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10.05.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Ostia: passeggiata al sole sul lungomare

Veramente non so se si tratta esattamente di un "fuori porta".

Da una parte Ostia è certamente fuori dalla Mura e quindi anche fuori dalle porte della città.

Però Ostia non solo è Comune di Roma ma è da tutti i romani sentita come la spiaggia, così come credo che tutti facciano fatica a pensare che Fiumicino sia un altro comune.
Però è anche vero che a Ostia la gente non si muove come ci si muove in città... per esempio sull'autobus chiacchierano mentre qui non chiacchiera proprio nessuno...

E in ogni caso, anche se ci si mette solo trenta minuti da Piramide (contro i 50 che ci ho messo sempre da Piramide ai Parioli), il trenino per Ostia non è esattamente una metropolitana, è qualcosina di più e andare a Ostia alla fine io lo percepisco come un piccolo viaggio vero.

E dunque sì, for de porta.

 

L'idea era di andare al mare, non per prendere il sole o fare il bagno ma per la semplice necessità di respirare aria salata perchè chi viene da un posto di mare, credo, alla fine il mare, la salsedine, lo iodio gli manca fisicamente, come una carenza di una qualche sostanza precisa.

Ore 12,30 trenino da Piramide arrivo a Ostia Centro.

E qui il primo errore dato dal peccato di presunzione: mi ero limitata ad uno sguardo veloce la pianta di Ostia e dalla fermata "Ostia centro" mi era sembrato semplicissimo raggiungere il lungomare: "tanto Ostia è piccola e il mare sarà là, in fondo al viale, che sarà mai".

Infatti mi sono persa appena fuori dalla stazione: nessun mare, nessun segno, nessun cartello, palazzi alti, nessuna vista prospettica. Così ho deciso che avrei preso un autobus, ho guardato le fermate e sono salita sul primo che è passato e che sarebbe andato su un certo lungomare "tanto dove vuoi che vadano gli autobus di Ostia? prima o poi arrivano al mare". E infatti dopo un po' che andava mi sono accorta che puntava verso l'interno e quando mi sono ritrovata nuovamente alla fermata di Ostia Antica, sono scesa dall'autobus (ecco dove ho scoperto che tutti chiacchierano a differenza di Roma), ho ripreso il trenino e stavolta sono scesa alla fermata Stella Polare perchè il nome non poteva che essere quello di uno stabilimento balneare storico. Chissà perchè, mi sono detta, ho pensato che Ostia sia come Lido di Venezia, stretta, lunga e con il mare che lo senti anche se non lo vedi e non ti puoi perdere... forse la parola "lido".

A Stella polare non mi potevo sbagliare, il mare si intuisce davvero e un po' anche la logica viene in soccorso: non c'è nessun motivo che una stazione sul mare "guardi" verso la campagna, il mare deve essere per forza lì davanti.

Sul mare di Ostia non mi posso esimere dal luogo comune, anche se in generale i luoghi comuni mi irritano: a Ostia il mare si intravede tra le capannine degli stabilimenti regolarmente recintati, spesso nascosti da fitte siepi. E a Ostia tra uno stabilimento e l'altro spesso, molto spesso, troppo spesso, non viene rispettata la legge che prevede l'accesso alla spiaggia perchè la battigia è libera anche se davanti ad uno stabilimento.

Il mare mi è apparso FINALMENTE solo dopo un po' che camminavo, quando sono arrivata sul canale.

Ah, sì. avevo preso la direzione verso sud con l'intenzione di raggiungere la Colombo e il relativo capolinea del trenino.

Sul canale c'è uno stradino che porta sul molo. sul molo mi sono seduta davanti al mare, ho annusato l'aria, poi ho aperto il libro che stento a finire, ho letto un po' per scoprire che le vicissitudini si una americana nel deserto australiano alla scoperta dell'inevitabile se stessa e del prevedibile tutto con cui è in armonia ("e venne chiamata due cuori" pare che c'è un momento giusto per incontrare questo libro... bho?)) era quanto di più noioso e lontano mi potesse capitare di leggere in quel momento. Ho chiuso il libro, ho fatto un paio di foto e sono tornata a camminare sbirciando il mare tra una capannina e l'altra, godendomi un altro spettacolo. Sulla verandina di tutte le capannine si svolgeva il rito del pranzo al mare: come negli anni '60, le donne avevano steso la tovaglia di plastica e tiravano fuori dalle borse le cose da mangiare. Le borse sono termiche e il cibo è più "light", niente teglie di pasta al forno ma prosciutto, melone, insalatina verde e ovoline ma in fondo la scena era la stessa, stessa la felicità. Gli infelici mi sembravano i ragazzi fashion e regolarmente a dieta e peggio per loro.

Mi è sembrato di aver camminato tanto ma ho fatto solo due chilometri o poco più. In città cammino sicuramente di più. il percorso è esattamente come da Castel S. Angelo fino al Colosseo facendo corso Vittorio. Niente. Solo che lo spazio aperto è un'altra cosa, sembra più grande.

Non so se aver perso la misura dello spazio libero è una buona cosa.

 

Alla fine sono arrivata alla rotonda su cui finisce la Cristoforo Colombo, lì vicino c'è il capolinea del trenino (c'ero già stata una volta in primavera anni fa, ho ancora nella tasca della borsa tutti i cocci di vetro verde raccolti sulla spiaggia e in un barattolo di vetro tante conchiglie minuscole minuscole...) e sono tornata a Piramide.

Felice ma non stanca perchè alla fine... come da Castel S. Angelo al Colosseo... figurati!

 

Peccato che mi sono persa il lungomare proprio ad ostia dove, mi ricordo, di aver visto delle belle ville liberty una volta che eravamo andati in macchina a trovare Mimmo...

Ma ho intenzione di rimediare con un'altra avventura.

Metterò la bici sul trenino (vedi istruzioni), scenderò a colombo e farò tutta la litoranea fino a Ostia centro e anche oltre perchè da Google Earth mi sembra di capire che si può arrivare.. eh eh...

Chi viene con me?

 

angela   J 


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