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19.07.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Il Palazzo Senatorio visto da Flavio

Grazie al nostro giornale (e dove altro, altrimenti?), mesi fa ho scoperto l'iniziativa di Zetema che apre il palazzo Senatorio ogni prima domenica del mese. Un'occasione unica per entrare in uno dei palazzi più importanti della politica, almeno della nostra città, nonché un luogo storico con tanto di sorpresa finale con la visita all'originale del Marco Aurelio. Il tutto in un percorso guidato gratis ed a disposizione di tutti, cittadini e turisti.

Dopo molti impegni che mi avevano fatto saltare l'appuntamento e mesi in cui mi dicevo che avrei dovuto partecipare, finalmente, ho varcato le antiche scale. Questo è il resoconto di quella giornata.

La data prescelta è il primo di luglio, con un caldo decisamente elevato già di buon mattino. Assieme a me, in origine, doveva venire una coppia di amici ma, poi, all'ultimo momento, lui ha preferito restare a dormire, mentre lei, entusiasta, mi ha seguito nonostante le quattro ore scarse di sonno della notte precedente. Prima tappa: trovare un parcheggio. Nulla di più semplice; Via Celimontana sembra nata apposta.... Quindi una leggera scarpinata fino al Colosseo, a Via dei Fori Imperiali e su per la scaletta accanto all'entrata laterale del Vittoriano (per la cronaca, lo ammetto: sono stato mille volte da quelle parti, ma quella meravigliosa scorciatoia non la conoscevo affatto...) fino all'entrata del Palazzo. Sono le 9:30 e, incredibile dictu, come dicevano i nostri antenati, non c'è affatto fila. Altre volte, in cui ero passato da quelle parti in bici, avevo visto centinaia di persone ferme sotto il sole in attesa di entrare. A noi, invece, va di lusso. Non facciamo nemmeno in tempo a varcare la soglia e ricevere i completissimi depliant che si presenta la guida che ci scorta a vedere la Lupa Capitolina (oddio, ancora a che fare con lupe varie...) che si trova al centro del corridoio d'ingresso, ed a visitare i resti dei templi sopra i quali è stato costruito il palazzo rinascimentale. Ci spiega che la Lupa, in realtà, è una copia ma che siamo fortunati perché, eccezionalmente, l'originale è rimasta ancora assieme al Marco Aurelio dopo il trasferimento per la festa del 21 Aprile (a volte l'inefficienza della burocrazia porta anche ottimi risultati). Evidentemente sono davvero “fortunato”: la settimana prima ero stato a Siena e mi ero imbattuto in decine di lupe, senesi e capitoline, ed avevo scoperto la leggenda della parentela tra le due città e della rivendicazione degli eredi Senio ed Aschio sull'originalità della loro rispetto alla nostra. Ora avere la possibilità di incontrare quella natia della nostra città sembrava la degna conclusione di un ciclo...

Saliamo le scale che portano al primo piano e la mia emozione cresce in maniera incredibile: credo che mai, in vita mia, mi sia sentito così orgoglioso di essere romano, al punto da non riuscire quasi a parlare. La guida ci porta a visitare lo studio del Sindaco e, devo dire, ancora preda all'emozione, che provo un'invidia incredibile per il nostro primo cittadino. Comparando lo scantinato in cui ogni giorno passo più di metà della mia giornata a quel luogo antico e magico, non posso non provare quella sensazione, amplificata infinitamente una volta superato il retro studio ed affacciato dal famoso terrazzino. Come, penso, tutti quelli che hanno avuto il privilegio di recarsi in quell'osservatorio straordinario di Roma, l'emozione è stata enorme e la voglia di restare là per ore ad ammirare i Fori e l'intero panorama dell'Urbe quasi irresistibile. Ma il dovere di lasciare il posto ad altri affinché godessero dello stesso privilegio, alla fine, ha avuto la meglio. La stanza dell'orologio, tuttavia, mi ha fatto tornare in me. Adoro gli orologi antichi ed i due (anche quello piccolino di lato è magnifico) posti in tale sala sono davvero spettacolari. Come lo è l'arazzo dell'omonima sala, il tavolo storico e le bandiere della sala successiva, anticamera per la famosa Aula Giulio Cesare, sede del consiglio comunale capitolino. Anche lì, oggettivamente, ho percepito un'emozione particolare: quella di trovarmi in un luogo i cui occupanti, se fossero animati da sinceri propositi di far progredire la nostra città (e tante volte, purtroppo, non è così, ma si pensa solo a miopi strategie di bassa politica), avrebbero la possibilità di rendere realtà i migliori sogni di noi cittadini. Poi, comunque, mi sono ripreso...

Interessanti le sale delle protomoteche ed il passaggio verso Palazzo Caffarelli, preludio per il gran finale: l'incontro con Marco Aurelio e la Lupa.

Una magnifica sala illuminata da luce naturale indiretta, accanto ai resti del tempio di Giove Capitolino e.... eccoli là: il Marco Aurelio da un lato, e la Lupa dalla parte opposta. Uno spettacolo davvero magnifico ed unico. Splendidi anche i quadri esplicativi delle ristrutturazioni e dei restauri delle due opere d'arte. Nemmeno a dirlo, ma l'orgoglio di essere romano, in quella stanza, ha avuto il suo apice. Pensare che gente da tutto il mondo viene qui ad osservare quei capolavori che noi abbiamo “in casa” e che possiamo visitare semplicemente spostandoci in auto o bus deve far pensare. Siamo troppo abituati a vedere le nostre bellezze come parte del paesaggio quotidiano da non renderci quasi più conto del luogo unico in cui viviamo.

Ogni tanto sarebbe un buon esercizio per ciascun romano dismettere i panni del cittadino ed indossare quelli del turista ed osservare ciò che ci circonda con quel tipo di occhi e di cuore. Io lo faccio spesso e mi son reso conto di riuscire a godere delle infinite bellezze di questa città in tutt'altro modo. E quel primo luglio è stato uno di quei giorni indimenticabili. Consiglio a tutti, a partire da settembre, di recarsi al Palazzo Senatorio e visitare questo luogo meraviglioso. Probabilmente non troverete più la Lupa (l'avranno riportata al suo posto, spero), ma vi aspettano un paio d'ore di magnificenza e di ricordo del nostro passato e del nostro presente.

Flavio


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