10.09.2007
soggettive
Buongiorno:
ho fatto la Notte Bianca
Io credo che ci sia un'immagine che può riassumere la quinta Notte Bianca di Roma ed è questa: centinaia e centinaia e centinaia di persone che fanno di piazza del Campidoglio un tappeto colorato per il concerto dedicato ad Armando Trovaioli mentre c'è la partita Italia-Francia.
E' vero che Roma lavora su grandi numeri come tutte le capitali del mondo, ma è anche vero che lo stesso "colore" di umanità c'era a piazza Venezia, a via del Corso, ai Fori Imperiali...
Non mi sono spostata molto da "colle capitolino" e dalla linea retta Colosseo - Piazza del Popolo (unica deviazione il riaperto Palazzo delle Esposizioni a via Nazionale) ma quello che succede qui anche per la Notte Bianca è rappresentativo di quello che è successo in tutta la città: tante gente con la semplice voglia di stare insieme e godersi la città mentre intorno accade qualcosa che ha a che fare con la cultura.
Non importa se non si seguono in religioso silenzio gli spettacoli e ci si limiti a passarci davanti: la poesia va direttamente a cuore e lascia piccoli segni, a volte di tenue e tenace luce.
Cosa ho visto? Semplici meraviglie e stupefacenti creature.
Semplice meraviglia è Massimo silenzio: tutta la spianata del Circo Massimo coperta da globi luminosi di tutti i colori dove lo stupore è tale da indurre al silenzio, a riprova del fatto che il "sacro", quello che ci impedisce di fare chiasso, viene dalle cose che sono fuori dalla quotidiana esperienza. E "dio" c'è dove c'è meraviglia, come davanti al fulmine che cadeva fuori dalla caverna.
Meravigliosa creatura è la mantide religiosa meccanica al Colosseo, mostro gigantesco di ferro che parte a tempo di hard rock seguendo-inseguendo i saltellanti ballerini sui trampoli.
Meravigliose creature semplici le ragazze volanti nello spettacolo circense di Giorgio Barberio Corsetti a piazza del Popolo che stupisce per la sua semplicità: due acrobate, due trapezi e un fortissimo impatto dato dalla colonna sonora.
Semplice meraviglia la mostra ai Mercati di Traiano (grazie Fabiana) dove le corrose asperità della storia si incontrano con le levigate e sensuali pietre. Dove tanto è difficile toccare gli antichi capitelli, tanto e impossibile resistere a toccare, carezzare, sdraiarsi sopra le opere.
E su tutto, più che la città, i cittadini, le persone, la gente, i ragazzi che hanno popolato la notte.
Non importa che dopo il passaggio il fondo di piazza Venezia, di piazza del Campidoglio, dei Fori Imperiali, del Corso fosse un tappeto altrettanto colorato di carta. Subito dietro loro c'erano pronte le squadre dell'AMA, così come subito prima e insieme c'erano stati i vigili urbani.
E stamattina... no, è tardi, è già ora di pranzo... Roma è in ordine come sempre, come se tutto fosse stato un bellissimo sogno.
angela :)