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28.04.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un imperioso NO COKE anche da Cerveteri

Dopo Tarquinia, Civitavecchia, Vetralla, Corchiano, Ladispoli e l’undicesimo municipio di Roma, anche Cerveteri fa sentire con forza la sua voce nel nome del diritto alla salute, contro la dannosa riconversione a carbone di Torre Valdaliga messa in atto in un territorio che sta pagando da anni, con la salute dei suoi cittadini, la servitù energetica.

Questa sera, venerdì 27 aprile, grazie all’iniziativa dal Consigliere Comunale Alessio Pascucci, rappresentante del comitato no coke di Ladispoli e Cerveteri, si è infatti tenuta nell’aula consiliare del comune Cerite una affollata manifestazione a sostegno dei cittadini dei comuni sopra citati, da oltre venti giorni in sciopero della fame. Lo stesso ingegner Pascucci, in sciopero della fame posto in essere da 11 giorni, questa mattina alle ore 10,30 ha avuto un malessere a causa di un collasso ipoglicemico ed iniziale disidratazione per cui, su tassativa disposizione medica, ha dovuto sospendere immediatamente l'azione di protesta.

E’ stata apprezzata l’affermazione del sindaco di Cerveteri, dottor Antonio Brazzini, in merito alla virtuale occupazione dell’aula messa in atto, come da volantino, dal movimento no coke Alto Lazio: “vi posso assicurare che non ci sarà mai bisogno di occupazione della sede consiliare di fronte a questo problema, l’aula è a disposizione in ogni momento”. Continuando nel suo intervento, il sindaco ha confermato, come medico, i gravi danni alla salute provocati dalle emissioni tossiche del carbone, dall’inquinamento da polveri sottili, causa tra l’altro di patologie della tiroide, presenti in maniera abnorme nel territorio. “Comunque – ha asserito – quel che occorre è un NO tout court alla Centrale in assoluto, non solo alla sua conversione a carbone; questo territorio ha bisogno di essere risanato. Certo non basta dire no alla centrale, occorre fare proposte in campo nazionale, ridurre i consumi di energia, introdurre nuove norme tecniche”.

Improntato ad una seria preoccupazione il successivo intervento del Sindaco di Ladispoli e Consigliere Provinciale Gino Ciogli, che ha ripreso ieri lo sciopero della fame insieme ad alcuni consiglieri, assessori, dipendenti e cittadini. Motivo della preoccupazione la notizia, ricevuta mentre stava raggiungendo l’assemblea, che la Corte Costituzionale, la quale doveva esaminare l'eccezione di incostituzionalità riguardo la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia, aveva rigettato la richiesta.

“A questo punto si rende assolutamente necessaria l'apertura di un tavolo interministeriale” - ha affermato Ciogli – “che prenda in esame tutti gli aspetti legati ai molteplici rapporti tra la centrale elettrica di Torre Valdaliga ed il nostro comprensorio, uno dei poli turistici più importanti del centro d’Italia. Si tratta di una questione troppo importante perchè resti competenza di un unico ministro quale Livia Turco”.  

I prossimi appuntamenti ora, nei primi giorni di maggio, a Palazzo Chigi e con il ministro Bersani.

Claudio Pirolli


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