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martedì 08 gennaio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             fuori porta

Pane e tulipani


La storia di una "botta di vita" di Rosalba che, dimenticata da figli e marito in un autogrill decide di regalarsi un giorno di vacanza a Venezia e finisce per dimenticarsi di loro. Tutto con un tono di stupefacente leggerezza.

A guardare bene è un film costruito interamente e molto intelligentemente sul concetto di "doppio".
Doppia la vita di Rosalba tra Pescara e Venezia.
Venezia città Doppia per definizione, reale e specchiata.
Doppia la vita di molti protagonisti del film: l'idraulico che veste panni di investigatore, il cameriere che era un cantante e molte altre cose.

Le inquadrature sono piene di specchi e la città reale stessa la vediamo specchiata: Rosalba arriva a piazza San Marco e la guarda mentre la piazza è riflessa dietro di lei nel vetro di un negozio.

Della città il regista inquadra solo parti che il turista non vedrà mai, quell'altra (doppia) Venezia fatta di case minute e di minutissime vite.

Sul doppio da citare l'omaggio che Soldini fa al cinema in pellicola "contro" il cinema-verità delle telecamere: sul pullman e nella telefona dagli alberghi, le sequenze sono girate in pellicola quando Rosalba parla col figlio giovane (simile a lei nel carattere) girata in digitale come fossero le immagini girate dal figlio grande mentre parla il padre.

Il doppio della lingua: quella reale di Rosalba e quella aulica di Fernando (approfitto per segnalare che Bruno Ganz recita in italiano, ebbene sì)

E infine i sogni di Rosala dove i figli, la famiglia vengono a galla mescolati con la nuova vita che lei sta costruendo senza quasi accorgersene.

Piacerebbe a Salvatores solo che la fuga di Rosalba non ha nulla di "spettacolare". Rosalba sparisce e Soldini preferisce guardare dentro ai fatti minimi dell'invenzione di una nuova vita, dall'appartamento vecchiotto al negozio da fioraio.

Rosalba in definitiva piace a tutti: agli uomini perchè esprime una sensualità e una femminilità non aggressiva, alle donne perchè corrisponde ad una femminilità reale e non da copertina


Indimenticabili:
Felice Andreasi nella parte del fioraio
Il cameo di Don Backy
L'inquadratura della casa contro l'imbrunire che cita "l'impero della luce" custodito proprio a Venezia alla Peggy Guggheneim Collection

fiore di cactus :)

 

 


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