fa ridere non di più, mi fa ridere in una maniera speciale; ed è quello che forse più di altri mi ha fatto sentire cosa poteva essere Roma, la sua saggezza antica, la sua ironia che viene dall'aver visto tutto, la sua tolleranza, la sua pacatezza che non è mai stata e non è mai rassegnazione.

Saggio: ecco come mi è sempre sembrato Nino Manfredi. E più invecchiava più diventava saggiamente ironico e sempre di più mi faceva ridere spaccandomi il cuore.  Superfluo citare l'infinita serie di film di Nino Manfredi che hanno accompagnato la mia vita.

Vale la pena invece di riportare quello che hanno detto Ettore Scola e Gigi Magni oggi, all'intitolazione di questo Viale Nino Manfredi.

 

Ettore Scola:

La scelta di questa piazza è particolarmente giusta per Nino. quando ero ancora sceneggiatore venivo a lavorare qui da Nino, a scrivere copioni, e l'appuntamento più che a casa sua era qui. Io venivo qui un po' prima, mi leggevo il giornale, poi arrivava Nino, poi cercavamo di tornare prima possibile a casa perchè lui aveva una cameriera bellissima di cui non ricordo il nome ma forse Erminia ce lo potrebbe ravvivare e fuggivamo a casa ad ispirarci... Maria...ciociara? Ciociara, che ha ispirato molte delle cose che abbiamo fatto insieme.

I momenti che ricordo di più con Nino, a parte questi di Maria, erano i momenti di ozio; l'ozio più intenso accade quando si gira un film all'estero perchè qui a Roma, finito di l'orario di lavoro, ognuno torna a casa sua: invece all'estero, finito l'orario di lavoro si comincia il periodo serale lungo fino alla notte che sono momenti indimenticabili. Sono stato con lui in Argentina dove giravo u film con Dino Risi e lì capitò Manfredi che portava Rugantino, la gloriosa edizione con Fabrizi, Bice Valori, Panelli. Dissi a Risi "visto che c'è qui Nino, non bisogna pagargli trasferta e diaria, facciamo una scena fra lui e Gassman" e scrivemmo quella cosa. Ma a parte questo, con Nino stavamo insieme fino all'alba. E lo stresso è stato in Africa. Lì si girava quattro ore perchè faceva caldo e avevamo decine di ore per stare insieme.

Ma i primi ricordi sono qui e qui non c'è quella melanconia che di solito accompagna questo genere di celebrazioni ma c'è anzi un tipo di gioia,  divertimento. E sono contento che una nuova gemma coma questa piazza si sia unita ad arricchire la Roma Veltrona di cui noi godiamo.

 

Gigi Magni:

Far tornare Nino qua, fra l'Aventino e il Palatino, dove è nata Roma è come una cittadinanza dovuta perchè oltretutto, a parte che era ciociaro, del sud, roba che... faceva il brigante di passo, nella campagna se campava de rapine. Però voglio dire: Nino è stato profondamente romano, proprio come pochi romani. Perchè non è facile essere romani. Romani ci si nasce o ci si diventa. Roma come diceva Byron è la città dell'anima. Per esempio Nino, non ho mai dimenticato tra le cose che abbiamo fatto, te ricordi Ettore? quando abbiamo fatto "Signore e signori buonanotte"? Era una giornata televisiva e Nino fece la parte di un cardinale che faceva finta di essere malato e malandato per farsi eleggere Papa. Lui non ha mai dimenticato di essere stato Papa. E c'era qualcuno che gli disse "eminenza" lui rispose "come eminenza? santità!!". Nino non ha mai dimenticato di essere stato papa, anche perchè lui è passato per essere stato un ateo, che non era vero; perchè come tutti quelli che hanno profondamente l'idea di dio nel cervello, in bene o in male, sono quelli che non se lo scordano. E lui fatto papa gli sembro la cosa più alta della sua carriera. Di questo lui e parlava da solo fra se e poi faceva anche finta di stare male; quando c'era la pausa e andavamo al bar, giravamo a Cinecittà, lui faceva quello che non se reggeva in piedi, s'appoggiava a chiunque glie stava vicino pe reggerse dritto e fa vedè che stava proprio male.

Con Nino ci siamo divertiti tutta la vita, abbiamo fatto cose che meglio de così non ce potevano venì.

J

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