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16.04.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                accade a Roma


Mostra di fotografie
DIARIO DI UN ADDIO – “Tu capiresti”   
di Edith Dzieduszycka

 

PAGINE SPARSE  -  Fatti e ritratti di fine secolo
di Michele Dzieduszycki

DIARIO DI UN ADDIO
di Edith Dzieduszycka

 

PAGINE SPARSE
E’ una raccolta degli articoli più significativi scritti da Michele Dzieduszycki, raccolta curata da sua moglie Edith, e che spazia dagli anni ’68 al 2000. Michele, scomparso il 29 novembre 2005 in seguito ad una leucemia, è stato giornalista e testimone di un’ altra tra le stagioni turbolente della vita politica e culturale italiana.
Questo volume contiene articoli di politica nazionale ed internazionale, approfondimenti culturali ed interviste di alcuni dei personaggi italiani e stranieri noti allora come ora (Pierre Boulez, Julian Green, Claudio Magris, Indro Montanelli, Robert Rauschenberg, Emanuele Severino, Gore Vidal, Federico Zeri, ecc.)
Dice Mario Pirani, nell’intervista rilasciata a Umberto Giovine e ritornando al 1979, anno dell’assunzione di Michele : “…Gia al primo colloquio, che si protrasse oltre il previsto, mi impressionò la sua preparazione culturale ma anche un elegante distacco critico che lasciava intendere non solo la libertà di giudizio ma la idiosincrasia verso le passionalità settarie così alla moda in quegli anni…… Pensai che Michele poteva diventare una delle colonne nell’elaborazione culturale del nuovo “Europeo” che ero stato chiamato a dirigere…
”Scrive Vittorio Sermonti nella prefazione al libro di poesie di sua moglie Edith, “(Michele)…ha scritto per la stampa ebdomadaria straordinari articoli di cultura e di costume che i giornali ospitavano come si ospita un principe in esilio, un principe di suprema gentilezza e discrezione, enigmatico, un po’ pigro e un po’ distratto.”…
“… E’ stato uno dei migliori giornalisti culturali degli anni 80”… dice di lui Giampiero Mughini che ha condiviso con lui quella intensa stagione, insieme a Fiamma Arditi, Paolo Brogi, Pasquale Chessa, Lauretta Colonnelli, Luigi Irdi, Claudio Lazzaro, Fiamma Nirenstein, Barbara Palombelli, Ludovica Ripa di Meana, Valerio Riva e tanti altri.
Michele Dzieduszycki nel corso della sua carriera ha lavorato per La Fiera Letteraria di Manlio Cancogni, Il Mondo di Arrigo Benedetti, Epoca, Tempo Illustrato, Critica Sociale, Lo Speciale, Panorama, Successo, Il Nuovo, Salve, Il Giornale della Lombardia, Il Corriere della Sera, Il Corriere Illustrato.
Nel 1979 è approdato all’Europeo (diretto da Mario Pirani poi da Claudio Rinaldi, Salvatore Giannella, Lanfranco Vaccari, Vittorio Feltri, Myriam De Cesco, Lamberto Sechi, Daniele Protti) dove continuerà a scrivere fino alla chiusura del giornale nel 1996, collaborando successivamente a D di Repubblica.

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DIARIO DI UN ADDIO
“…Sua moglie Edith gli sopravvive annaspando nella sua assenza e ruotando su di sé come una barca con un remo solo. E nelle pagine di questo Diario, tenta di sgranare la cronaca della malattia, del trapasso, della veglia, di quello che avanza alla morte della persona una che si è interamente amata : tenta di pronunciare l’impronunciabile, di dare un ritmo al silenzio, meticolosamente, disperatamente. C’è in questi testi l’accanimento desolato di chi continua a chiamare un Michele che non può più rispondere.…” (Vittorio Sermonti)

Il libro contiene circa 150 poesie, le prime scritte nel momento della scoperta della malattia di Michele, che fu curato con grande attenzione e umanità  nel reparto Leucemie del Centro Ematologico romano del Prof. Franco Mandelli, (al quale sono destinati i proventi del libro). Mano a mano si segue l’evoluzione, la morte, il distacco e la solitudine. “   In quel Diario di un Addio, quell’unicità perduta e che non ha altro nome che il suo, Michele, parla all’unicità di ciascun e di tutti. E l’inconsolabilità si riconosce in un suo sommesso, indelebile timbro fraterno.” conclude Vittorio Sermonti.

Edith, di lingua madre francese, scrive poesie da molto tempo. Da quando vive in Italia ha tradotto se stessa per partecipare a concorsi e inserimenti in varie antologie. Questo Diario invece è stato scritto per la prima volta direttamente in italiano.

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“…TU CAPIRESTI...”

Si tratta di una trentina di fotografie a colori, ognuna delle quali evoca o illustra una poesia, un pensiero, un momento di dolore.

Scrive ancora Vittorio Sermonti :….”Il buio assoluto del nulla e i catarifrangenti del quotidiano, l’insostituibilità di tutti gli uomini e l’insostituibilità di quell’uno, si accavallano ininterrottamente per barattare fra loro un senso, o almeno tacitarsi a vicenda. E non sarà un caso se le fotografie con cui Edith, donna di inesauribile creatività nello scovare forme nell’informe e nell’incongruo, ha voluto accompagnare i suoi testi, trascorrono con naturalezza dalle dimesse e commoventi foto dell’album di famiglia a una segnaletica estratta (ma meglio sarebbe dire : astratta) dalla nobile povertà della materia, dal microcaos del dettaglio, ma tutte dicono, nello stesso idioletto taciuto:

tu capiresti, ti piacerebbero.”

la presentazione dei libri
dove: Centro Culturale Bibli - via dei Fienaroli, 28 (Trastevere)
quando: giovedì 12 aprile - ore 20,30
info: 06.5884097

la mostra di Edith
periodo: fino al 2 maggio
orario di Bibli:  lun.17.30-24.00  - Mart-dom :11.00 – 24.00
ingresso gratuito
web: www.bibli.it

                                    


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