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08.08.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                 c'era una volta

Il Planetario all'Aula Ottagona

Eh, sì, i meno giovanottelli fra noi se lo ricordano.

E a ben vedere già solo il modo di descriverlo -  "planetario all'aula ottagona" - racconta di una felice commistione fra antico e moderno, fra arte e scienza, fra passato e futuro in tempi non sospetti, prima ancora dell'estate romana, della contaminazione architettonica...

 

L'aula ottagona fa parte delle terme di Diocleziano. E' un ambiente con una meravigliosa volta a cassettoni, un po' come quella del Pantheon. Qualcuno dirà: ma è una cupola. Bhe..quasi. Se i greci avevano inventato la trabeazione (praticamente il tetto spiovente con le travi, tutta una faccenda di pesi che scaricano lateralmente su una struttura triangolare), i romani avevano inventato la volta, derivazione dell'arco, una cosa per cui si potevano aprire varchi in un muro senza che tutto quello che c'era sopra crollasse perchè l'arco scarica il peso del muro stesso ai lati dell'arco. e capirono che se la cosa funzionava su un muro, poteva funzionare su una galleria (la volta a botte o a crociera) e su una struttura circolare a cassettoni.

Per la cupola vera e propria bisognerà aspettare ancora il medievale gotico e l'intuizione che ai carichi (il peso del muro) bastava un cordolo di mattoni.

Sta di fatto che il Pantheon è la "cupola" più alta di Roma dopo San Pietro e fra le due cose passano un bel po' di secoli.

Dicevamo?... Ah sì, l'Aula Ottagona.

Insomma è un ambiente appunto ottagonale, (ripasso di geometria ottagono = otto lati uguali, praticamente una delle cornicette sul quaderno a quadretti) che faceva parte delle Terme di Diocleziano

Il termine aula è sempre di derivazione medievale e si intende "ambiente di grandi dimensioni adatto ad ospitare più persone" come appunto una aula scolastica ma che con il moderno concetto di aula non ha niente a che spartire. E non ha nulla a che spartire nemmeno col concetto di Terme perchè alle terme i romani andavano per godere delle cure del corpo, cure che non erano riservate solo ai ricchi.

E dunque niente a che vedere con la scuola e nemmeno con i privilegi di casta.

In buona sostanza l'aula ottagona si pensa fosse semplicemente un ambiente di passaggio, pensa un po'... Mi incanta il concetto di spazio dei romani: un luogo maestoso che noi ci chiediamo per anni di cosa possiamo riempire, per loro era un luogo di transito, come per noi l'atrio della metropolitana di Pietralata.

 

Ad ogni buon conto, nel 1928 l'aula Ottagona fu adattata a planetario perchè la "cupola" si prestava alla proiezione e questa era evidentemente l'unica cupola romana non sacra.

Perchè planetario?

Ma perchè la Germania che insieme all'Austria e all'Impero ottomano (i turchi) aveva perso la prima guerra mondiale mentre noi l'avevamo vinta e ci eravamo ripresi Trento e Trieste, ci ripagava in parte i danni di guerra con un proiettore Zeiss.

Eh sì perchè le guerre alla fine passano nelle mani dei ragionieri e gli avvocati che computano i danni e chi perde li paga, come nelle cause col condominio.

Arriva quindi a Roma un proiettore Zeiss, tecnologia avanzata e che tale sarebbe rimasta per moltissimi anni e nasce il planetario.

Il concetto è semplice: la cupola è come se fosse la volta celeste, il proiettore ruota e proietta le immagini di stelle e pianeti. E si rimane incantati.

Non so bene fino a che anno il planetario è stato attivo all'aula Ottagona, immagino fino agli anni '70. Personalmente non ci sono mai stata ma ho amici (maschi) nemmeno tanto anzianotti che raccontano di esserci stati da piccoli col papà (le mamme e le sorelline... uhmmmm.... no).

Di certo l'aula ottagona non era più planetario sul finire degli anni '90 ma ancora non ospitava le sculture antiche del Museo Nazionale romano.

e il nuovo planetario all'EUR era ancora in allestimento.

 

Ci sono tornata di recente e, a parte la bellezza del luogo e la collocazione delle sculture, ho apprezzato davvero molto che siano rimaste le intelaiature che reggevano il telo per la proiezione ai tempi del planetario, telo che era una specie di fodera ala cupola dell'aula.

D'altra parte quella che io chiamo "intelaiatura" è in realtà un'opera di ingegneria d'epoca ed è diventata a sua volta monumento e patrimonio.

Riuso, stratificazioni...

Roma è come una cipolla, la sfogli la sfogli, la sfogli...

 

L'Aula Ottagona è oggi parte del Museo Nazionale Romano

Il proiettore Zeiss  si trova al Planetario di Roma

 

angela  J

 


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