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giovedì 24 marzo 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                       la città futura

La nuvola che passa su Roma

La città che voglio è quella dove non ci passino sopra nuvole con la polvere radioattiva. Anzi voglio che le nuvole con la polvere radioattiva non passino sopra nessuna città, voglio che non ci siano più nuvole radioattive e basta.

 

Stamattina al "Ruggito del coniglio" stanno anche giustamente scherzando: era attesa in Italia ed è arrivata, a Roma in mattinata sarà ricevuta.... stasera sarà ospite a "Porta a porta"...

 

Hanno detto che non ci sono problemi per la salute, che la quantità di iodio e cesio radioattivi sono molto al di sotto dei limiti massimi per la nocività, che in definitiva la quantità di radiazioni che assorbiremo sarà inferiore a quella di una radiografia.

 

D'altra parte i reattori giapponesi danneggiati sono dall'altra parte del mondo, questa nuvola è passata prima sull'Oceano Pacifico, poi su tutti gli Stati Uniti, poi sull'Oceano Atlantico... è anche plausibile che le poveri si siano già sparpagliate... il che non è che mi consoli perchè comunque qualcuno le ha respirate, perchè comunque sono cadute sul terreno dove crescono le versure e l'erba che mangiano le mucche che fanno il latte, perchè comunque sono cadute in mare e in mare ci sono i pesci che peschiamo e poi mangiamo.

 

In Italia e a Roma non ci sono pericoli. Sarà senz'altro così ma io ho chiuso le finestre e oggi uscirò lo stretto indispensabile. Peccato perchè oggi è una bella giornata, nel pomeriggio sarò ad Anzio e non mi godrò il mare dalla panchina delle meraviglie nel cortile del liceo scientifico in attesa di entrare in aula. Pazienza, tanto domani la nuvola cattiva sarà passata e domani sono a Civitavecchia, sempre mare.

Il mio amico medico mi suggerisce per un po' di non mangiare verdure a foglia larga, quelle che è difficile lavare: niente minestrone per un po', niente lattughella scrocchiarella per un po'. Per un po' quanto? Eh, vallo a capire... E poi come la mettiamo col caffelatte la mattina? Per un po' compra il latte a lunga conservazione, dice sempre l'amico medico.

 

Da Chernobyl sono passati troppi anni, non mi ricordo più per quanto tempo non abbiamo fatto cose e mangiato cose. Mi ricordo però che ho tenuto le finestre chiuse per un paio di giorni, che ogni sera ho messo in lavatrice i vestiti che avevo indossato il giorno, che ho impedito per un paio di giorni al mia gattina di andare sui tetti.

 

La città futura che voglio e il mondo futuro che voglio è un posto dove le nuvole siano quelle che guardo e mi chiedo a cosa somigliano.

 

angela :)

 


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