11.05.2009
for de porta
La
Pala di Lorenzo da Viterbo
Tempo addietro, aggirandomi nelle sale di Palazzo Barberini a Roma, ho avuto
occasione di imbattermi in una bella pala d’altare, olio su legno, delle
dimensioni di circa mt 1.20x1.30.
La scritta sottostante diceva:
Madonna in trono con Bambino e SS. Pietro e Michele (Lorenzo da Viterbo –
1472?)
Proveniente da S.Maria Maggiore – Cerveteri (RM) 1958
Proprio l’ultima riga ha attirato la mia attenzione: mi sono chiesto “E che
ci fa qua questa opera dedicata al Patrono di Cerveteri invece di stare
nella sua Chiesa?”
La risposta che mi sono data è ovviamente la stessa che purtroppo vale per
tutti i preziosi cimeli della mia città di adozione custoditi in altri
luoghi: il sarcofago degli sposi, il corredo della tomba “Regolini-Galassi”,
il cratere di Eufronio: motivi di sicurezza nella custodia e nella
conservazione di opere di incomparabile valore quali esse sono, ne
sconsigliano la restituzione.
Mi sta tutto bene, però proviamo a pensare quale enorme valore aggiunto
porterebbe alle attrattive culturali e turistiche di Cerveteri il rientro
anche di una parte di questi capolavori!
Proviamo a immaginare che si riesca a realizzare anche qui l’auspicato
Museo; nulla mi impedisce a questo punto di ritenere che ciò comporterebbe
ovviamente la creazione di strutture atte a garantire sia la massima
sicurezza che la perfetta conservazione delle opere ospitate nel Museo. E
allora cadrebbero le obiezioni degli attuali affidatari dei citati
capolavori. O no?
Ma torniamo alla
pala di Lorenzo da Viterbo.
L’imprevisto quanto inatteso incontro non poteva naturalmente concludersi
così, e allora ho provato a documentarmi in merito, nei limiti di quanto mi
è stato possibile.
Le notizie biografiche sull’autore sono scarse. Lorenzo, figlio di Jacopo,
da Viterbo, nato intorno al 1440, è vissuto poco più di trent’anni. La sua
opera principale, realizzata nel 1469, è costituita dagli affreschi presso
la cappella della famiglia Mazzatosta in Santa Maria della Verità a Viterbo,
mentre appena tre anni dopo, siamo al 1472, firma il suo ultimo lavoro: la
pala d’altare nella chiesa di San Michele a Cerveteri, raffigurante la
Madonna e i Santi Michele e Pietro, peraltro incompiuto. Uno dei nostri
maggiori critici d’arte, mi riferisco a Federico Zeri, analizzandone i
tratti pittorici afferma infatti che l’opera, portata avanti quasi
interamente da Lorenzo, fu certamente ultimata da un discepolo, causa la
prematura morte del Maestro. Si spiega così, desume lo Zeri, la croce
accanto alla scritta sul trono della Madonna: “+ Laurentius Jacopi de
Viterbio 1472”.
La provenienza della pala, secondo le indicazioni di Palazzo Barberini, è la
Chiesa di S.Maria Maggiore e la data di affidamento è quella del 1958; sono
ben cinquant’anni quindi che il prezioso dipinto manca da Cerveteri. Ma
attenzione, sia Federico Zeri, sia altri importanti studiosi, come il
Tomassetti, C. Strinati, A. Pinelli, inevitabilmente, nel citare l’opera di
Lorenzo da Viterbo, affermano tutti: “la pala d’altare nella chiesa di
S.Michele a Cerveteri”. D’altra parte è abbastanza logico ritenere che il
prezioso quadro sia stato eseguito per la chiesa dedicata al Santo Patrono
della Città, San Michele Arcangelo.
Non solo! Nel suo interessante libro “Cerveteri dalle origini al
Risorgimento- Ed.Trevi 1977”, Angelo Marini afferma: “A scanso di
equivoci, la chiesa di S. Angelo deve essere identificata non in quella
tuttora efficiente, costruita dai frati Agostiniani a fianco del loro
convento adibito successivamente ad ospedale, bensì in quella costruzione,
da tempo utilizzata come fienilessa, che si affaccia sulla valle della Mola,
in località chiamata appunto S.Angelo.
Questo scriveva il Marini nel ’77, solo trent’anni fa, non in un’epoca
troppo remota. Immagino quindi che dell’antica chiesa non sia scomparsa
completamente ogni traccia, forse resta qualche rudere sepolto dagli anni,
oltre alla “costruzione adibita a fienile”.
Verificherò, poi ne riparliamo.
Claudio